Il tempo dei ricordi

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Foto: news mondo

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data dell’11 Luglio.

Accadde che:

1955 (67 anni fa): su tutte le banconote statunitensi diventa obbligatorio, secondo una legge firmata dal presidente Eisenhower, aggiungere “In God We Trust”. Il motto vuole sottolineare come le fortune politiche ed economiche del paese siano strettamente legate alla fede spirituale. Il politico Charles Bennett fu il principale sostenitore dell’inserimento di «In God We Trust» sul dollaro americano. Questi, infatti, in un discorso ufficiale sostenne la necessità di introdurre la frase sulle banconote, poiché tra le certezze degli Stati Uniti vi era proprio quella che il Paese fosse stato fondato in piena atmosfera spirituale e con una profonda e inossidabile fede in Dio. Inoltre, quando presentò il disegno di legge poi sottoscritto dal presidente Eisenhower, Bennett chiamò in causa la Guerra Fredda, dicendo che mentre il comunismo imperialista e materialista della Russia cercava di minare le libertà americane, il Paese doveva rispondere proprio per rafforzare ulteriormente i suoi principi liberali.

2021 (1 anno fa): a Londra, l’Italia batte l’Inghilterra per 3-2 dopo i calci di rigore nella finale degli Europei di calcio 2020 (1-1 dopo i tempi supplementari). È il secondo titolo europeo conquistato dagli Azzurri, cinquantatré anni dopo il precedente trionfo a Italia ’68.  Gli azzurri soffrono tantissimo: l’Inghilterra segna dopo due minuti, Insigne ci prova su punizione al 7’, ma la palla finisce alta sopra la traversa. Chiesa prova a sfondare con un’iniziativa personale al 35’ conclusa con un sinistro potente che esce di poco. L’Italia è anche sfortunata perché nel finale di primo tempo, Immobile trova una bella girata al volo, ma il pallone è intercettato dal corpo di Maguire. Al 54’ Mancini ridisegna la squadra inserendo Cristante e Berardi per Barella e Immobile. Al 63’ altra grande giocata di Chiesa, come nel primo tempo, ma Pickford si allunga e la devia con un grande intervento. Al 67′, finalmente, gli azzurri segnano. Così si va ai supplementari e, alla fine ai rigori dove l’Italia trionfa. Gli azzurri si abbracciano. E Mancini alla fine scarica la tensione scoppiando a piangere. Queste sono state le sue parole: “Questo successo era impossibile anche da pensare, ma i ragazzi sono stati fantastici. La squadra è cresciuta tantissimo e può migliorare ancora, sono felice per tutti gli italiani. Tra me e Vialli c’è un’amicizia speciale, per noi si è chiuso un cerchio a Wembley”

Scomparso oggi:

2011 (11 anni fa): muore, a Grottaferrata (Roma), Ferdinando Cordova docente e storico. Nato, a Reggio Calabria, il 10 aprile 1938, è stato uno storico di grande valore che ha dedicato, in maniera particolare, la sua attenzione alla vicenda calabrese di cui danno conto i seguenti volumi: “Alle origini del PCI in Calabria”, “Massoneria in Calabria” e “Il fascismo nel Mezzogiorno: le Calabrie”. Decisivo per il suo futuro professionale, l’incontro con il professore Domenico De Giorgio, che lo indusse ad interessarsi ad alcuni temi di storia locale. Argomenti che sarebbero poi serviti a fargli prendere confidenza e dimestichezza con gli strumenti della ricerca storica. Fu così che incominciò a scrivere i primi lavori, ciò contribuì, nel breve periodo, a farsi conoscere ed apprezzare, soprattutto nel mondo accademico. Tant’è che fu nominato “assistente volontario” per la cattedra di “Storia del Risorgimento”, presso l’Università di Messina. Nel 1965, due anni dopo la scomparsa del senatore Umberto Zanotti Bianco, Cordova fu uno dei promotori del “Comitato”, assieme a molti intellettuali e personalità della cultura meridionale, che riuscì a salvare la vecchia sede reggina dell’A.N.I.M.I. (Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia) con sede a Roma. Nel 1993, gli fu assegnato il prestigioso Premio intitolato a “Giacomo Treves” per avere pubblicato, proprio in quegli anni, la migliore opera sulla Massoneria italiana. Per molti anni, ha presieduto l’Istituto Calabrese per la Storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, ed ha diretto la Rivista “Giornale di Storia Contemporanea”. Il 18 giugno del 2011 ha partecipato al Convegno sul tema: Uomini e logge calabresi nell’Italia unita, tenutosi al Teatro Comunale “Francesco Cilea” di Reggio Calabria. Nella stessa occasione, assieme al suo collega Lucio Villari, è stato protagonista di una tavola rotonda sull’Unità d’Italia: dopo 150 anni per restare insieme, all’interno delle manifestazioni organizzate dal Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani. Questa è stata l’ultima fatica dello storico reggino, rientrato a Roma, infatti, accusò un malore da cui non si riprese più.