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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 1° Dicembre.

Accadde che:

1913 (110 anni fa): Ford introduce la catena di montaggio: decine di operai in fila, lungo un nastro trasportatore, che ripetono gli stessi gesti a un ritmo cadenzato. Fondamento della sua teoria, che la storia battezzerà come Taylorismo, è la divisione dei ruoli degli operai, a ognuno dei quali è assegnato un preciso movimento che si ripete sempre uguale e in un tempo predefinito. Il risultato è sorprendente: un netto dimezzamento dei tempi di assemblaggio. Di qui il metodo viene esteso a tutta la filiera di produzione e il primo modello a inaugurarlo è la Ford Model T. È con essa che nasce il Fordismo, ossia la produzione di massa che in poco tempo sarà assimilata dalle maggiori compagnie industriali di tutto il mondo. La produzione in serie modifica lentamente le abitudini della gente, dando vita a quella società dei consumi, così come oggi la conosciamo.

2019 (4 anni fa): primo caso ufficializzato di COVID-19 a Wuhan in Cina, che darà inizio alla pandemia di Covid-19. Nella città cinese di Wuhan un uomo mostrava i sintomi di una polmonite anomala. Si trattava di una malattia sconosciuta, i cui primi casi sembravano legati al mercato di animali vivi della città. A infittire il mistero ci pensarono i documenti inediti ottenuti dalla Cnn, che ricostruirono discrepanze e omissioni nelle informazioni diffuse dalle autorità cinesi all’inizio di quella pandemia che, di lì a poco, avrebbe travolto il mondo. Mentre i casi si moltiplicavano, il primo a parlare apertamente di una nuova malattia era stato un giovane oftalmologo, Li Wenliang, il primo ad avvertire i colleghi della necessità di utilizzare protezioni, e per questo convocato dalla polizia. Morirà il 7 febbraio dopo avere contratto il virus. In quei primi giorni di dicembre la città di Wuhan, dove in un mercato il nuovo virus aveva compiuto il salto di specie dall’animale all’uomo, contava già centinaia di casi e alcuni morti, mentre i media di Pechino parlavano di una “misteriosa polmonite”. Nonostante alla leadership cinese il rischio per la popolazione fosse già chiaro almeno dal 14 gennaio, a Wuhan la vita continuò come nulla fosse per altri sei lunghi giorni prima che il presidente Xi Jinping decidesse di dare l’allerta e altri tre per chiudere e isolare l’intera città. L’11 febbraio la malattia aveva il suo nome: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) decideva di chiamarla Covid-19, acronimo dall’inglese ‘Corona Virus Disease 2019’. Intanto a gennaio la Cina decideva di rendere pubbliche le sequenze genetiche del virus all’origine delle polmoniti: è stato un passo decisivo perché su quel materiale le grandi banche genetiche internazionali hanno fornito, e continuano a fornire, materiale a tutti i laboratori che nel mondo cercano di ottenere farmaci e vaccini. Il 21 febbraio, il Covid aveva, raggiunto l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Da allora, in un mondo frenetico e globalizzato, è stato necessario effettuare il lockdown: si sono chiuse le scuole, poi via via i negozi, i bar, i ristoranti, gli uffici, le fabbriche. Papa Francesco ha pregato da solo in una piazza San Pietro deserta, in quella che è diventata un’immagine simbolo del mondo sconvolto dalla pandemia. Da allora, la vita è cambiata per tutti.

Nato oggi:

1935 (88 anni fa): nasce, a New York, Allan Stewart Konigsberg, vero nome di Woody Allen, regista, attore, sceneggiatore, comico, scrittore e commediografo tra i principali e più celebri umoristi dell’epoca contemporanea. I suoi insuccessi universitari lo spingono verso il mondo dello spettacolo: lavora come presentatore comico nei night club e contemporaneamente si guadagna da vivere scrivendo testi comici per programmi televisivi, prima di iniziare la carriera cinematografica come sceneggiatore e attore di commedie. L’esordio alla regia avviene nel 1969 con “Prendi i soldi e scappa”. In pochi anni realizza i film che gli danno fama mondiale, titoli ormai celeberrimi quali “Il dittatore dello stato libero di Bananas” , “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere”  e “Amore e guerra”. Sono film di una comicità scatenata e fulminante. Nel 1977 la svolta con “Io e Annie” è sicuramente una pellicola ancora molto divertente, ma con in controluce un trattamento dei temi amaro e disincantato. Sicuramente il più europeo dei registi americani, il suo cinema potrebbe essere sintetizzato in poche parole: psicanalisi, sesso, New York, ebraismo e musica jazz.

 

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