Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 26 Maggio.

Accadde che:

1897 (124 anni fa): a Londra viene messo in vendita Il romanzo “Dracula”, di Bram Stoker, uno degli ultimi esempi di romanzo gotico. In questo contesto nasce il mito del vampiro aristocratico, che è ben distante dall’immagine di vampiro presente nel folklore. La storia trae ispirazione dalla figura di Vlad III Principe di Valacchia, meglio conosciuto con il suo nome patronimico: Dracula. Il Principe durante la sua vita ebbe la reputazione di essere un uomo crudele e sanguinario, proprio per questo fu fonte d’ispirazione per lo scrittore irlandese Bram Stoker, che creò così il suo personaggio più celebre: il vampiro conte Dracula. Tutto ha inizio grazie al viaggio di un giovane avvocato inglese, Jonathan Harker, inviato in Transilvania da un suo superiore, presso il conte Dracula, per occuparsi del contratto di una casa, che quest’ultimo vorrebbe acquistare a Londra. Ma quando il giovane arriva al castello una serie di fatti strani iniziano a insospettirlo e a turbarlo fortemente, in primis l’aspetto del conte, un anziano signore apparentemente innocuo e gentile, ma dall’aspetto sinistro: il volto pallido, vestito completamente di nero, bocca dai contorni crudeli e denti aguzzi. Anche l’atmosfera del castello è piuttosto inquietante: privo di servitù e percepibile di tenebrose presenze. Esso, al pari di Frankenstein, è entrato a far parte dell’immaginario popolare, divenendo un fenomeno di costume destinato a perdurare nel tempo.

1986 (35 anni fa): la Comunità Europea adotta la bandiera europea, che simboleggia non solo l’Ue, ma anche l’unità e l’identità di tutto il Vecchio Continente. Il simbolo è costituito da un cerchio di 12 stelle dorate su sfondo blu, che rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa. Il numero delle stelle, tuttavia, non dipende dal numero dei paesi membri. L’emblema è costituito da una bandiera blu di forma rettangolare. “Sullo sfondo blu del cielo del Mondo occidentale, le stelle rappresentano i popoli dell’Europa in un cerchio, simbolo di unità… proprio come i dodici segni dello zodiaco rappresentano l’intero universo, le dodici stelle d’oro rappresentano tutti i popoli d’Europa, compresi quelli che non possono ancora partecipare alla costruzione dell’Europa nell’unità e nella pace”. Con queste parole, l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, raccomandò ai rappresentanti dei governi l’uso del drappo blu, con al centro dodici stelle dorate.

Scomparso oggi:

1831 (190 anni fa): muore a Modena Ciro Menotti patriota italiano. Nato a Carpi (Modena)  il 22 gennaio 1798 maturò, fin da giovane, forti sentimenti democratici e patriottici, che lo portarono a rifiutare la dominazione austriaca in Italia. Modena era allora governata da duca Francesco IV d’Asburgo-Este, arciduca d’Austria, che avvicinato da Menotti, inizialmente, non reagì al progetto rivoluzionario, forse c’erano accordi precisi fra i due, tramite anche un altro liberale, l’avvocato Enrico Misley, frequentatore abituale della corte ducale. Non si capisce altrimenti perché Francesco IV, che conosceva a fondo Menotti, non lo avesse fatto subito arrestare come aveva fatto nel 1820 con quarantasette carbonari, o presunti tali, processati e condannati. Nel gennaio del 1831 Menotti organizzò nei minimi dettagli la sollevazione, cercando il sostegno popolare e l’approvazione dei neonati circoli liberali che stavano proliferando in tutta la Penisola. Il 3 febbraio 1831, dopo aver raccolto le armi, radunò cinquantasette congiurati nella propria abitazione, per organizzare la rivolta. Francesco IV, tuttavia, con un brusco voltafaccia certamente impostogli dal governo austriaco, decise di ritirare il suo appoggio alla causa menottiana. Il duca fece circondare dalle sue guardie la casa; seguirono alcuni spari e i congiurati cercarono di fuggire. Alcuni ci riuscirono, altri no e fra questi Ciro Menotti, che, saltato da una finestra nel giardino retrostante la casa, rimase ferito e fu catturato. Due mesi dopo iniziò il processo, che si concluse con la sua condanna a morte mediante impiccagione. Ciro Menotti, figura di rivoluzionario impavido e di eroe romantico, sarebbe diventato nella coscienza degli italiani dell’Ottocento un grande patriota: fu infatti considerato un precursore non solo dei moti del 1831, ma anche dell’intero Risorgimento, tanto che Giuseppe Garibaldi volle usare il suo cognome come nome per il proprio figlio primogenito.