Il tempo dei ricordi

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Foto: salesiani piemonte

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 5 Giugno.

Accadde che:

1224 (798 anni fa): Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, fonda l’Università degli Studi di Napoli. È ritenuta la più antica università laica e statale del mondo, nacque con l’intento di formare la futura classe dirigente del regno e per facilitare la formazione culturale dei propri sudditi. Federico II di Svevia inviò una lettera circolare da Siracusa, con la quale sancì la nascita dello Studium. Due furono i motivi che portarono alla fondazione dell’università: la formazione della classe dirigente del regno e l’esigenza di fornire una preparazione adeguata ai cittadini. La scelta della sede cadde su Napoli per motivi culturali, la città vantava un’antica tradizione legata a Virgilio, ma anche geografici ed economici. Inoltre, per la gestione dello Studium furono impiegati due noti giuristi campani: Pier delle Vigne e Taddeo da Sessa. L’offerta presentata dall’università si indirizzò allo studio del diritto, della medicina e delle arti liberali. Il prestigio dell’Università crebbe ulteriormente tra l’800 e il ‘900, anni nei quali affermò il suo primato in ambito scientifico.

1841 (181 anni fa): Giovanni Bosco, all’età di 26 anni, viene ordinato sacerdote. Don Bosco prese con fermezza tre propositi: occupare rigorosamente il tempo, patire, fare, umiliarsi in tutto e sempre quando si tratta di salvare le anime, la carità e la dolcezza di San Francesco di Sales mi guideranno in ogni cosa. Quando aveva nove anni, fu ispirato da un sogno che avrebbe cambiato la sua vita per sempre. Vide una moltitudine di ragazzi molto poveri che stavano litigando e imprecando tra loro. Improvvisamente un uomo dall’aspetto maestoso emerse e gli disse: “Con mitezza e carità, vincerai questi tuoi amici”. I ragazzi si sono poi trasformati negli animali selvatici come si erano comportati. Ancora una volta l’uomo disse a Giovanni che il campo era il lavoro della vita di Giovanni e che una volta che Giovanni fosse cambiato e cresciuto in umiltà e fedeltà, avrebbe visto un cambiamento nei bambini, un cambiamento che l’uomo ha poi dimostrato nel sogno. Gli animali selvatici si trasformarono improvvisamente in agnelli gentili. Apparve una Signora altrettanto maestosa e aggiunse: “Renditi umile, forte e robusto. Al momento giusto capirai tutto”. Da quel sogno seppe che il suo destino era il sacerdozio e che si sarebbe dedicato ad aiutare i giovani poveri per realizzare i loro sogni. Don Bosco, infatti, dedicherà la sua vita ai giovani, scrivendo molti libri, promuovendo la creazione di seminari, scuole, oratori. Questo sistema riassume la filosofia educativa di Giovanni Bosco in tre parole: Ragione, Religione e Amorevolezza. Per lui era impossibile educare un giovane attraverso la ragione senza qualcuno che lo amasse e capisse i suoi problemi e lo supportasse per risolverli. Sottolineava con forza che i giovani dovrebbero essere istruiti attraverso la pazienza e l’empatia amorevole piuttosto che con le intimidazioni o le punizioni. Questo sistema è ora conosciuto in tutto il mondo come Sistema Preventivo ed è praticato da molti istituti, scuole e istituti di istruzione superiore.  La domenica di Pasqua, 1° aprile 1934, Papa Pio XI dichiarò Giovanni Bosco santo e fu riconosciuto come “Padre e Maestro della Gioventù”.

Scomparso oggi:

1911 (111 anni fa): muore, a Firenze, Felice Tocco storico e filosofo. Nato, a Catanzaro, il 12 settembre 1845 è stato allievo, a Napoli, di Spaventa e Settembrini e, all’università di Bologna, del corregionale Francesco Fiorentino. Insegnò storia della filosofia presso l’università di Pisa e, dopo, all’università di Firenze. Si occupò di Platone, Bruno, Kant, ed esplorò con acutezza le eresie medievali. Tra le sue opere: “Lezioni di filosofia” e “L’eresia nel Medioevo”. Nel 1875 si pose, nelle sue Ricerche platoniche, il problema della cronologia degli scritti platonici mentre, nella sua monografia su Giordano Bruno, negò che il filosofo di Nola potesse essere considerato un “Martire del libero pensiero”, quanto piuttosto l’interprete dei nuovi bisogni di razionalizzazione delle teorie filosofiche, in linea con l’impulso delle ricerche scientifiche in atto ai suoi tempi. Contribuì alla pubblicazione delle opere latine di Bruno, individuandone tre fasi di sviluppo: una fase neoplatonica, una fase panteistica e una atomistica. Nel 1867 fu nominato socio onorario dell’Accademia di scienze e lettere di Catanzaro, nel 1872 cavaliere della Corona d’Italia e  nel 1910 commendatore della Corona italiana.