Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 19 Aprile.

Accadde che:

1770 (252 anni fa): il capitano James Cook giunge in vista dell’ Australia, sbarcando nell’odierna Silver Bay, nel Nuovo Galles del Sud. È la prima volta che una nave europea arrivava a queste latitudini e l’equipaggio della Royal Society ne approfittò per raccogliere esemplari di piante endemiche. La sua spedizione divenne la prima europea ad esplorare la linea di costa del nuovo continente. Il 23 aprile, Cook fece la sua prima osservazione registrata degli australiani aborigeni a annotando nel suo diario: “E sono arrivato così vicino alla riva da distinguere diverse persone sulla spiaggia del mare che appaiono essere di un colore molto scuro o nero, ma se questo sia il vero colore della loro pelle o dei vestiti che indossano non so”. La spedizione proseguì verso nord lungo la costa australiana, evitando per poco un disastroso naufragio sulla Grande barriera corallina. Cook impose al suo equipaggio di mantenere il segreto circa le terre che avevano scoperto.

1820 (202 anni fa): in Grecia, sull’isola di Milo, Jules Dumont d’Urville vede nella capanna di un contadino greco la parte superiore della statua conosciuta come Venere di Milo. Il contadino racconterà di averla trovata tre settimane prima scavando nei resti di un tempio, e di aver lasciato lì la parte inferiore e le braccia della statua. Tutti questi pezzi vengono inviati al Museo del Louvre, in Francia, dove però si smarriscono nei magazzini. Rimangono solo il busto senza braccia della Venere.  La grande fama raggiunta dall’opera nel XIX secolo non fu dovuta soltanto alla sua bellezza e alla sua perfezione, ma anche alla propaganda delle autorità francesi. Nel 1815, infatti, la Francia dovette restituire la Venere medicea agli italiani, dopo che questa era stata portata in Francia da Napoleone Bonaparte. La Venere di Milo, dunque, venne sponsorizzata”dai francesi per rimpiazzare così la perdita della Venere medicea. Celebrata da artisti e critici, la Venere di Milo fu da molti considerata una delle più significative rappresentazioni della bellezza femminile; l’unico che si distinse fu Pierre-Auguste Renoir che la liquidò definendola “un gran gendarme”.

Scomparso oggi:

1768 (254 anni fa): muore, a Venezia, Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come il Canaletto pittore e incisore. Nato, a Venezia, il 28 ottobre 1697 è  il pittore che ha saputo dare al Vedutismo un taglio internazionale tanto da essere apprezzato in tutto il mondo. Il padre aveva un’atelier di pittura di scenografie teatrali e proprio qui che il futuro artista apprende le nozioni e impara a dipingere decorazioni sceniche per gli allestimenti di opere teatrali a Venezia. Nelle sue vedute l’artista cristallizzò la meravigliosa città lagunare e i suoi abitanti, talvolta idealizzandola, ma senza incappare mai nell’irreale. Le sue conquiste nel campo della prospettiva e della resa atmosferica lo portarono a risultati artistici talmente innovativi che lo resero il pittore più richiesto del tempo. Canaletto non fu celebre solo per il suo talento, ma aveva fama di essere anche esoso, infatti le sue opere erano molto costose e il suo carattere piuttosto scorbutico, come lamentarono molti suoi clienti. Tra i suoi dipinti più famosi: “Piazza San Marco” e “L’ingresso del Canal Grande”.