Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 9 Agosto.

Accadde che:

48 a. C. (2070 anni fa): si svolge in Tessaglia la battaglia di Farsalo, l’ultimo scontro tra Cesare e Pompeo. La schiacciante vittoria di Caio Giulio Cesare segna la definitiva sconfitta di Pompeo e la fine della guerra civile. Cesare parte da una situazione di svantaggio: ha un esercito numericamente inferiore rispetto a quello di Pompeo e si trova in un territorio a lui poco noto e assai ostile. Tra le fila avversarie regna, invece, la fiducia dopo l’energico discorso di Pompeo che sminuisce il valore e la forza dell’esercito di Cesare. Quest’ultimo ha, però, un vantaggio che si rivelerà decisivo per le sorti della battaglia. Il comandante della cavalleria di Pompeo è, infatti, Tito Labieno, che precedentemente ha combattuto con lui in Gallia prima di passare al nemico. Labieno è abituato ad applicare una tattica, che consiste nell’attaccare sul lato debole dell’avversario per poi convergere verso il centro contro il grosso dell’esercito nemico. Consapevole di ciò Cesare stacca dal lato destro del suo esercito sei coorti di soldati e le posiziona come riserva. Durante la battaglia di Farsalo tutto va secondo le previsioni di Cesare. Subito dopo la sconfitta, Pompeo si rifugia in Egitto nella speranza di trovare un posto sicuro alla corte di Tolomeo XIV; va invece incontro ad un tragico destino. Il faraone, infatti, temendo possibili ritorsioni da parte di Cesare, lo fa decapitare prima ancora che il generale romano riesca a mettere piede sulla riva.

1945 (77 anni fa): durante la Seconda guerra mondiale, avviene il bombardamento atomico di Nagasaki: una bomba atomica, viene sganciata dal B-29 statunitense BOCKSCAR sulla città di Nagasaki, in Giappone, alle 11:02 di mattina (ora locale). Esplose a un’altitudine di 469 metri con una potenza pari a 22.000 tonnellate di TNT uccidendo all’istante 40.000 persone (25.000-60.000 verranno ferite). Si stima che morirono altre 40.000 persone per via delle malattie causate dal fallout nucleare e delle radiazioni. Questo bombardamento avvenne tre giorni dopo quello su Hiroshima. La bomba era destinata a colpire Kokura, uno dei principali arsenali navali del Giappone, ma le cattive condizioni meteorologiche fecero cambiare il bersaglio all’ultimo minuto. È un mistero storico il perché gli americani non diedero tempo ai giapponesi di comprendere la scala della distruzione, che aveva colpito Hiroshima e quindi arrendersi e dichiararsi sconfitti nella Seconda guerra mondiale: dal primo al secondo bombardamento atomico passarono appena 72 ore.  Dopo Hiroshima, con grande sorpresa degli americani i giapponesi non si arresero immediatamente. La sorpresa era in un certo senso legittima: la distruzione di Hiroshima era stata di tale portata, che qualsiasi governo ragionevole non avrebbe atteso che poche ore prima di annunciare la sua disponibilità a discutere i termini della resa. Il Giappone, però, non era un paese che si poteva considerare in quel momento normale. Le sue infrastrutture erano state così danneggiate dai bombardamenti convenzionali che le notizie circolavano molto lentamente. Anche quando quello che era successo cominciò a diventare chiaro, il governo giapponese si divise su cosa fare. C’era un partito della pace, che vedeva nella bomba un’ottima scusa per arrendersi senza perdere l’onore, ma il grosso del governo e degli ufficiali dell’esercito era letteralmente disposto a morire insieme al resto del paese piuttosto che arrendersi. Nel frattempo, mentre il governo giapponese si perdeva in discussioni, gli avieri americani sull’isola di Tinian stavano preparando la seconda missione atomica. il 10 agosto, il governo giapponese fece sapere che era pronto a discutere la resa.

Scomparsa oggi:

2020 (2 anni fa): muore, a Roma, Franca Valeri pseudonimo di Franca Norsa, un’attrice, comica, cabarettista, sceneggiatrice, drammaturga e regista teatrale. Nata, a Milano, il 31 luglio 1920 è nota per la sua lunga carriera di interprete caratterista. Approda in teatro quasi per caso, dopo aver rivelato le sue doti satiriche nei salotti mondani e intellettuali milanesi, dove dà vita a personaggi ispirati al costume contemporaneo, fatto di frivolezze e ipocrisie, fedeli specchi di un ambiente borghese. Cresce nella trasmissione radiofonica “Il rosso e il nero”, dalla quale tra l’altro nasce una generazione di attori della cosiddetta “commedia all’italiana”. È qui che Franca Valeri per la prima volta fa conoscere al grande pubblico il personaggio della “Signorina Cesira”, che passando successivamente dalla radio alla televisione, diventa la “Signorina Snob”, nevrotica signora milanese, ritratto delle ipocrisie della borghesia contemporanea. Sempre con il “Teatro dei Gobbi” debutta in televisione nel 1954, dove si consacra il già citato personaggio della “Signorina Snob”. Più tardi fa la sua comparsa la “A Sora Cecioni” (nel programma “La regina ed io”, 1960), popolana romana perennemente al telefono con “mammà” e caratterizzata da bigodini giganti: il personaggio riscuote un successo enorme. Nel 1995 è stata co-protagonista con Gino Bramieri della sit-com di Canale 5 “Norma e Felice” e, un anno più tardi con la fiction “Caro maestro”. Quello che caratterizza in modo inequivocabile lo stile di Franca Valeri sono l’uso intelligente e raffinato dell’ironia, e la capacità dei suoi personaggi di riuscire a far riflettere su quelli che sono i vizi e le virtù della società, peculiarità di cui pochissimi altri.