Il tempo dei ricordi

38
Foto: artslife

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 30 Marzo.

Accadde che:

1842 (180 anni fa): avviene il primo intervento chirurgico con l’uso dell’etere come anestetico. Il dottor Crawford Williamson Long adopera l’etere per asportare un tumore del collo di un paziente, l’intervento avviene a Jefferson, in Georgia. L’utilizzo dell’etere segna una rivoluzione epocale, in grado di aiutare la chirurgia con implicazioni positive non indifferenti. Documenti dell’800 ci spiegano, infatti, come soprattutto gli interventi di amputazioni, asportazione di tumori e parti complessi, venissero eseguiti più agevolmente e con risultati soddisfacenti. In  passato i metodi usati per anestetizzare il paziente erano ingegnosi: in Mesopotamia si narcotizzava il paziente comprimendo le carotidi per fargli perdere coscienza. Mentre gli Egizi utilizzavano prima la neve, per diminuire la sensibilità e ridurre la circolazione sanguigna, oppure la cosiddetta “pietra di Menfi”, ciotoli minerali presenti in natura triturati e messi sulla ferita.

1981 (41 anni fa): il presidente americano Ronald Reagan è ferito in un attentato nel pressi di un albergo di Washington, per mano dello squilibrato John Hinckley Jr.  Quel giorno, Reagan aveva preso l’uscita secondaria per lasciare l’hotel Hilton di Washington DC, dove aveva tenuto un discorso e stava percorrendo un breve tratto a piedi per raggiungere la sua limousine blindata. C’era una piccola folla nei pressi della limousine e Reagan era circondato da un folto gruppo di persone, tra cui il portavoce Jim Brady e alcuni agenti di polizia e del Secret Service. Hinckley, inizialmente, non aveva linea di tiro per colpire Reagan. Il primo colpo che sparò raggiunse Brady alla testa: si salvò, ma rimase gravemente menomato. Il secondo colpo fu intercettato da un agente di polizia che si era messo in mezzo tra Hinckley e Reagan. Nella frazione di secondo in cui Hinckley si apprestava a premere il grilletto per la terza volta, la linea di tiro su Reagan si liberò, ma al momento dello sparo una serie di eventi in rapida successione salvarono la vita al presidente. Prima Alfred Antenucci, un sindacalista che aveva assistito al discorso di Reagan, si gettò su Hinckley colpendolo alla testa: il terzo proiettile mancò quindi il bersaglio. Subito dopo Jerry Parr, un agente veterano del Secret Service, prese Reagan di peso e lo spinse violentemente nella limousine blindata, poi si mise sopra di lui per fargli da scudo. Mentre Parr prendeva di peso Reagan, un secondo agente, Tim McCarthy, spalancò le braccia mettendosi nella linea di tiro tra il presidente e Hinckley. Il quarto proiettile colpì McCarthy all’addome, ferendolo a un polmone e al fegato, ma in seguito si riprese completamente. Hinckley riuscì a sparare altri due colpi prima che altre persone nella piccola folla si avventassero su di lui. Intanto, saliti sulla limousine, Parr e il presidente Reagan partirono velocemente verso la Casa Bianca. Durante il tragitto, però, il presidente cominciò a tossire sangue e si capì che era stato ferito. Cambiarono rotta verso l’ospedale della George Washington University, dove si scoprì che un proiettile, rimbalzando sulla carrozzeria della limousine, aveva colpito Reagan sotto l’ascella, perforandogli un polmone e fermandosi a poca distanza dal cuore. Venne immediatamente operato e, poche ore dopo, fu dichiarato fuori pericolo.

Nato oggi:

1853 (169 anni fa): nasce, a Zundert (Paesi Bassi), Vincent Van Gogh uno dei pittori più celebri dell’intera storia dell’arte, le sue opere sono tra le più riconoscibili grazie al suo stile inconfondibile. Van Gogh è un artista dalla sensibilità estrema, ma la sua storia è celebre anche per la sua vita molto tormentata. Figlio di un pastore protestante, mentre ancora vive a Zundert, esegue i suoi primi disegni. Il trasferimento in Francia, dove già risiede il fratello Theo, segna l’inizio del periodo francese. Molto del suo tempo lo spende assieme al fratello e i due, da quel momento, iniziano una corrispondenza che durerà tutta la vita e che rappresenta ancora oggi il mezzo migliore per studiare le opinioni, i sentimenti e lo stato d’animo di Vincent. Durante il soggiorno parigino l’artista scopre la pittura impressionista e approfondisce l’interesse per l’arte e le stampe giapponesi. Il 1880 è un punto di svolta per la sua vita, in quanto si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori. Theo inizia ad appoggiarlo finanziariamente, una situazione che si protrarrà fino alla fine della vita di Vincent. Nel 1888 Van Gogh lascia Parigi  e si trasferisce ad Arles, è il momento in cui riesce a dipingere alcune delle sue opere migliori, ma anche il momento delle sue già accennate violente tensioni con Gauguin. Intanto il suo stato di salute mentale oscilla paurosamente. A volte è completamente calmo e lucido; altre volte, soffre di allucinazioni e fissazioni, Per ironia della sorte, mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare nel corso dell’anno, la sua opera inizia infine a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica. I suoi dipinti “Notte stellata sul Rodano” e “Iris” sono in mostra al Salon des Indépendants. Dopo una serie incredibile di alti e bassi, sia fisici che emotivi e mentali e dopo aver prodotto, con incredibile energia, una serie sconvolgente di capolavori, l’artista muore nelle prime ore del 29 luglio 1890, dopo essersi sparato in un campo nei pressi di Auverse. Il funerale ha luogo il giorno dopo, con la sua bara ricoperta di dozzine di girasoli, i fiori che amava così tanto. Riportiamo una delle sue più belle frasi: “Uno può avere un focolare ardente nell’anima e tuttavia nessuno viene mai a sedervisi accanto. I passanti vedono solo un filo di fumo che si alza dal camino e continuano per la loro strada”.