Il tempo dei ricordi

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Foto: roma today

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 10 Agosto.

Accadde che:

1792 (230 anni fa): una folla di circa 30.000 persone marcia a Parigi verso il palazzo delle Tuileries, residenza dei reali di Francia, con l’intento di prendere prigioniero e giustiziare il re, Luigi XVI, ritenuto responsabile di aver collaborato con gli eserciti Austro-Prussiani che avanzano verso la capitale Francese. Avvertito del pericolo il sovrano abbandona le Tuileries, insieme alla famiglia, sotto la scorta di circa 300 soldati per trovare rifugio nel palazzo dell’Assemblea Legislativa, ma nel caos generale non si preoccupa di lasciare ordini alle 900 guardie svizzere rimaste a presidiare le Tuileries. Dopo aver offerto una debole resistenza si arrenderanno, ma circa 600 di loro saranno uccisi, insieme a camerieri, cuochi, valletti di corte e chiunque potesse essere associato alla famiglia reale, da una folla infuriata per non aver trovato il sovrano. Si teme che la famiglia reale sia fuggita all’estero come aveva già tentato di fare nel Giugno del 1791, quando venne intercettata a Varennes e riportata a Parigi. Successivamente la folla muoverà verso il palazzo dell’Assemblea Legislativa dove Luigi XVI sarà preso in custodia e poi posto in arresto. L’ex sovrano sarà, successivamente, processato e condannato a morte nel Gennaio del 1793.

1867 (155 anni fa): viene ucciso a fucilate, di ritorno dalla fiera di Gatteo, Ruggero Pascoli, padre del poeta Giovanni. L’evento verrà rievocato, nel 1896,  dalla celebre poesia X agosto, inclusa nella raccolta Myricae. Quando è stato ucciso portava in dono due bambole per le sue bambine. Ruggero Pascoli era amministratore della tenuta «La Torre» dei principi Torlonia. L’omicidio fu opera probabilmente di criminali ed estremisti politici, assoldati da un rivale di lavoro, malavitoso del luogo. La tragica vicenda di Ruggero e della sua famiglia influì pesantemente sulla psicologia del futuro poeta Giovanni. La sera in cui venne assassinato, Ruggero stava tornando a casa da Cesena quando, all’altezza di San Giovanni in Compito, presso Savignano, venne ucciso con una fucilata sparata da due sicari ignoti, appostati lungo la strada; morì sul colpo e il carretto, con la spaventata cavalla, proseguì ancora da solo per un tratto, trasportando il corpo di Ruggero. La Romagna era allora una terra difficile e in alcune zone imperversava il brigantaggio. Nei pressi si trovavano poche altre persone, che testimoniarono senza giungere a niente di importante. La maggioranza dei concittadini pensava che l’uomo, in qualità di agente e amministratore della tenuta dei principi Torlonia, avesse ostacolato, nel suo lavoro, qualche potente malavitoso della zona, forse un contrabbandiere. Unica testimone del delitto fu, come ricorda Giovanni Pascoli nella omonima poesia, la sua amata «cavallina storna», la celebre giumenta che dà il titolo alla poesia. Comunque sia, la famiglia di Ruggero fu costretta ad abbandonare la Torre per la casa materna di San Mauro, che venderanno qualche anno dopo, per difficoltà economiche e morali.

Scomparso oggi:

258 (1764 anni fa): muore, nella Chiesa di San Lorenzo in Panisperna (Roma),  San Lorenzo, uno dei sette diaconi di Roma. Nato, nella Spagna romana, il 31 dicembre d. C. venne martirizzato durante la persecuzione voluta dall’imperatore romano Valeriano nel 257. La Chiesa cattolica lo venera come santo. Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II. Questi insegnava in quello che era, all’epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziarono un’amicizia e una stima reciproche. In seguito, entrambi, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma. Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Al principio dell’agosto 258, l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte. Sorpreso mentre celebrava l’Eucaristia nelle catacombe di Pretestato, papa Sisto II fu ucciso il 6 agosto insieme a quattro dei suoi diaconi; quattro giorni dopo, il 10 agosto, fu la volta di Lorenzo, che aveva 33 anni. A partire dal IV, secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella Chiesa di Roma. Costantino I fu il primo a edificare un piccolo oratorio nel luogo del suo martirio. Secondo la leggenda, il giovane diacono Lorenzo fu arso vivo su una graticola, i cui carboni ardenti furono associati al fenomeno delle stelle cadenti, chiamate anche lacrime di San Lorenzo. Oggi però sappiamo che quelle che vediamo sono le Perseidi, uno sciame meteorico proveniente dalla Costellazione di Perseo, che attraversano la Terra durante il periodo estivo.