Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 17 Luglio.

Accadde che:

1902 (120 anni fa): Willis Haviland Carrier, ingegnere e inventore statunitense, realizza il primo impianto di aria condizionata. L’invenzione avvenne presso la Buffalo Forge, azienda produttrice di stufe e sistemi di ventilazione, per la quale Carrier iniziò a lavorare una volta finiti gli studi universitari. L’idea di dar vita al primo impianto di aria condizionata si presentò come risposta al problema posto da un cliente proprietario di una tipografia a Brooklyn, che si lamentava del deterioramento della carta dovuto alla forte umidità. Così nel 1901, Carrier ebbe l’intuizione di creare un macchinario in grado di ridurre l’umidità e la temperatura nell’aria. Dopo l’installazione del primo condizionatore nella tipografia di Brooklyn, in breve tempo arrivò il successo e approdò nell’industria tessile, negli uffici e, dopo il secondo conflitto mondiale, nelle abitazioni e nelle automobili.  Anche se viene ricordato come il padre del condizionatore, il termine aria condizionata appartiene a Stewart W. Cramer, anche lui studioso.

1955 (67 anni fa): ad Anaheim (Los Angeles), avviene l’inaugurazione di Disneyland il primo parco divertimenti a tema. Si tratta dell’unico parco progettato e costruito sotto la diretta supervisione di Walt Disney e resterà il più famoso tra tutti, con oltre 650 milioni di visitatori dall’apertura. Esistevano, infatti, parchi meccanici (con attrazioni, giostre e chioschi) ma non esistevano, prima di quel giorno, parchi tematici: costruiti per ricreare un mondo, per raccontare una storia e non solo per far divertire. Per realizzare Disneyland, Walt Disney acquistò ad Anaheim e 1,5 chilometri quadrati di terreno: per il terreno e per i lavori di costruzione, che durarono meno di un anno, investì 17 milioni di dollari, arrivando anche a ipotecare alcune sue proprietà. Nel 1955 il parco ospitava cinque diverse aree tematiche, ancora oggi attive.

Scomparso oggi:

2019 (3 anni fa): muore, a Roma, Andrea Camilleri scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente. Nato, a Porto Empedocle (Agrigento), il 6 settembre 1925 ha raggiunto la popolarità dalla fine degli anni Novanta per aver ispirato la serie televisiva di grande successo de “Il commissario Montalbano”. Il suo esordio come scrittore risale al primo dopoguerra; se dapprima l’impegno nella stesura di romanzi è blando, col tempo si fa decisamente più intenso. Una serie di racconti e poesie gli varranno il premio Saint Vincent. Il grande successo è, però, arrivato con l’invenzione del personaggio del Commissario Montalbano, protagonista di romanzi che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non fanno alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Infatti, dopo “Il corso delle cose” (1978), passato pressoché inosservato, pubblica nel 1980 “Un filo di fumo”, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigàta, a cavallo fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. In tutti questi romanzi Camilleri dà prova non solo di una straordinaria capacità inventiva, ma riesce a calare i suoi personaggi in un ambiente totalmente inventato e nello stesso tempo realistico. L’universale affermazione esplode soltanto nel 1994 con l’apparizione de “La stagione della caccia”, cui seguono nel 1995 “Il birraio di Preston”, “La concessione del telefono” e “La mossa del cavallo” nel 1999. Anche la televisione, che tanto Camilleri ha frequentato in gioventù prodigandovi grandi energie, ha contribuito non poco alla diffusione del fenomeno dello scrittore siciliano, grazie alla serie di telefilm dedicati al Commissario Salvo Montalbano interpretato dall’attore Luca Zingaretti. Riportiamo una delle sue frasi più belle: “Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande”.