Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 5 Aprile.

Accadde che:

1817 (204 anni fa): il barone Karl Friederich Drais von Sauerbronn presenta pubblicamente la draisina, considerata la prima bicicletta. Aveva due ruote allineate, di cui l’anteriore sterzante, ma senza pedali né freni, per la cui propulsione era necessario che il guidatore, seduto sul sellino come nelle attuali biciclette, esercitasse una spinta puntando i piedi sul terreno.  Il nome draisina deriva appunto da Drais, il nome del suo inventore. Egli sosteneva che tale mezzo poteva sostituire il cavallo, con un conseguente risparmio dei costi di gestione, allargando quindi la possibilità di trasporto personale veloce ad una più larga fetta di popolazione,  in realtà è stato utilizzato solo come mezzo di puro divertimento.

1945 (76 anni fa): durante la seconda guerra mondiale gli alleati bombardano Alessandria, colpendo la cattedrale, una scuola, ed un asilo. L’attacco provoca la morte di 160 persone e, tra queste, 40 tra bambini, suore e insegnanti dell’Istituto Maria Ausiliatrice. In totale sono state 45 le case rase al suolo e oltre 600 i feriti. La presa dellItalia del Nord era ormai cosa fatta per gli alleati, ma nel tentativo di chiudere ai tedeschi ogni via di fuga, decidono di attaccare via cielo la città del Piemonte. Fu un attacco così brutale che anche il comando provinciale dei partigiani del CLN, Comitato Liberazione Nazionale, inviò una nota di protesta al Comando Alleato in Italia. Sarà l’ultimo bombardamento alleato sull’Italia.

Nato oggi:

1939 (82 anni fa): nasce a Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) Luigi Malafarina giornalista. È stato redattore della “Gazzetta del Sud” e collaboratore de “Il Messaggero”, “Il Giorno” e di “Ordine Pubblico”. Tra i primi scrittori a dedicare le proprie opere allo studio della ‘Ndrangheta, risale al 1975 “Cronache mafiose”, un libro in cui descrive l’organizzazione mafiosa, le sue alleanze e le sue regole, dimostrando di essere avanti, rispetto agli altri, di circa venti anni. Gigi viveva la notizia e sapeva trasferirla senza emozioni, con assoluto rispetto per chi avrebbe letto le sue cronache. La sua tenacia lo portava a voler sapere, scavando sempre di più in profondità, fino ad arrivare al cuore della notizia. Viveva in un mondo tutto suo, era un sognatore, uno spirito libero, con una grande sete di conoscenza. Tra le sue opere: “Buio a Reggio”, “Il codice della ‘Ndrangheta” e “Siderno”. Muore, improvvisamente, a Siderno (Reggio Calabria) l’11 settembre 1988.