Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 27 Aprile.

Accadde che:

1667 (354 anni fa): John Milton, uno dei letterati britannici più celebri, apprezzati e influenti dell’epoca successiva a quella shakespeariana. ormai cieco e ridotto in povertà, vende per 10 sterline i diritti del suo poema epico Paradiso perduto”. L’opera racconta l’episodio biblico della caduta dell’uomo: la tentazione di Adamo e Eva a opera di Satana e la loro cacciata dal giardino dell’Eden. John Milton lavorò per Oliver Cromwell e, così, scrisse di prima mano per il Commonwealth inglese. Si potrebbe sostenere che la fallimentare ribellione e il ristabilirsi della monarchia gli fece esplorare le sue perdite all’interno de il Paradiso Perduto. Alcuni critici affermano che egli simpatizzò per Satana nella sua opera, nella quale entrambi hanno sperimentato un ideale fallito. La storia è innovativa nei suoi tentativi di riconciliare la tradizione pagana e quella cristiana: così come Shakespeare, Milton trova la teologia cristiana insufficiente.

1840 (181 anni fa): a Londra, viene posta la prima pietra per l’edificazione del palazzo di Westminster. La casa del più antico Parlamento della storia ha avuto due diverse vite sulla riva settentrionale del Tamigi. La prima finì con un incendio che la distrusse quasi completamente. La seconda iniziò a pochi anni di distanza da quell’evento funesto e la vide assumere quell’aspetto inconfondibile che insieme con il “Grande Ben” è ancora oggi il simbolo di Londra. L’incendio, che si scatenò il 16 ottobre 1834, originato da una stufa utilizzata per bruciare la corrispondenza, ha provocato moltissimi danni. Dopo un lungo dibattito, condotto all’interno di un’apposita Commissione Reale, incaricata di decidere come e dove ricostruire l’edificio, si stabilì di conservare l’antica collocazione e che la nuova struttura avrebbe dovuto inglobare le parti sopravvissute all’incendio. Tra 97 progetti presentati venne premiato quello dell’architetto Charles Barry, che disegnò un palazzo di quattro piani, articolato in 1.100 stanze, 100 scalinate e 5 km di corridoi. All’esterno risaltava la facciata neogotica, nella linea esile e slanciata terminante in una serie di piccole guglie. Un aspetto importante, riconoscendo di fatto il ruolo principale di casa del Parlamento. Completavano la struttura tre torri, una di medie dimensioni in posizione centrale e due più alte poste alle due estremità. È stata la moglie di Barry, Sarah, a presiedere la cerimonia della posa della prima pietra. Nel 1847 è stata completata la Camera dei Lords, cinque anni dopo la Camera dei Comuni, I lavori terminarono definitivamente nel 1870. I bombardamenti tedeschi della Seconda guerra mondiale hanno distrutto completamente la Camera dei Comuni, per cui si rese necessaria un’opera di restauro completata nel 1950. Posto sotto egida UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, Westminster è oggi uno dei luoghi più visitati di Londra.

Scomparso  oggi:

1937 (84 anni fa): muore a Roma Antonio Gramsci politico, filosofo, politologo, giornalista, linguista e critico letterario. Nato ad Ales (provincia di Oristano)  il 22 gennaio 1891 è stato tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, divenendone esponente di primo piano e segretario dal 1924 al 1927, ma nel 1926 è stato arrestato dal regime fascista. Nel 1934, in seguito al grave deterioramento delle sue condizioni di salute, ottenne la libertà condizionata per essere ricoverato in clinica, dove trascorse gli ultimi anni di vita. Considerato uno dei più importanti pensatori del XX secolo e tra i massimi esponenti del marxismo occidentale, nei suoi scritti, Gramsci analizzò la struttura culturale e politica della società. Elaborò in particolare il concetto di egemonia, secondo il quale le classi dominanti impongono i propri valori politici, intellettuali e morali a tutta la società, con l’obiettivo di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso da tutte le classi sociali, comprese quelle subalterne.  Nei 33 Quaderni del carcere, non destinati da Gramsci alla pubblicazione, contengono riflessioni e appunti elaborati durante la reclusione; iniziati l’8 febbraio 1929, sono stati definitivamente interrotti nell’agosto 1935, a causa della gravità delle sue condizioni di salute. In seguito numerati, senza tener conto della loro cronologia, dalla cognata Tatiana Schucht, che li affidò all’Ambasciata sovietica a Roma, da dove sono stati inviati a Mosca e, successivamente, consegnati a Palmiro Togliatti.