Il tempo dei ricordi

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Foto: scomunicando

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 14 Luglio.

Accadde che:

1948 (74 anni fa): a Roma, Antonio Pallante, studente universitario, spara 4 colpi di pistola a Palmiro Togliatti, di cui 3 lo colpiscono. L’attentato a Togliatti causa gravi disordini che, secondo i giornali dell’epoca, sfiorano la guerra civile. Pallante era politicamente attratto dalle idee liberali, considerava particolarmente pericolosa per il paese la politica del Partito Comunista Italiano, di cui all’epoca Togliatti era segretario. Quella mattina, partì dalla Sicilia per Roma, raccontando alla famiglia che andava a dare degli esami all’Università di Catania e si appostò presso un’uscita secondaria della Camera dei Deputati, nei pressi di Montecitorio, attendendo il suo obiettivo. Quando vide Palmiro Togliatti, che stava uscendo in compagnia di Nilde Iotti, esplose contro di lui quattro colpi. Immediatamente arrestato, in questura, fu subito interrogato, motivando l’atto con la risposta che Togliatti rappresentava “un nemico della mia patria, un membro del Cominform al servizio di una potenza straniera”.  Fu processato e condannato nel luglio del 1949 a tredici anni e otto mesi di reclusione, ma il 31 ottobre 1953, in appello, la pena è ridotta a dieci anni e otto mesi; il resto della pena gli viene condonato per effetto dell’amnistia e alla fine del 1953 uscirà dal carcere dopo cinque anni.

1970 (52 anni fa): la città di Reggio Calabria insorge, perché i cittadini si ribellano al trasferimento del capoluogo regionale a Catanzaro. Si tratta di una sommossa popolare che lasciò cicatrici indelebili nel tessuto sociale ed economico dell’intera regione, oltre a un bilancio complessivo di migliaia di arresti, decine di feriti e sette morti. Con l’istituzione dell’ente regione Calabria nel 1970, era iniziato un dibattito sulla collocazione del capoluogo, poiché più di una città aspirava a esserlo. Molti testi e pubblicazioni hanno sempre in precedenza indicato la città di Reggio, città tra le più antiche ed importanti di tutta la Magna Grecia, come capoluogo della Regione. L’ordine pubblico, a Reggio Calabria, fu posto fortemente in crisi dalla guerriglia urbana che si scatenò, dopo i primi interventi repressivi, per diversi mesi e che causò la morte di tre manifestanti o passanti: Bruno Labate il 15 luglio 1970, Angelo Campanella il 17 settembre 1970, Carmine Jaconis il 17 settembre 1971; e di due poliziotti: Vincenzo Curigliano il 17 settembre 1970 e Antonio Bellotti il 16 gennaio 1971.  Inoltre, durante le manifestazioni collegate indirettamente alla rivolta o a causa del clima creato da essa, morirono Giuseppe Malacaria il 4 febbraio 1971 a Catanzaro e Giuseppe Santostefano il 31 luglio 1973 a Reggio Calabria. La crisi dell’ordine pubblico dipese soprattutto dal fatto che, per vari mesi, gli esponenti politici calabresi e il governo nazionale di centro-sinistra non riuscirono a trovare nessuna mediazione capace di placare un conflitto riguardante la distribuzione di ulteriori opportunità di crescita e di sviluppo. La soluzione giunse solo nel febbraio 1971, con l’assegnazione del titolo di capoluogo e della sede della Giunta regionale a Catanzaro, la sede del Consiglio regionale e del V centro siderurgico a Reggio Calabria, infine la sede dell’università a Cosenza.

Nato oggi:

1927 (95 anni fa): nasce, a Reggio Calabria, Domenico Farias filosofo. Sacerdote si prodigò per i poveri, spendendo del suo e tutto lasciò alla sua morte, per le opere di bene. Insegnò filosofia e diritto presso l’Università di Messina, fu Presidente dell’associazione Movimento Laureati Cattolici. Tra le sue opere: “Crisi dello Stato, nuove diseguaglianze e marginalità” e “Emergenze della cultura contemporanea”. Domenico ambientava la fede nella città, ne cercava le radici sul territorio, metteva le persone a contatto con i segni di quelle radici. Ha fatto tanto per divulgare tra i suoi amici la storia della Calabria, per interessare quanti più poteva alle figure di Cassiodoro e di Gioacchino da Fiore, per l’arricchimento della biblioteca diocesana di Reggio Calabria, per formare sulla Bibbia, sui Padri e intorno all’altare generazioni di giovani. Muore, a Reggio Calabria, il 7 luglio 2002. A lui è stata intitolata la Biblioteca diocesana della città.