Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 12 Maggio.

Accadde che:

1937 (85 anni fa): avviene l’incoronazione di Giorgio VI a re del Regno Unito, nell’abbazia di Westminster. Non si chiamava “Giorgio”, ma Alberto: prese questo nome dare un segno di continuità alla monarchia. Giorgio VI salì al trono dopo l’abdicazione di suo fratello, Edoardo VIII, l’11 dicembre 1936, tre giorni prima del suo 41° compleanno. L’incoronazione di Edoardo VIII era prevista per il 12 maggio 1937 e si decise di mantenere l’incoronazione del fratello e della cognata nella stessa data. La cerimonia iniziò con l’ unzione del re, a simboleggiare il suo ingresso spirituale nella regalità. La processione di ritorno a Buckingham Palace era lunga oltre 10 km, il che la rendeva la più lunga processione di incoronazione fino ad oggi; folle di persone hanno allineato le strade per guardare, hanno partecipato oltre 32.000 soldati e 20.000 poliziotti hanno segnato il percorso. L’incoronazione è stata caratterizzata dall’emissione di medaglie, monete e francobolli ufficiali, parate militari in tutto l’Impero e molte celebrazioni non ufficiali, tra cui feste di strada e la produzione di souvenir.

1977 (45 anni fa): a Roma, durante la manifestazione organizzata dai radicali per l’anniversario del referendum sul divorzio, scoppiano tafferugli con le forze dell’ordine. Durante una carica, viene colpita mortalmente Giorgiana Masi, una ragazza di 19 anni. Il ministro degli Interni Francesco Cossiga negherà che gli agenti abbiano usato armi, ma foto sulla stampa mostrano agenti in borghese che sparano ad altezza d’uomo. Per l’ex presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, le parole di Cossiga pronunciate sull’accaduto confermerebbero come “Quel giorno ci possa essere stato un atto di strategia della tensione, un omicidio deliberato per far precipitare una situazione e determinare una soluzione involutiva dell’ordine democratico, quasi un tentativo di anticipare un risultato al quale per via completamente diversa si arrivò nel 1992-1993” e, sempre nel 1998, il deputato verde, Paolo Cento, presentò una proposta di legge per la costituzione di una commissione che si occupi di “Abbattere il muro di omertà, silenzi e segreti attorno all’assassinio della giovane e per individuare chi ha permesso l’impunità dei responsabili”. L’inchiesta sulla sua morte verrà chiusa il 9 maggio 1981. Il giudice istruttore scriverà: “Impossibilità a procedere, poiché rimasti ignoti i responsabili del reato”.

Nato oggi:

1922 (100 anni fa): nasce, a Siderno, Armando La Torre critico letterario, professore universitario e giornalista. È stato un uomo dai molteplici interessi, amava infatti non solo la letteratura, ma anche la storia, la filosofia, le scienze, l’arte, il teatro, il cinema, l’antropologia e la sociologia. La sua immensa cultura è rappresentata anche nei suoi due libri più noti: “Diderot, nostro contemporaneo” e “Letteratura e comunicazione”. Nel 1947 si iscrive al PCI e  nel 1949, in occasione di una serie di scioperi, egli cosi si pronuncia: “Dobbiamo partire dalla consapevolezza che a Siderno occorre dare uno sviluppo complessivo che tenga conto si della occupazione e del lavoro, ma anche della soluzione dell’approvvigionamento idrico, dell’energia elettrica, del problema della casa, delle opere di civiltà e della Scuola”.  Nel 1950, fonda a Siderno la biblioteca, con sede nel salone nel Consiglio comunale, assumendo il ruolo di Direttore, trasformandola in un centro di cultura. Nell’anno scolastico 1951-52 inizia ad insegnare presso la scuola media di Siderno (sezione staccata della Media di Locri); in seguito in quella di Gioiosa. In classe si fa guidare dal cuore, ama i suoi alunni, li sprona a dare il massimo, regala loro le basi per affrontare al meglio le battaglie della vita. Nel 1960, vince il concorso per la cattedra di italiano e storia per le scuole secondarie di secondo grado e insegna all’Istituto Tecnico Commerciale di Siderno. Dopo un po’ di anni inizia, tuttavia, a sentirsi un uccello in gabbia, per questo decide di ritornare a Roma. Ottiene la cattedra di storia della letteratura italiana contemporanea, prima e quella di sociologia della letteratura, poi, all’università di Salerno, in questa occasione stringe una profonda amicizia con Antonio Guarasci, il  futuro primo presidente della Regione Calabria. Muore, a Roma, il 5 novembre 1984 stroncato da un infarto, a soli 62 anni. Ecco le parole pubblicate dal suo amico Carmelo Bene, nelle pagine dell’Unità: “Armando La Torre apparteneva a quelle persone di cultura che non hanno mai fatto vetrina, ma che hanno lavorato e prodotto tanto. Era un uomo irrequieto che odiava il convenzionale, che non sopportava ogni forma di chiesa. Era un comunista convinto. Persone di questa indisciplina ne abbiamo poche. E la loro scomparsa si fa dolorosamente sentire”. Al nostro illustre concittadino è stata dedicata, oltre il nome della biblioteca, anche il Premio Letterario città di Siderno “Armando La Torre”.