Il tempo dei ricordi

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Foto: fanpage

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 27 Aprile.

Accadde che:

1840 (182 anni fa): a Londra, viene posta la prima pietra per la costruzione di uno dei palazzi del potere più famosi al mondo: il Palazzo di Westminster. Dal lontano 1295, il palazzo è la sede del parlamento inglese, al suo interno si sono susseguiti i poteri parlamentari, insieme a quelli monarchici. Ancora oggi è uno dei monumenti più rappresentativi d’Inghilterra. Il complesso comprende non solo il palazzo di Westminster, ma anche la famosa torre dell’orologio, Il Big Ben. Il palazzo ha avuto ben 3 vite: prende il nome dall’unione di due parole: West (occidente) e minster (ministero), quindi ministero dell’occidente. La prima costruzione, fu distrutta a seguito di un rovinoso incendio, che la rase al suolo. L’attuale progetto di costruzione, in stile gotico, è opera dell’architetto Charles Barry.  Westminster sarà completato nel 1870, trent’anni dopo la posa della prima pietra. La Casa del Parlamento inglese, conta per l’esattezza: più di 1000 stanze distribuite su quattro piani, oltre 3 km di corridoi, 11 cortili e 100 scalinate.

2014 (8 anni fa): in Piazza San Pietro, Papa Francesco proclama santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli e Karol Wojtyla. Alla Messa in San Pietro prende parte anche Benedetto XVI, scelto nel 1981 da Giovanni Paolo II per guidare la Congregazione per la dottrina della fede e suo successore al soglio di Pietro. Giovanni Paolo II è santo, perché viene riconosciuta la guarigione da una grave lesione cerebrale di una donna, Floribhet Mora, avvenuta il primo maggio 2011, giorno della sua beatificazione. Per Giovanni XXIII si tratta di una canonizzazione “Pro gratia”, senza un miracolo attestato. Francesco ha definito i due Papi come coloro che “Hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua Croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù. Hanno guardato e hanno amato. Due uomini contemplativi, pieni di speranza viva e di gioia indicibile e gloriosa, capaci di restituire al mondo e alla Chiesa i doni ricevuti da Dio”. Francesco ha tratteggiato Giovanni XXIII come il Papa della docilità allo Spirito Santo perché, nel convocare il Concilio Vaticano II nel 1959, “si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata dallo Spirito”. Giovanni Paolo II è stato definito, invece, “Il Papa della Famiglia”.  Infine, il Papa li ha chiamati, entrambi, “Pastori del popolo di Dio” ai quali ha raccomandato “Di insegnarci a non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama.

Scomparso oggi:

1937 (85 anni fa): muore, a Roma, Antonio Gramsci politico, filosofo, politologo, giornalista, linguista e critico letterario. Nato, ad Ales (Oristano) il 22 gennaio 1891 è stato il più importante intellettuale italiano del Novecento, fondatore e dirigente del Partito Comunista, arrestato dal fascismo nel 1926 e detenuto in carcere fino alla morte. Già al Liceo, partecipa alle battaglie per l’affermazione del libero pensiero. Conseguita la licenza liceale, nel 1911 vince una borsa di studio per l’università di Torino. Si trasferisce, così, in quella città e si iscrive alla facoltà di Lettere. Avendo in precedenza aderito al Psi, si convince che bisogna dar vita a un partito nuovo, secondo le direttive di scissione già indicate dall’Internazionale comunista. Nel gennaio del 1921 si apre a Livorno il 17° congresso nazionale del Psi; le divergenze tra i vari gruppi inducono l’intellettuale italiano e la minoranza dei comunisti a staccarsi definitivamente dai socialisti. Nello stesso mese di quell’anno, il 21 gennaio 1921, nasce il Partito comunista d’Italia, dove  Gramsci sarà un membro del Comitato centrale. Nel 1926 viene arrestato dalla polizia fascista, nonostante l’immunità parlamentare. Il re e Mussolini intanto, sciolgono la Camera dei deputati, mettendo fuori legge i comunisti. Gramsci e tutti i deputati comunisti sono processati e confinati: Gramsci inizialmente nell’isola di Ustica poi, successivamente, nel carcere di Civitavecchia e Turi. Non essendo adeguatamente curato è abbandonato al lento spegnimento fra sofferenze fisiche e morali. Negli anni della reclusione scrive 32 quaderni di studi filosofici e politici, definiti una delle opere più alte e acute del secolo; pubblicati da Einaudi nel dopoguerra, sono noti universalmente come i “Quaderni dal carcere”, e godono tuttora di innumerevoli traduzioni e di altissima considerazione presso gli intellettuali di tutti i Paesi.