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sabato, Giugno 22, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 30 Gennaio.

Accadde che:

1595 (428 anni fa): viene rappresentato, per la prima volta, Romeo e Giulietta, di William Shakespeare. Nella compagnia Lord Chamberlain’s Men, che mette in scena l’opera, recita anche lo stesso Shakespeare. The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet (questo è il titolo originale inglese) è una tragedia composta tra il 1594 e il 1596, tra le più famose e rappresentate, nonché una delle storie d’amore più popolari. La vicenda dei due protagonisti ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l’archetipo dell’amore perfetto, ma avversato dalla società. Storia d’amore che riguarda due rampolli di due nobili famiglie della città di Verona, i Montecchi e i Capuleti, in lotta tra loro. Tra alterne vicende, omicidi, esilio e incomprensioni entrambi arriveranno a togliersi la vita credendo che la persona innamorata sia morta. Secondo i critici Shakespeare riesce ad aggiungere significato, trattando sullo sfondo di una storia d’amore la questione della crisi sociale e di una Chiesa incapace di esercitare un suo ruolo. La fonte primaria per Shakespeare fu il poema narrativo, molto moraleggiante, Tragicall Historye of Romeus and Juliet, scritto nel 1562 da Arthur Brooke.

2020 (3 anni fa): l’OMS, organizzazione mondiale della sanità, dichiara che l’epidemia di COVID-19 costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. L’organizzazione riconosce che ci sono ancora molte incognite e che la trasmissione da uomo a uomo si è verificata al di fuori di Wuhan e al di fuori della Cina. Il Comitato, infine, ritiene che sia ancora possibile interrompere la diffusione del nuovo coronavirus, a condizione che i Paesi mettono in atto misure forti per rilevare precocemente il contagio, isolare e trattare i casi, tracciare i contatti e promuovere misure di distanziamento sociale commisurate al rischio. Nello stesso pomeriggio, sono confermati i primi due casi di contagio in Italia. A Roma, una coppia di turisti cinesi di 66 e 67 anni, risultano positivi al covid-19 e ricoverati in ospedale, in regime di isolamento. Il governo italiano, primo in Europa a prendere tale decisione, sospende tutti i voli da e per la Cina. Il 31 gennaio il Consiglio dei Ministri  dichiara lo stato di emergenza sanitaria per l’epidemia da nuovo coronavirus. Il 17 febbraio, un uomo di 38 anni originario di Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, che non si era mai recato in Cina, si presenta all’ospedale civico di Codogno accusando sintomi influenzali e gli viene diagnosticata una leggera polmonite. Ritornato per la seconda volta al pronto soccorso, al peggioramento delle sue condizioni, viene sottoposto al tampone diagnostico non ancora previsto dai protocolli sanitari. Il paziente e, in seguito, anche la moglie incinta e un amico risultano positivi. Altri tre casi saranno confermati lo stesso giorno e il 20 febbraio arriveranno a 16. Infine, il 9 marzo, il Governo deciderà per il lockdown in tutto il territorio.

Scomparso oggi:

1889 (134 anni fa): muore, a Mayerling (Austria), Rodolfo d’Asburgo-Lorena, Arciduca d’Austria e Principe ereditario della Corona d’Austria, Ungheria e Boemia. Nato, a  Castelli di Laxenburg (Austria), il 21 agosto 1858 era figlio di Francesco Giuseppe I Imperatore d’Austria, Ungheria e Boemia e di sua moglie e imperatrice Elisabetta. Rodolfo d’Asburgo-Lorena e la sua  amante Maria Vetsera furono ritrovati morti. Fu uno dei più importanti casi di cronaca della fine del secolo, ne parlarono tutti i giornali d’Europa, si ipotizzarono complotti e assassinii e negli anni successivi la storia ispirò romanzi d’ amore. Quella mattina, il valletto del principe bussò alla sua stanza, ma nessuno rispondeva alla porta. Quando entrò notò la sagoma di Rodolfo seduto, o forse sdraiato sul letto. Del sangue gli usciva dalla bocca e vicino a lui si intravedeva un bicchiere vuoto. Accanto a lui, immobile e in posizione sdraiata, c’era il corpo nudo di una giovane donna. Il valletto del principe pensò subito che il principe fosse stato avvelenato dalla sua amante. Immediatamente, lasciò Mayerling per raggiungere la corte a Vienna e dovette affrontare per diverse ore le farraginose procedure del protocollo di corte. Diversi nobili e cortigiani discussero per parecchio tempo su chi e come dovesse comunicare la notizia all’imperatore. Alla fine, venne deciso che il compito spettava all’imperatrice Sissi. Dopo quel giorno, l’imperatrice passò il resto della vita vestita a lutto e i testimoni dell’epoca concordano sul fatto che la notizia colpì molto anche l’imperatore. Rodolfo, infatti, era il loro unico figlio e l’unico erede al trono. Nel tardo pomeriggio del 30 gennaio, la polizia isolò la tenuta di caccia e un gruppo di medici imperiali visitò i due corpi. Due lettere di addio furono ritrovate nella stanza, entrambe scritte da Rodolfo. La prima indirizzata a sua moglie, la seconda alla madre. I rapporti dei medici non sono chiari e alcuni storici hanno ipotizzato che siano stati falsificati. A quanto pare si stabilì che Rodolfo si era suicidato. Poco prima di togliersi la vita avrebbe ucciso Maria, sparandole a una tempia. La mattina del 31, i giornali di Vienna pubblicarono la notizia che Rodolfo era morto a causa di un aneurisma, ma successivamente la corte di Vienna dovette ammettere la verità: Rodolfo e Maria si erano uccisi disperati, perché non potevano vivere liberamente il loro amore.

 

 

 

 

 

 

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