Il tempo dei ricordi

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Foto: corriere nazionale

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 27 Luglio.

Accadde che:

1830 (192 anni fa): il popolo parigino insorge contro il re Carlo X in quelle che saranno chiamate “Le tre gloriose giornate parigine” (27, 28, 29 luglio), che provocarono la caduta del re di Francia. Il 25 luglio 1830, Carlo X emanò le Ordinanze di Luglio o Ordinanze di Saint-Cloud (dal nome del castello in cui vennero sottoscritte) che abolivano la libertà di stampa, riservavano il diritto di voto ai soli proprietari terrieri, scioglievano il Parlamento e indicevano nuove elezioni. La sera del 27 luglio borghesia e popolo eressero barricate sulle quali sventolava il tricolore. Il governo, colto di sorpresa, disponeva di soli 8000 uomini, male inquadrati e comandati dal maresciallo Marmont, lasciato senza ordini. Gi insorti, invece, cui si erano aggiunti studenti, ed ex guardie nazionali provviste di armi, ammontavano a circa 60 000 circa, ed erano inoltre avvantaggiati dalla strettezza delle strade, che facilitava le barricate. Il 28 luglio le forze popolari occuparono l’Hôtel de Ville e Notre-Dame, vano fu il contrattacco di Marmont, le cui truppe, partite dal Louvre, dovettero ritirarsi. Il 29 gli insorti occuparono il Louvre e le Tuileries, evacuati dai soldati del re, che ripiegarono su Saint-Cloud. I rivoluzionari erano ormai padroni di Parigi. A questo punto,Carlo X abbandonò la città.

1940 (82 anni fa): Bugs Bunny fa il suo debutto ufficiale nel cartone animato “A Wild Hare”. Bugs Bunny è un coniglio grigio animato che appare nei cortometraggi delle serie Looney Tunes e Merrie Melodies, ed è in assoluto uno dei personaggi più famosi al mondo. È nato nel 1938 a Brooklyn, da molti padri: Ben “Bugs” Hardaway (che ne creò una prima versione nel 1938 per “Porky’s Hare Hunt”), Bob Clampett, Tex Avery (che sviluppò la personalità definitiva di Bugs nel 1940), Robert McKimson (che ne creò l’aspetto grafico definitivo), Chuck Jones e Friz Freleng. In Italia, era conosciuto inizialmente come Lollo Rompicollo e Rosicchio, ma in seguito si è affermato l’uso del nome originale. È noto per la sua celebre battuta “Che succede, amico? Ed i suoi scontri con Taddeo, Yosemite Sam, Marvin il marziano, Daffy Duck, e anche Wile E. Coyote, quando questi non è alle prese con Beep Beep. Quasi invariabilmente, Bugs Bunny esce vincitore da questi conflitti, perché fa parte della sua natura. Egli è un equivalente moderno della figura mitologica dell’imbroglione, infatti, nella lingua inglese “Bugs” o “Bugsy” è un sinonimo di pazzo. Preoccupato che il pubblico potesse perdere simpatia per un aggressore che vinceva sempre, Jones trovò il modo perfetto per rendere Bugs simpatico facendo sì che i suoi antagonisti usassero ripetutamente minacce e sbruffonate contro di lui. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, Bugs Bunny diventò una figura leggendaria per la gente, un simbolo di grande forza capace di vincere qualunque avversità, nonostante le minime probabilità di riuscita, soltanto grazie al proprio ingegno.

Nato oggi:

1835 (187 anni fa): nasce, a Pietrasanta (Lucca), Giosuè Carducci poeta, scrittore e critico letterario. Fu il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1906. Fino al 1839 vive immerso nel paesaggio toscano della Maremma, nella sua esperienza personale, questi anni rivestono un ruolo fondamentale per la formazione della sua sensibilità: l’immagine di una natura incontaminata, energica e vitale accompagnerà tutta la sua produzione poetica. Laureato in Filologia, nel 1856, negli anni successivi partecipa agli incontri della società “Amici Pedanti”, che si batteva per un immediato ritorno al classicismo della letteratura, contro la modernità e le nuove idee del Romanticismo. Arrivano anni duri, però, per il giovane Carducci: suo fratello muore suicida e presto anche il padre passa a miglior vita lasciando il poeta responsabile per la madre e per l’altro fratello. Sono, comunque, anni di intensa attività editoriale, non si da per vinto, cura varie edizioni di classici italiani e, negli stessi anni, sposa Elvira Menicucci da cui ebbe quattro figli.  In questo periodo, sale in lui una crescente delusione verso la nuova classe dirigente dello Stato Unitario e comincia ad appoggiare ideali repubblicani e giacobini fino ad un aspro anticlericalismo, tutti atteggiamenti questi che lo metteranno in cattiva luce davanti al governo ufficiale, che arriverà addirittura a sospenderlo dall’insegnamento. Pian piano, però, comincia ad accettare il ruolo dei monarchici Savoia come garanti dell’Unità italiana e, dopo l’incontro con la regina Margherita, fu tanto grande per lui il fascino esercitato dalla donna, che scrisse un’ode “Alla regina d’Italia” avviandosi così, definitivamente, verso gli ideali monarchici, diventando il vate dell’Italia umbertina e nominato senatore del Regno. Gli ultimi anni furono caratterizzati da una febbrile attività editoriale e poetica consacrando la sua posizione di poeta ufficiale dell’Italia monarchica. Giosuè Carducci così descriveva sé stesso: “Sono superbo, iracondo, villano, soperchiatore, fazioso, demagogo, anarchico, amico insomma del disordine ridotto a sistema; e mi è forza fare il cittadino quieto e da bene”.  Muore, a Bologna, il 16 febbraio 1907.