Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 28 Aprile.

Accadde che:

1937 (85 anni fa): a Roma, viene inaugurata Cinecittà, con la presenza di Benito Mussolini. Il complesso è qualcosa di completamente inedito in Europa, formato da 73 edifici (tra cui 16 teatri di posa, dotati delle strumentazioni più all’avanguardia), 40mila mq di strade e piazze, tre piscine per le riprese sott’acqua, 35mila mq di giardini, 900 dipendenti fissi. Una vera “città del cinema”, di nome e di fatto, dove trovano spazio l’Istituto Luce (memoria storica degli albori del cinema italiano) e il Centro Sperimentale di Cinematografia (tutt’oggi la più antica fucina italiana di attori e registi). Prima pellicola ad uscire, dai nuovi studios, è “Scipione l’Africano”, nel 1937 di Carmine Gallone. La censura fascista non consentirà grande libertà di generi, per cui prevale in questa prima fase un cinema d’evasione, fatto di sentimenti passionali e di uomini forti e risoluti. Il periodo d’oro per Cinecittà arriva negli anni Cinquanta con il filone dei film storici in costume: da “Quo vadis”? a “Ben Hur”. Negli stessi anni escono i primi capolavori firmati da Visconti, De Sica e Fellini, destinati a fare scuola nei decenni a venire. A Cinecittà vengono girati oltre tremila film, di cui 47 ricevono l’ambito Premio Oscar.

1945 (77 anni fa): Benito Mussolini e la sua compagna Clara Petacci vengono catturati a Dongo, mentre tentavano di espatriare in Svizzera, e fucilati da membri della Resistenza italiana. Il giorno prima Mussolini era stato arrestato a Dongo e la direzione del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) aveva deciso, senza indugio, per la sua esecuzione immediata. Prelevato dai suoi giustizieri a Bonzanigo, l’ex duce, insieme alla Petacci, fu portato nel pomeriggio in auto in un un piccolo vialetto davanti a Villa Belmonte, dove fu fucilato, secondo la versione ufficiale, dopo le ore 16 da Walter Audisio “Valerio” e dal partigiano Michele Moretti “Pietro”, lungo un muro di cinta di una villa su una strada isolata. Dopo l’esecuzione Audisio e Lampredi ritornano a Dongo, dove sono radunati i fascisti catturati insieme con Mussolini e la Petacci, e li fucilano. Il 29 aprile, in piazzale Loreto, sono portati diciotto cadaveri: Benito Mussolini, Clara Petacci e i sedici giustiziati a Dongo. Verso le 7 del mattino, i primi passanti si accorgono dei cadaveri. Complice un passaparola che in poco tempo attraversa tutta Milano, la piazza si riempie velocemente: molti insultano, sputano e prendono a calci i cadaveri, così che una squadra di Vigili del Fuoco sono costretti a portare via i sette cadaveri più noti. In serata, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia dirama un comunicato in cui afferma:”La fucilazione di Mussolini e complici, da esso ordinata, è la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro paese ancora coperto di macerie materiali e morali è la conclusione di una lotta insurrezionale che segna per la Patria la premessa della rinascita e della ricostruzione. Il popolo italiano non potrebbe iniziare una vita libera e normale, che il fascismo per venti anni gli ha negato, se il CLNAI non avesse tempestivamente dimostrato la sua ferrea decisione di saper fare suo un giudizio già pronunciato dalla storia”.

Nato oggi:

1908 (114 anni fa): nasce, a Zwittau (Germania), Oskar Schindler imprenditore, militare politico e operatore dei servizi segreti. È ricordato per aver salvato più di 1000 ebrei dallo sterminio della Shoah, durante la Seconda Guerra Mondiale; nonostante non se ne conosca il numero esatto, secondo alcune fonti furono tra i 1200 e i 1300. Dopo avere frequentato la scuola dell’obbligo, Oskar si iscrive a un istituto tecnico, dal quale viene espulso per avere contraffatto il proprio libretto. si aggrega al Partito Tedesco dei Sudeti: pur essendo un cittadino della Cecoslovacchia e diventa una spia per l’Abwehr, i servizi segreti dei nazisti. Nel 1936, fa richiesta per entrare ufficialmente nel partito nazista. Nel 1942 assiste all’orrore dei rastrellamenti del ghetto di Cracovia, con i soldati nazisti impegnati a trasferire gli ebrei a Plaszow, nel campo di concentramento locale. Schindler prova a salvare quelli che vengono definiti i Schindlerjuden, cioè gli ebrei di Schindler, giunge a un accordo con il comandante di Plaszow per far sì che novecento ebrei vengano lasciati nel complesso industriale di sua proprietà. Quando Cracovia è sul punto di essere liberata dall’Armata Rossa, i campi di concentramento vengono distrutti dai tedeschi, che uccidono la maggior parte delle persone internate: Schindler, però, riesce a trasferire più di mille ebrei in Cecoslovacchia, in una fabbrica di Brunnlitz, nell’autunno del 1944. Nel corso del trasferimento, tuttavia, il convoglio che trasporta le donne, partito una settimana dopo quello che trasporta gli uomini, a causa di un errore burocratico viene deviato verso il campo di concentramento di Auschwitz: viene salvato, però, da Schindler, che riesce a portare in salvo la forza lavoro femminile facendola arrivare a Brunnlitz. Nel 1961 è protagonista della sua prima visita in Israele, dove viene accolto con entusiasmo da più di duecento sopravvissuti all’ Olocausto. Da quel momento la sua vita si dispiega tra Israele e la Germania, dove nel 1965 riceve la Croce al Merito di I Classe dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca. Muore, a causa di un infarto, il 9 ottobre del 1974 a Hildesheim (Germania).