Il tempo dei ricordi

39
Foto: Gariwo

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 16 Ottobre.

Accadde che:

1834 (188 anni fa): a Londra un incendio distrugge il Palazzo di Westminster. L’edificio, la cui parte più antica ancora esistente, la Westminster Hall, risale al 1097, era una residenza reale, ma nessun monarca vi ha più vissuto dal XVI secolo. Ricostruito in stile gotico dopo circa 50 anni è oggi sede dei due rami del parlamento del Regno Unito. Il fuoco fu causato dall’incendio di piccoli bastoncini di legno usati come parte delle procedure contabili dello Scacchiere fino al 1826. I bastoni furono smaltiti con noncuranza nelle due fornaci sotto la Camera dei Lord, il che provocò un incendio nei due camini che correvano sotto il pavimento della camera dei Lord e su per le pareti. L’evento ha attirato grandi folle che includevano diversi artisti che hanno fornito registrazioni pittoriche dell’evento. L’incendio è durato per la maggior parte della notte e ha distrutto gran parte del palazzo.

1978 (44 anni fa): il cardinale polacco Karol Wojtyła viene eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II. Alle 18.18, dal comignolo della Cappella Sistina si leva la fumata bianca, dopo sette nere. Dopo poco meno di mezz’ora, alle 18:45, il cardinale protodiacono Pericle Felici annuncia l’elezione del cardinale Karol Wojtyla, con il nome di Giovanni Paolo II, come 264.mo Papa della Chiesa cattolica, vescovo di Roma e successore di Pietro. Sembra che in un primo momento, l’ arcivescovo di Cracovia si volesse chiamare Stanislao I in onore del santo patrono della Polonia. Quando gli fu fatto notare che era un nome che non rientrava nella tradizione romana, Wojtyła scelse Giovanni Paolo, in ricordo del predecessore e per tenere viva la memoria del predecessore, Albino Luciani, scomparso dopo soli 33 giorni di Pontificato. Affacciandosi dalla Loggia delle benedizioni della Basilica vaticana il nuovo Papa si presenta alla folla riunita in piazza San Pietro, ha pronunciato queste parole: “Non so se posso bene spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini”.

Scomparsa oggi:

1793 (229 anni fa): muore a Parigi, ghigliottinata, Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Antonietta regina consorte di Francia e Navarra. Nata, a Vienna, il 2 novembre 1755 è stata l’ultima regina di Francia dell’ancien régime. Maria Antonia non ha ancora 14 anni, quando è promessa in sposa al nipote ed erede di Luigi XV. Nell’aprile del 1770, lascia per sempre l’Austria alla volta della Francia, dove diverrà Maria Antonietta. Luigi, erede al trono di Francia, è cresciuto diffidando degli austriaci, come la maggior parte dei suoi connazionali, ed è tutt’altro soddisfatto della decisione che suo nonno ha preso per lui. Ma deve inchinarsi alla ragione di stato e sposare Maria Antonietta. Alla corte di Parigi si mormora, infatti, che Maria Antonietta pensi solo a divertirsi, trascurando i propri doveri matrimoniali. Ha reputazione di persona frivola e superficiale, disposta a seguire ogni moda stravagante che giunga a Parigi. Nel 1774, Maria Antonietta e il marito diventano i nuovi sovrani di Francia. Frattanto, la situazione finanziaria dello stato si fa sempre più grave. Così, quando Maria Antonietta ordina la costruzione di un costosissimo villaggio con otto cottage e una fattoria nei suoi giardini privati al Trianon, il risentimento nei suoi confronti raggiunge l’acme, rendendola il capro espiatorio di tutti i problemi del paese. Nel 1789, la situazione politica precipita: i membri eletti degli Stati Generali costituiscono l’Assemblea Nazionale e, sfidando l’autorità assoluta del re, giurano di non sciogliersi finché la Francia non avrà ottenuto una costituzione. La situazione sfocia in rivolta, il 14 luglio 1789, quando il popolo di Parigi insorge contro la monarchia, assaltando la Bastiglia, simbolo del potere assoluto. Dopo un tentativo di fuga, i sovrani vengono bloccati, arrestati e, in seguito, ghigliottinati.