Il tempo dei ricordi

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Foto: traveller

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 19 Giugno.

Accadde che:

1885 (137 anni fa): la Statua della Libertà arriva nel porto di New York. “La libertà che illumina il mondo”, in inglese “Liberty enlightening the world” e in francese “La liberté éclairant le monde”, nota come “Statua della Libertà”, è un monumento simbolo degli interi Stati Uniti d’America. La Statua della Libertà entra a New York dalla porta principale, dal porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan, per poi appoggiarsi sulla rocciosa Liberty Island, ex Bedloe’s Island. Come ideale benvenuto a tutti coloro che arrivano negli USA, ma nel secolo precedente, per chi era alla ricerca di una vita migliore, un simbolo di benvenuto e di speranza. Fu Ideata da Édouard René de Laboulaye e progettata dai francesi Frédéric Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel e costruita tra il 1880-1886. È alta il tutto 93 metri, è visibile fino a 40 chilometri di distanza e gode di una struttura reticolare interna in acciaio rivestita da 300 fogli di rame sagomati e rivettati insieme, che poggia su un basamento granitico grigio-rosa di provenienza sarda e domina la baia di New York.
Rappresenta una donna che indossa una lunga toga e tiene fieramente in una mano una fiaccola, simbolo del fuoco eterno della libertà, mentre nell’altra mano stringe un libro recante la data del “July IV MDCCLXXVI”, 4 luglio 1776, giorno dell’Indipendenza americana. Ai piedi vi sono delle catene spezzate per indicare la liberazione dal potere dittatoriale e, in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari e i sette continenti.

2014 (8 anni fa): a Madrid, Felipe Juan Pablo Alfonso de Todos los Santos de Borbón y Grecia, diventa re di Spagna. Figlio di Juan Carlos e della regina Sofia, nato a Madrid il 30 gennaio 1968, regna come Felipe VI. Il padre aveva abdicato con l’annuncio dato il 2 giugno 2014 e diventato poi atto ufficiale qualche giorno dopo. Nel corso della cerimonia, dopo aver ricevuto la fascia di “Comandante dell’esercito di Terra, Aria e Mare”, Felipe ha giurato “di adempiere fedelmente ai miei doveri, osservare e far osservare la Costituzione e le leggi e rispettare i diritti dei cittadini e delle comunità autonome”. Per la prima volta la successione è arrivata nelle regole democratiche e proprio per questo Felipe VI non è stato incoronato, ma proclamato re dai deputati in una cerimonia definita “low profile”, senza rappresentanti né membri delle case reali europee. I nuovi monarchi sono stati accolti al loro arrivo in Parlamento dagli onori militari e dall’inno nazionale.

Nato oggi:

1926 (96 anni fa): nasce, a Milano, Giangiacomo Feltrinelli di Gargnano, soprannominato «Osvaldo», editore e attivista. È stato il fondatore della casa editrice Feltrinelli e, nel 1970, dei GAP, una delle prime organizzazioni armate di sinistra della stagione degli anni di piombo. Di famiglia ricchissima, era l’erede di una grande fortuna. Nel 1947 si iscrisse al Partito comunista italiano, iniziandovi una milizia “di base” nella quale, forse per sciogliere la diversità sociale, profuse un impegno totalizzante; questa disponibilità fu canalizzata dal partito, soprattutto nell’attività editoriale, alla quale il giovane si dedicò con entusiasmo. Fin dall’inizio si mosse in due direzioni: la formazione di una biblioteca di storia del movimento operaio internazionale e l’attività editoriale. Feltrinelli acquistò in vari paesi europei un ingente materiale bibliografico, riviste, giornali, carteggi e altri documenti, con i quali fu aperta nel 1951 la Biblioteca G. Feltrinelli che si qualificò subito come una delle più importanti, su scala mondiale. La casa editrice si impose rapidamente per la vivacità del catalogo e l’accessibilità dei prezzi e pubblicò scritti di Castro, Guevara, ma anche di Mao, Ho Chi Minh, Giap e altri leaders e teorici rivoluzionari. Il 15 marzo 1972 il suo cadavere, dilaniato da un’esplosione, fu rinvenuto ai piedi di un traliccio dell’alta tensione presso Segrate, la morte risalente alla notte precedente. Ancora, a distanza di 50 anni, c’è chi si interroga se a uccidere uno dei più grandi editori italiani del Novecento sia stata una fatalità o se si sia trattato di un omicidio politico.