Il tempo dei ricordi

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Foto: style magazine

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 18 Agosto.

Accadde che:

1877 (145 anni fa): Asaph Hall scopre Phobos il maggiore e il più interno dei due satelliti naturali di Marte. Durante l’avvicinamento di Marte alla Terra nel 1877, Hall fu incoraggiato da sua moglie, a cercare le lune marziane. Così Hall scoprì Deimos il 12 agosto e Phobos il 18 agosto, presso l’Osservatorio navale degli Stati Uniti a Washington. Le due Lune hanno preso il nome dei due attendenti del Dio Marte, Fobos (dal greco: Paura) e Deimos (dal greco: Terrore), della mitologia greca. Fin da quando furono scoperte le lune di Marte hanno suscitato molti interrogativi, alcuni dei quali restano aperti ancora oggi. Di questi due oggetti, infatti, sorprendono tra l’altro le piccole dimensioni (appena 22 chilometri di diametro per Phobos, circa 15 per Deimos) e la forma irregolare. Phobos è la luna più vicina e maggiore di Marte. La forma del satellite è irregolare e allungata. Si pensa che il satellite non sia composto soltanto da roccia, ma anche da acqua data la sua densità molto bassa.

1975 (47 anni fa): viene ritrovata in una zona centrale della Cina una mummia di oltre 2.000 anni. Xin Zhui, conosciuta anche come Lady Dai o marchesa di Dai, fu la moglie di Li Cang, cancelliere per il feudo imperiale di Changsha durante la dinastia Han (206 aC – 220 dC). Morì nel 163 a.C e, nonostante di lei non si sappia molto, questa donna cinese, vissuta oltre 2.000 anni fa, guadagnò la propria fama quando venne rinvenuto il suo sarcofago durante uno scavo per la costruzione di un rifugio antiaereo. La tomba fu scoperta a Mawangdui, a Changsha, nella regione dello Hunan. La sua pelle era ancora morbida, le gambe e le braccia si potevano piegare, i suoi organi interni  ancora intatti. Il cadavere aveva anche mantenuto sangue a sufficienza da poterne capire il tipo, A positivo, ed ha ancora ciglia e capelli al proprio posto, dopo quasi 2.200 anni dalla data della morte. Al momento del decesso la donna venne avvolta in 22 abiti di seta e canapa, stretta da 9 nastri di seta con il volto coperto da una maschera. La sua bara venne inserita all’interno di altri sei sarcofagi e il corpo immerso in un liquido la cui composizione rimane ancora in parte sconosciuta. L’autopsia ha rivelato che Xin Zhui soffriva di mal di schiena, di ipertensione, di arteriosclerosi, di calcoli biliari, di diabete, di diverse malattie del fegato, ed era inoltre sovrappeso, conseguenza della sedentarietà legata alle malattie precedenti. Oltre ai non pochi acciacchi, aveva il cuore gravemente danneggiato, che la portò a morire all’età di 50 anni, dopo una vita di lussi e agi come nobile cinese.

Nata oggi:

1912 (110 anni fa): nasce, a Roma, Elsa Morante scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice, tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra. Figlia di Irma Poggibonsi, maestra elementare ebrea e di Francesco Lo Monaco, cresce tuttavia in casa del padre anagrafico Augusto Morante, istitutore in un riformatorio per minorenni. Alla fine degli studi liceali, lascia la famiglia e va a vivere per conto proprio, ma la mancanza di mezzi economici la costringe ad abbandonare la facoltà di Lettere. Negli anni Trenta vive infatti da sola, mantenendosi con la redazione di tesi di laurea, dando lezioni private di italiano e latino, ed in seguito collaborando a riviste e a giornali. Nel 1936 conosce Alberto Moravia, che sposerà nel 1941. Nello stesso anno viene pubblicato anche il suo primo libro, “Il gioco segreto”, in cui è raccolta una piccola parte della vasta produzione narrativa destinata ai giornali. Le sue personali e familiari inquietudini, il suo appassionato gusto della finzione emergono già nel “Diario”, redatto dal 19 gennaio al 30 luglio 1938, ma pubblicato solamente nel 1990. Nel 1943 inizia a scrivere il suo primo romanzo “Menzogna e sortilegio”, interrompendone la stesura per seguire il marito, indiziato di antifascismo, in Ciociaria. Nell’estate del ’44 ritorna a Roma, ma intanto il suo complicato e difficile rapporto con Moravia alterna momenti di comunicazione intensa, ad altri di distacco e malessere. In Elsa Morante, infatti, il bisogno di autonomia contrasta con una forte esigenza di protezione e di affetto. Allo stesso modo desidera e rifiuta la maternità, a cui rinuncia, ma di cui rimpiange, al tempo stesso, la possibilità perduta. Nel 1948 esce “Menzogna e sortilegio”, con cui vince il premio Viareggio. I due coniugi, con il migliorare della loro situazione economica, si trasferiscono in un attico in via dell’Oca, che ben presto diverrà uno dei più frequentati ritrovi del mondo intellettuale romano. Nei primi anni Cinquanta Elsa lavora alla redazione del suo secondo romanzo “L’isola di Arturo”, che esce con notevole successo nel 1957, vincendo il premio Strega. Nel 1960, pur non abbandonando la residenza coniugale e il proprio studio ai Parioli, si trasferisce in un appartamento tutto per sé. In questi anni conosce il pittore newyorkese Bill Morrow, con il quale instaurerà un profondo e intenso rapporto, ma dovrà subire la sua perdita, quando il pittore morirà precipitando da un grattacielo. Nel 1962 si separa definitivamente dal marito. Gli anni successivi sono assai drammatici per la Morante appare tormentata dall’ossessione della morte del suo giovane amico e dalla minaccia della vecchiaia. Nel 1974 esce, ottenendo un immenso successo popolare, ma suscitando diverse polemiche e riserve, il suo terzo romanzo “La storia “. Nel 1976 inizia la stesura del suo ultimo romanzo “Aracoeli “, che porterà a termine e pubblicherà solamente nel 1982, essendosi fratturata nel 1980 un femore. Dopo aver subito un intervento chirurgico, trascorre gli ultimi anni di vita a letto, non potendo più camminare. Nell’aprile del 1983 tenta il suicidio aprendo i rubinetti del gas, ma viene salvata da una domestica. Dopo un nuovo intervento chirurgico rimane in clinica, a Roma, dove muore d’infarto il 25 novembre del 1985.