Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 2 Giugno.

Accadde che:

1946 (75 anni fa): gli italiani votano il referendum popolare per decidere tra repubblica e monarchia. Il 54,3% degli elettori sceglie la repubblica, con un margine di appena 2 milioni di voti, decretando la fine della monarchia e l’esilio dei Savoia. Viene eletta anche un’Assemblea Costituente, con il compito di eleggere il capo provvisorio dello stato e scrivere la nuova carta costituzionale. Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all’89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto al voto. I risultati furono proclamati dalla Corte di cassazione il 10 giugno 1946: 12 717 923 cittadini favorevoli alla repubblica e 10 719 284 cittadini favorevoli alla monarchia. La notte fra il 12 e 13 giugno, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, il presidente Alcide De Gasperi, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di capo provvisorio dello Stato. L’ex re Umberto II lasciò, volontariamente, il paese il 13 giugno, diretto a Cascais, nel sud del Portogallo, senza nemmeno attendere i risultati definitivi.

1953 (68 anni fa): avviene l’incoronazione della regina Elisabetta II del Regno Unito, la prima trasmessa in diretta televisiva dalla BBC. Elisabetta è ascesa al trono in seguito alla morte di suo padre, re Giorgio VI, il 6 febbraio 1952. L’incoronazione avvenne più di un anno dopo la salita al trono, in rispetto della tradizione che richiede un periodo di lutto in ricordo del precedente monarca. Durante la cerimonia di incoronazione la regina  giurò, solennemente, di sostenere la legge nel suo regno e di assumere il governo della Chiesa d’Inghilterra. L’incoronazione di Elisabetta II seguì un protocollo molto simile a quelle precedenti, essendosi tenuta presso l’abbazia di Westminster e coinvolgendo la parìa inglese, ed il clero. Vi fu un acceso dibattito all’interno del Gabinetto britannico sull’opportunità delle riprese, con il Primo ministro Winston Churchill che si dichiarò contrario; tuttavia Elisabetta insistette nel permettere l’accesso alle telecamere, così milioni di persone seguirono l’evento dal vivo nel Regno Unito. Gli ospiti camminarono in processione di fronte a quasi tre milioni di spettatori per le strade londinesi; alcuni di loro avevano campeggiato durante la notte per assicurarsi di non perdere l’evento. Più di 200 microfoni furono stazionati sul percorso e all’interno dell’abbazia, con 750 giornalisti che trasmisero l’evento in 39 lingue diverse, visto da più di 20 milioni di persone nel mondo. La processione incluse capi di Stato e reali stranieri, che raggiunsero l’abbazia in varie carrozze. In tutti i regni, nel resto del Commonwealth e nelle altre parti del mondo, si tennero celebrazioni per l’incoronazione. A Londra la regina organizzò un pranzo per l’incoronazione, per il quale fu ideata la ricetta del pollo dell’incoronazione (coronation chicken), inoltre venne allestito uno spettacolo pirotecnico al Victoria Embankment.

Scomparso oggi:

1981 (40 anni fa): muore a Roma Rino Gaetano all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano cantautore italiano. Nato a Crotone il 29 ottobre 1950 è ricordato per la sua voce ruvida, per l’ironia e i profondi testi caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale, spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati. Arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura. Crocevia della sua carriera fu l’esperienza sanremese con il successo di “Gianna. Il lavoro di Gaetano cominciò a essere significativamente apprezzato diversi anni dopo la sua morte e molte delle sue canzoni vennero riscoperte soprattutto dopo il 2000, riscuotendo consensi sempre maggiori, in particolar modo tra le nuove generazioni e conferendo, all’ormai defunto cantautore, lo status di artista di culto. La carriera e la vita di Rino Gaetano si interruppe, all’età di trent’anni, in seguito a un incidente stradale.  Dopo una serata passata nei locali, stava tornando a casa da solo a bordo della sua auto. Alle 3:55 invase con la sua vettura la corsia opposta, un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante fu inevitabile. La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti; il cantante batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. L’autopsia rivelerà come causa della perdita di controllo dell’auto un possibile collasso prima dell’impatto: il conducente del camion, che prestò i primi soccorsi al cantante, raccontò infatti di averlo visto accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell’impatto. Quando arrivarono i mezzi di soccorso, Gaetano era già in coma; giunse al Policlinico Umberto I, ma l’ospedale non aveva un reparto attrezzato per gli interventi d’urgenza sui craniolesi, così il medico di turno, si mise alla ricerca di un’altra struttura dotata di un reparto di traumatologia cranica. Finalmente, ricoverato al Gemelli, morì comunque alle sei del mattino. Seguirono polemiche per il mancato ricovero e venne aperta un’inchiesta giudiziaria e presentata un’interrogazione parlamentare. Ne “La ballata di Renzo”, canzone scritta da Gaetano dieci anni prima e rimasta inedita, si narra la storia di un ragazzo che muore in circostanze simili a quelle del cantautore. A quarant’anni dalla morte, il nome di Gaetano, nonostante la breve carriera artistica, viene ancora annoverato tra i grandi della musica italiana. Ecco il suo pensiero sulla musica: “Io cerco di scrivere canzoni ispirandomi ai discorsi che si possono fare sui tram, in mezzo alla gente, dove ti rendi subito conto dell’andazzo sociale. Non voglio dare insegnamenti, voglio soltanto fare il cronista.”