Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 16 Gennaio.

Accadde che:

1605 (418 anni fa): l‘editore Francisco de Robles pubblica, a Madrid, il romanzo “El Ingenioso hidalgo don Chisciotte de la Mancha”, scritto da Miguel de Cervantes. L’opera che narrava le celebri avventure del cavaliere improvvisato Don Chisciotte e del suo scudiero Sancio Panza, divenne immediatamente un classico della letteratura spagnola, riuscendo a raccogliere un notevole successo anche all’estero. Considerato una delle più grandi opere letterarie di sempre, il Don Chisciotte è generalmente indicato anche come il primo romanzo moderno della letteratura occidentale, ed è anche il secondo più tradotto al mondo: prima di lui, solo la Bibbia. Cervantes iniziò a scrivere il Don Chisciotte, mentre era prigioniero nel carcere di Siviglia. Lavorando come esattore delle tasse, per pagarsi l’attività di scrittore, venne accusato per due volte, nel 1597 e nel 1602, di peculato ai danni dell’autorità pubblica: l’ammanco, si scoprì poi, non era colpa dello scrittore, ma era frutto di un errore dei suoi aiutanti.

2003 (20 anni fa): viene varata la legge anti-fumo dal parlamento italiano, che impedisce di fumare negli spazi pubblici. La legge antifumo attualmente in vigore è anche detta Legge Sirchia, in quanto fortemente voluta dall’allora Ministro della Sanità del governo Berlusconi Girolamo Sirchia. La legge Sirchia prescrive tutta una serie di norme specifiche per le sale fumatori: devono essere ventilate separatamente, con specifici valori circa il tasso di ricambio dell’aria; la pressione atmosferica in tali sale deve essere costantemente più bassa di quella delle sale adiacenti; devono essere munite di porte a chiusura automatica. Attualmente, in Italia è consentito fumare liberamente solo nei luoghi aperti, oltre che ovviamente nelle residenze private e nelle già citate sale fumatori. Da più parti vi sono pressioni per ampliare il divieto anche agli stadi ed esistono già movimenti di opinione che chiedono di proibire il fumo anche nei giardini pubblici.

Scomparso oggi:

1957 (66 anni fa): muore, a New York, Arturo Toscanini direttore d’orchestra. Nato, a Parma, il 25 marzo 1867 è considerato uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi per l’omogeneità e la brillante intensità del suono. Arturo sviluppando una forte passione per la musica, alimentata anche dalle arie del “Rigoletto” e de “La Traviata” che il padre suole cantare. In famiglia non si accorgono della sua passione. Se ne rende conto, però, la sua maestra, che gli offre gratuitamente lezioni di solfeggio e pianoforte. A nove anni ottiene una borsa di studio per la classe di violoncello e si diploma nel 1885 e parte quasi immediatamente per una tournée in Sud America. Durante una rappresentazione, il direttore d’orchestra Leopoldo Miguez abbandona il podio per protesta contro l’indisciplina degli orchestrali italiani. Il sostituto, Carlo Superti, viene a tal punto contestato, che non riesce a proseguire. Su consiglio di alcuni colleghi, Arturo Toscanini prende la bacchetta per dirigere l’orchestra a soli diciannove anni, ed è un trionfo. Tornato in Italia, riesce a farsi scritturare come secondo violoncello alla rappresentazione scaligera dell'”Otello” di Giuseppe Verdi. Il grande compositore mostra della simpatia per il serio e rigido violoncellista, ma non il direttore d’orchestra che lo multa svariate volte. Diventa presto un direttore di fama internazionale, e, dal 1908 al 1914, dirige il Metropolitan di New York, dove vengono messe in scena il “Falstaff e la “Traviata” di Giuseppe Verdi, e “La fanciulla del West” di Giacomo Puccini, interpretata da Enrico Caruso. Si oppone al regime fascista sin dagli inizi e, grazie al prestigio internazionale che ha acquisito, riesce a mantenere la perfetta autonomia dell’orchestra della Scala. Nonostante l’amicizia che lo lega a Giacomo Puccini, si rifiuta persino di dirigere la “Turandot” con la presenza in sala di Benito Mussolini. Nel 1931 dirige un concerto al tetro Comunale di Bologna, ma Arturo Toscanini si rifiuta di eseguire “Giovinezza” così un fascista lo schiaffeggia vicino agli ingressi laterali del teatro. A causa di questa aggressione, rifiuta di dirigere altre orchestre italiane fino a quando ci sarà al potere il regime fascista. Abbandona così l’Italia per gli Stati Uniti, dove viene fondata la NBC Symphony Orchestra che dirige fino al 1954. Torna in Italia nel dopoguerra per riassumere la direzione del Teatro alla Scala ricostruito dopo i bombardamenti, e vi dirige il “Nabucco”, e il “Te deum” di Giuseppe Verdi, ma la sua casa rimarranno gli Stati Uniti dove vive con la moglie.