Il tempo dei ricordi

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Foto: noglen

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 18 Settembre.

Accadde che:

1895 (127 anni fa): a Davenport, in USA, Harvey Lillard riceve il primo vero trattamento chiropratico della storia. Il fondatore della chiropratica, Daniel David Palmer, effettua il celebre trattamento chiropratico su una singola vertebra della colonna vertebrale del Sig Lillard, sordo da 17 anni e il paziente riacquista l’udito. Da questo fatto, Palmer sviluppa le sue straordinarie intuizioni che anticipano molte future scoperte scientifiche. Nel 1897, fonda la prima scuola di chiropratica al mondo, Il Palmer College of Chiropractic, che ancora oggi è la più prestigiosa università di chiropratica al mondo. La professione chiropratica iniziò ad avere un successo immediato tra i pazienti in America, perché per prima cerca di curare le cause dei disturbi, mira al mantenimento della salute e del benessere anziché aspettare che le malattie si sviluppino o divengano croniche.

1938 (84 anni fa): a Trieste, Benito Mussolini legge per la prima volta le Leggi Razziali dal balcone del Municipio in occasione della sua visita alla città. Si tratta di una serie di provvedimenti legislativi e amministrativi che verranno applicate da quell’anno fino al 1944. Norme discriminatorie rivolte soprattutto agli ebrei e a tutte le razze non ariane. Le norme prevedevano che, fra le altre limitazioni, gli ebrei non potessero possedere beni mobili e immobili oltre una certa soglia; dalle imposizioni di carattere economico, ma solo da quelle,  erano esentati soltanto gli ebrei “discriminati” e cioè coloro i quali potevano vantare meriti particolari verso la patria o verso il regime. Dal 1943 e fino alla Liberazione nell’aprile del ’45, la situazione si aggravò poi di molto. Secondo le nuove norme approvate dalla Repubblica Sociale Italiana e messe in opera in collaborazione con i nazisti occupanti, tutti gli ebrei, senza eccezione, dovevano essere espropriati di tutto, nel quadro della politica di annientamento che avrebbe dovuto condurli alla morte nei campi di sterminio.

Nata oggi:

1908 (114 anni fa): nasce, a Stoccolma (Svezia), Greta Garbo pseudonimo di Greta Lovisa Gustafsson, attrice fra le più celebri della storia del cinema. Per il suo fascino misterioso e per la sua indiscussa bravura fu soprannominata “La Divina”. A quattordici anni è costretta ad abbandonare la scuola per via di una grave malattia contratta dal padre. Nel 1920, poco prima della morte del genitore, Greta lo accompagna in ospedale per un ricovero. Qui è costretta a sottostare ad una serie estenuante di domande e di controlli, volti ad accertare che la famiglia fosse in grado di pagare la degenza. Un episodio che fa scattare in lei la molla dell’ambizione. Dopo il decesso del padre, la ragazza si ritrova in ristrettezze economiche non indifferenti, tra cui un impiego come commessa. Nel negozio, nel 1922 entra il regista Erik Petschler. È la stessa Greta a servirlo. Grazie ai modi gentili e disponibili della Garbo, i due entrano subito in sintonia e diventando amici. Da subito, la Garbo chiede di poter partecipare in qualunque modo ad uno dei film del regista, ricevendone un assenso inaspettato. Decide allora di licenziarsi e di seguire il suo sogno. Si presenta all’Accademia Regia di Norvegia con la speranza di passare il difficile test di ingresso che permette di studiare gratis tre anni drammaturgia e recitazione. Il provino riesce, entra nell’Accademia e dopo il primo semestre è scelta per un provino con Mauritz Stiller il più geniale e famoso regista svedese del momento. Notevolmente eccentrico e trasgressivo, Stiller sarà il maestro e il mentore, il vero e proprio pigmalione che lancerà la Garbo. Sbarcata in America, girerà film in cui farà la parte della “femme fatale”. Dal 1927 al 1937, interpreta una ventina di film in cui rappresenta una seduttrice destinata a una fine tragica. La creazione della sua leggenda si è plasmata anche grazie ad alcuni atteggiamenti tenuti dall’attrice stessa ed assecondati, se non alimentati, dal mentore Stiller. Il set, ad esempio, era estremamente protetto, inaccessibile per chiunque. Scoppiata la guerra e dopo l’insuccesso di “Non tradirmi con me” decide, a soli 36 anni ad abbandonare per sempre il cinema. Muore, a New York, il 15 aprile 1990.