Il tempo dei ricordi

150
Foto: Dino Valle

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 1º settembre.

Accadde che:

1945 (77 anni fa): il Trio Lescano si esibisce per l’ultima volta alla radio italiana. Erano tre sorelle ungaro-olandesi, figlie di modesti artisti di circo, le quali, approdate in Italia come ballerine acrobatiche, scoprono di essere nate per la musica e diventano cantanti: tra il 1936 e il 1943 figurano tra le stelle di prima grandezza nel mondo della musica leggera italiana. Furono tra i primi gruppi vocali a interpretare il genere “swing”. Tra i loro numerosi successi “Tulipan”, “Danza con me” e “Il mio ritornello”. Dopo la fine dell’immane tragedia provocata dalla Seconda Guerra Mondiale, tentano di ritrovare in Italia la popolarità di un tempo, ma invano. Con una nuova formazione si trasferiscono allora in Sudamerica, dove la loro carriera, dopo il successo iniziale, si conclude in breve tempo col triste ritorno all’anonimato.

1985 (37 anni fa): una spedizione franco-americana individua il relitto del RMS Titanic. Il ricercatore Robert Ballard e il suo team calcolarono la posizione del relitto grazie ad alcuni rilievi effettuati in spedizioni, fallimentari, precedenti e, con un sommergibile chiamato Argo, cominciarono ad esplorare il fondale marino cercando di individuare la nave. Dopo una settimana di ricerche, comparve sui loro monitor l’immagine di una caldaia, che sembrava essere proprio del tipo installato sul transatlantico. Il giorno seguente, individuarono la sezione di prua della nave. La scoperta più interessante fu che la nave si era spaccata in due tronconi, con la sezione di poppa situata a 600 metri di distanza dalla prua e rivolta in direzione opposta. C’erano testimonianze discordanti sul fatto che la nave si fosse spezzata e le inchieste del 1912 conclusero che la nave si fosse inabissata intatta. Grazie al piccolo sommergibile Alvin, collegato con un cavo al robot marino Jason Junior, si riuscì a penetrare nella parte interna del troncone di prua. Furono scattate molte foto che servirono alle megaproduzioni televisive nel racconto della tragedia: pile di piatti, occhiali, valige, la testa di una bambola di porcellana, un orologio, testate di letti, resti di panchine e varie scarpe, spesso vicine l’una all’altra. A testimoniare il fatto che in quel punto, c’erano i corpi delle vittime, ormai decomposti. Furono recuperati circa 5000 manufatti, una parte dei quali vennero portati in Francia, dove un’associazione di artigiani li restaurò pazientemente. Ricordiamo che nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912, il Titanic, il transatlantico “inaffondabile”, proprio durante il suo viaggio inaugurale verso gli Stati Uniti, dopo la collisione contro un iceberg, si inabissa nel fondo dell’oceano portando con sé 1.517 persone. Su 2.224 tra passeggeri ed equipaggio, poco più di 700 si salvarono. C’erano a bordo anche dodici cani, ne sono sopravvissuti solo tre. Uno di questi fu avvolto in una coperta dalla padrona e portato sulla scialuppa di salvataggio. Gli altri morirono, perché rinchiusi in gabbie che nessuno aprì. La nave più famosa della storia concluse il suo viaggio colando a picco, arrestandosi alla profondità di 3.800 metri sott’acqua. Oggi, il Titanic risulta inserito nella Convenzione dell’Unesco per la protezione del patrimonio culturale subacqueo.

Nato oggi:

1922 (100 anni fa): nasce, a Genova, Vittorio Gassmann indimenticabile attore teatrale e cinematografico. Interrotti gli studi di giurisprudenza per iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica, sin dalla stagione 1941-42 esordisce in palcoscenico, non ancora diplomato, ne “La nemica”. Successivamente si afferma come uno dei più apprezzati fra i giovani attori della scena teatrale nostrana lavorando anche con un mostro sacro come Luchino Visconti. Per quanto riguarda la televisione, è da menzionare lo straordinario successo ottenuto nel 1959 con la trasmissione d’intrattenimento “Il mattatore”. Dal 1946 comincia, invece, la sua fortunata carriera nel cinema, tra cui ricordiamo i film: “I soliti ignoti”, “La grande guerra” e “Il sorpasso”. L’attore confessò più volte di aver sofferto in vita malgrado di depressione, una delle quali particolarmente grave e da cui si riebbe per un caso, dopo aver ingerito l’ennesima pastiglia medicinale. Di tale questa sua esperienza scrisse anche un libro “Memorie dal sottoscala”. Muore, a Roma, il 28 Giugno 2000.