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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 6 Febbraio.

Accadde che:

1952 (71 anni fa): Elisabetta II, all’età di 25 anni, diventa regina alla morte del padre Giorgio VI del Regno Unito. Quella mattina, re Giorgio VI viene trovato morto nel suo letto, ed Elisabetta, che si trovava in un remoto lodge keniota, quando apprese la notizia della morte del padre, rientrò immediatamente a Londra sbarcando dall’aereo vestita a lutto per iniziare la sua vita da regina. La giovane Elisabetta, destinata a regnare più a lungo di ogni altro sovrano nella storia britannica, ereditava un Paese che ancora doveva rialzare la testa dalla devastazione della Seconda guerra mondiale. Giorgio VI divenne, durante la Seconda Guerra Mondiale, un vero e proprio simbolo della determinazione britannica a vincere la guerra. La sua popolarità salì alle stelle quando si rifiutò di abbandonare Londra durante il Blitz nazista nei primi mesi del conflitto. Era con la regina a Buckingham Palace quando il palazzo reale fu bombardato. Elisabetta seguì il padre nel dare l’esempio: all’inizio del 1945 si arruolò all’Auxiliary Auxiliary Territorial Service diventando la prima donna della Famiglia Reale ad unirsi alle forze armate a tempo pieno. Con al suo fianco il ministro Winston Churchill la giovane regina cominciò il suo percorso “formativo” che la portò più di un anno dopo all’incoronazione, il 2 giugno del 1953, nell’Abbazia di Westminster, un momento storico che fu per la prima volta trasmesso in televisione. Nel lunghissimi anni del suo regno, Elisabetta II ha visto cambiamenti epocali, come la devoluzione del potere nel Regno Unito, che determinò un trasferimento di poteri politici dalle Camere del Parlamento ai rappresentanti eletti in Scozia, Irlanda del Nord e Galles; la decolonizzazione dell’Africa con il rafforzamento del Commonwealth; il cosiddetto “rimpatrio” della Costituzione canadese nel 1982, quando il Parlamento britannico approvò la legge costituzionale sul Canada del 1982 e il Regno Unito perse formalmente la giurisdizione sul paese nordamericano. Nonostante ciò, i suoi sudditi nel mondo sono ancora quasi 143 milioni e lei continua ad essere sempre molto amata da tutti loro.

2020 (3 anni fa): avviene il disastro del Frecciarossa di Trenitalia deragliato all’alba, presso il PM Livraga mentre viaggiava a 298 chilometri orari. Il treno stava viaggiando a 290 chilometri all’ora sulla linea alta velocità Milano-Bologna. Il bilancio è stato di due morti e 31 feriti. Le vittime sono state i due macchinisti, Giuseppe Cicciù, di 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, di 59 anni, di Capua. A seguito dei riscontri avuti in occasione dei sopralluoghi svolti sul sito, si è ritenuto che la cause diretta dell’incidente sia stato il posizionamento errato del deviatoio numero 5, disposto in deviata in modo tale da indirizzare i convogli in arrivo verso i binari di ricovero anziché verso quelli della linea. Le cause indirette dell’incidente sono da attribuire ad un errore di cablaggio interno del circuito di controllo dell’attuatore numero 2 del telaio di punta del deviatoio numero 5, a causa del quale il segnale di controllo inviato al DCO di Bologna indicava che il deviatoio era posizionato in corretto tracciato anche se in realtà non lo era.

Scomparso oggi:

1793 (230 anni fa): muore a Parigi, Carlo Goldoni commediografo, scrittore, librettista e avvocato. Nato, a Venezia, il 25 febbraio 1707 è considerato uno dei padri della commedia moderna. A cinque anni viene descritto “dolce, tranquillo e obbediente” come figlio e “precoce” come scolaro, dimostrando una predilezione per la letteratura degli autori comici e una passione maniacale per il teatro, tanto che all’età di nove anni abbozza una piccola sceneggiatura per una commedia teatrale.  All’età di 18 anni, scrive una satira (andata perduta) sulle virtù e vizi delle ragazze del luogo. La sera del 25 novembre 1734 sul palcoscenico del “San Samuele”, viene rappresentata l’opera intitolata “Belisario”, il suo primo vero successo teatrale. Nel 1738, compone la prima commedia che dà l’avvio al rinnovamento radicale per il teatro comico italiano “Il Momolo Cortesan”, quindi ritorna con la moglie nella laguna dove gli viene affidata la direzione del teatro d’opera del “San Giovanni Crisostomo”, incarico che ricoprirà fino all’anno 1741. Goldoni cambia la metodologia di recitare: gli attori degli spettacoli comici dell’arte da circa due secoli portano sulle scene un genere farsesco, caratterizzato dalla recita improvvisata e dall’uso della maschera, solo la trama è scritta, mentre il dialogo è affidato all’inventiva sul momento degli interpreti. Pone un’alternativa a questa tradizione obsoleta, con una commedia di “carattere” o di “ambiente”. Gli attori fissi con le maschere devono essere sostituiti con personaggi arricchiti di una loro personalità individuale e con le maschere deve cadere ogni recitazione “a soggetto”, a favore di una sceneggiatura scritta interamente dall’autore. Grazie alle sue geniali deduzioni conquista prestigiosi traguardi. Nel 1743 scrive “La donna di garbo”, la prima opera a essere scritta in tutte le sue parti. Il capolavoro degli anni fra il 1750 ed il 1753, che è anche l’opera più celebre di Carlo Goldoni, è “La locandiera”. nell’aprile del 1762 lascia Venezia e si trasferisce in Francia a Parigi, insieme alla moglie e al nipote Antonio, per divenire autore della “Commedie Italienne”, rimanendone deluso per la poca considerazione del teatro italiano e delle sue riforme Goldoniane. Nel 1765 per interesse della Delfina, gli viene affidato l’incarico di maestro di lingua italiana della principessa Adelaide, figlia di Luigi XV; Goldoni lascia quindi la “Commedie Italienne” stabilendosi a Versailles. La rivoluzione francese lo tocca da vicino privandolo della pensione di corte: dopo pochi mesi trascorsi fra malattia e miseria, Carlo Goldoni muore non facendo più ritorno nella sua amata Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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