Il tempo dei ricordi

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Foto: wondernet magazine

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 29 Luglio.

Accadde che:

1900 (122 anni fa): a Monza, l’anarchico Gaetano Bresci uccide Umberto I di Savoia, re d’Italia. Quel giorno, la città di Monza accoglie il re d’Italia Umberto I per una festa della Società ginnastica “Forti e liberi”.  Terminata la manifestazione, mentre fendeva due ali di folla in carrozza per tornare alla reggia, il sovrano venne raggiunto da tre proiettili, uno dei quali mortale al cuore. Per sparare Bresci era riuscito ad arrivare così vicino al sovrano, da essere persino riuscito a salire sul predellino della carrozza e da lì aveva fatto fuoco completamente indisturbato. Solo dopo avere esploso tre colpi venne bloccato dalla folla e solo dopo venne arrestato dai carabinieri. Poi, processato nel giro di pochi giorni, venne condannato all’ergastolo e dieci mesi più tardi morì suicida in carcere. L’anarchico conosceva bene le sofferenze in cui viveva la popolazione più povera, convinto anche che il re non avesse nessun pensiero per loro. Per tutti questi motivi, decise di eseguire l’attentato.

1981 (41 anni fa): Lady Diana Spencer sposa Carlo, principe del Galles. Il “matrimonio del secolo”, come fu soprannominato dai media all’epoca, vide il principe ereditario del trono britannico, che allora aveva 32 anni, sposare l’aristocratica Diana Spencer, 20 anni. Lady Diana Spencer arrivò sui gradini della cattedrale di St Paul al braccio di suo padre, il conte Spencer, indossando un abito da sposa con maniche a sbuffo, ricamato con più di 10.000 paillettes perlate e con uno strascico lungo più di 7 metri. Da questa unione divenne poi Sua Altezza Reale la Principessa del Galles. Dopo essersi scambiati gli anelli e aver raggiunto Buckingham Palace su una carrozza trainata da cavalli, gli sposi hanno fatto la loro tradizionale apparizione sul balcone del monumento reale, circondati dal resto della famiglia. Nei quattro decenni successivi sono tante le curiosità uscite fuori a proposito delle loro nozze. Come quella che narra di una boccetta di profumo che la futura principessa si rovesciò sull’abito, costringendola a coprire la macchia con la mano per tutto il giorno. O quella secondo cui la sposa avrebbe fatto cucire un ferro di cavallo in oro all’interno del vestito. Dal loro matrimonio sono nati due figli, il principe William il 21 giugno 1982 e il principe Harry il 15 settembre 1984. La coppia divorziò ufficialmente il 28 agosto 1996. Purtroppo, Lady Diana morì tragicamente in un incidente stradale il 31 agosto 1997.

Scomparso oggi:

1890 (132 anni fa): muore a  Auvers-sur-Oise (Francia), dopo essersi sparato un colpo di pistola al petto il pomeriggio di due giorni prima, Vincent Van Gogh pittore post-impressionista. Nato, a Zundert (Paesi Bassi), il 30 marzo 1853 è stato autore di quasi novecento dipinti e di più di mille disegni, senza contare i numerosi schizzi non portati a termine e i tanti appunti destinati probabilmente all’imitazione di disegni artistici di provenienza giapponese. Per le sue opere, intrise di una forza che erompe dalla tela per colpire occhi e cuore dello spettatore, rendono Vincent van Gogh uno dei più grandi artisti di sempre, ma in vita le sue opere erano poco conosciute e apprezzate. Gli umili, i lavoratori dei campi e i minatori sono i soggetti preferiti dal pittore, oltre ai numerosi autoritratti, ai paesaggi, ai dipinti con cipressi e alla rappresentazione di campi di grano e girasoli. Nelle sue opere la realtà diventa una creazione e una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Non si sa ancora con certezza quale fosse la malattia che lo affliggesse, quel che è certo è che l’artista soffriva di attacchi di panico e allucinazioni alle quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio, seguiti da uno stato di torpore. Concludiamo con una delle sue frasi più significative: “Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori, vuole dire che li posseggo anche oggi. Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba”.