Il tempo dei ricordi

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Foto: wikiquote

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 22 Luglio.

Accadde che:

1894 (128 anni fa):sul percorso Parigi-Rouen in Francia avviene la prima vera gara automobilistica della storia. Si iscrissero circa 102 vetture, ma via si presentarono 21 veicoli. È stata organizzata dal giornale parigino “Petit Journal” di Parigi con la denominazione, curiosa se letta con gli occhi di oggi, di gara “per vetture senza cavalli”, stabilendone alcune semplici regole: il primo premio deve essere assegnato al veicolo che la giuria ritiene corrispondere meglio ai seguenti requisiti: essere non pericoloso, maneggevole con facilità e costare il meno possibile nell’impiego su strada; per essere ammessi al concorso occorre sottoporsi ad una prova preliminare durante la quale il concorrente dovrà riuscire a percorrere una cinquantina di chilometri in non più di quattro ore; al concorso sono ammessi veicoli di ogni nazionalità purché azionati da sistemi propulsivi meccanici, cioè in grado di muoversi autonomamente. Veniva promesso anche un cospicuo montepremi:10mila franchi d’oro, di cui 5mila sarebbero andati al vincitore. Il primo premio e la vittoria finale vennero quindi assegnati ex equo alla Peugeot di Valentigny ed alla Panhard & Levassor di Ivry.

1970 (52 anni fa): si verifica, a Gioia Tauro, il deragliamento di numerose vetture del treno Freccia del Sud diretto da Palermo a Torino. Il disastro provocò la morte di sei persone, che si stavano recando a Lourdes e il ferimento di altre 70 circa. Nella prima fase delle indagini, si ritenne che il fatto fosse stato dovuto al cedimento strutturale di un carrello del treno; più tardi, alla negligenza del personale che era alla sua guida. Solo molti anni dopo, sentenze definitive accerteranno che si era invece trattato di un attentato dinamitardo, compiuto collocando esplosivo sui binari ferroviari e accettando «il rischio del deragliamento e delle sue conseguenze mortali». Accerteranno anche che il fatto era stato organizzato nell’ambito dei moti verificatisi a Reggio Calabria a causa della designazione di Catanzaro a capoluogo della Regione e nel corso dei quali elementi della criminalità organizzata collegati a frange dell’estremismo di destra avevano ideato e organizzato azioni dirette a colpire le vie di comunicazione e gli elettrodotti realizzando oltre quaranta attentati a tralicci, rotaie e stazioni ferroviarie. Due di questi interessarono anche la linea ferroviaria Gioia Tauro-Villa San Giovanni, appena qualche mese dopo la strage sulla Freccia del Sud. Anche per ragioni strettamente procedurali o per la morte di alcuni imputati, i processi celebrati in relazione all’attentato del 22 luglio 1970 non hanno condotto alla condanna degli esecutori materiali e dei presunti mandanti.

Nato oggi:

1930 (92 anni fa): nasce, a Torino, Ferruccio Amendola attore, doppiatore e direttore del doppiaggio. È stato il doppiatore più famoso e celebrato del cinema italiano, ha prestato la sua inconfondibile voce a mostri sacri di Hollywood quali Robert De Niro, Al Pacino, Dustin Hoffman e Sylvester Stallone. Figlio d’arte e con una nonna essa stessa insegnante di dizione, Ferruccio ha iniziato a frequentare le sale di doppiaggio a soli cinque anni, quando ha dato la sua voce al bambino di “Roma città aperta”. Nel 1959, ha interpretato il suo ruolo più importante, quello del soldato De Concini ne “La grande guerra” di Mario Monicelli. Nonostante la sua lunga carriera cinematografica, è diventato un volto noto per il grande pubblico soprattutto grazie alla fiction tv. Amendola è rimasto nei cuori di tutti per il timbro inconfondibile della sua voce, prestata praticamente a tutti i grandi di Hollywood degli ultimi decenni. Lo ritroviamo in “Kramer contro Kramer”, “Tootsie”, “Rambo” e tanti altri successi.  Sposato con Rita Savagnone, anche lei doppiatrice, da cui ha avuto tre figli: Claudio Amendola, attore come i genitori e altrettanto famoso, Federico e Silvia. Ferruccio Amendola muore, a Roma, il 3 settembre 2001 dopo una lunga malattia.