Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 5 Aprile.

Accadde che:

1895 (127 anni fa): il tribunale di Londra condanna il celebre scrittore irlandese Oscar Wilde, riconosciuto colpevole di sodomia, a scontare due anni di carcere e lavori forzati. Wilde al momento della condanna era al culmine della sua fama letteraria e mondana, per la sua opera di romanziere, drammaturgo e saggista.  Lo scrittore pur essendo sposato ed avendo avuto due figli dalla moglie, Constance Lloyd, non nascondeva la sua omosessualità ed aveva intrattenuto relazioni con diversi uomini. Da quattro anni conviveva, in un rapporto tanto intenso quanto turbolento, con il giovane Lord Alfred Douglas. I processi di cui lo scrittore fu protagonista furono due. Il primo si aprì in seguito alla denuncia, da egli stesso presentata, per calunnia contro il padre del suo amante, il nobile John Sholto Douglas, che non accettava la “scandalosa” relazione tra suo figlio e Wilde, ed aveva fatto di tutto per farla cessare. Al primo processo, conclusosi in breve tempo con l’assoluzione dell’accusato, ne seguì subito un altro a carico di Oscar Wilde, che da accusatore passò ad essere a sua volta accusato di sodomia e omosessualità. La condanna piegò il suo spirito e ne stroncò per sempre l’esistenza. Dopo aver girovagato in condizioni di miseria, si stabilì a Parigi, dove la morte lo colse a soli 46 anni.

1937 (85 anni fa): la regina Elena riceve la Rosa d’Oro della cristianità concessa da Pio XI. La ricorrenza celebrativa offriva l’occasione per ricordare la figura di una Regina molto amata dal suo popolo, in una giornata caratterizzata da eventi a Lei dedicati. La rosa d’oro è una distinzione onorifica, attribuita dai papi della Chiesa cattolica. Si trattava inizialmente di una singola rosa d’oro, in seguito di un cespo con più rose in oro e pietre preziose. I papi usano consegnare la rosa d’oro a sovrani o a santuari come segno di speciale distinzione. La ricevettero tra gli altri Enrico VIII re d’Inghilterra, il conte Amedeo VI di Savoia nel 1364, per aver combattuto i turchi e riconquistato Gallipoli, Federico il Savio elettore di Sassonia, Ludovico III Gonzaga marchese di Mantova per aver ospitato nel 1459 il concilio di Mantova. In origine era destinata a re o regine, ma dopo il 1759 esclusivamente alle regine.

Nato oggi:

1939 (83 anni fa): nasce, a Melito di Porto Salvo, Luigi Malafarina, detto Gigi giornalista. Fin da ragazzino è stato attratto dall’informazione, era il suo divertimento. Iniziò a scrivere nei giornaletti scolastici e le sue opinioni venivano tenute in considerazione, sia per i contenuti che per lo stile. Amava molto la sua terra, per questo decise di non lasciarla, lavorando alla “Gazzetta del Sud”, ma collaborando anche con “il Giorno” e “Il Messaggero”. La sua attenzione era, particolarmente, rivolta al fenomeno mafioso: risale al 1975 “Cronache mafiose”, un libro in cui descrisse l’organizzazione mafiosa, le sue alleanze e le sue regole, dimostrando di essere avanti, rispetto agli altri, di circa venti anni. La sua tenacia lo portava a voler sapere, scavando sempre di più in profondità, ciò gli causò minacce, lettere minatorie e, per la sua sicurezza, si procurò il porto d’armi. Riteneva che l’unica arma per sconfiggere la mafia fosse la cultura e coniò un nuovo termine: “Mafia dalle scarpe lucide” per sottolineare il passaggio dalla vecchia alla nuova mafia (ovvero quella imprenditoriale). Ma non scriveva solo di mafia: quando ci fu la rivolta a Reggio fu il primo in piazza ad ascoltare, a cercare di capire per raccontare. Viveva in un mondo tutto suo, perchè era un sognatore, uno spirito libero che aveva una grande sete di conoscenza, voleva raggiungere confini sempre più lontani. All’improvviso nella notte tra il 10 e l’11 settembre 1988 muore, a Siderno, trascinando tutti, in primis la moglie e i figli in un profondo dolore.