Il tempo dei ricordi

35

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 9 Giugno.

Accadde che:

1588 (433 anni fa): viene posta la prima pietra del nuovo Ponte di Rialto a Venezia, il più antico e famoso dei quattro ponti che attraversa il Canal Grande. Costruito in pietra ad arcata unica, è stato progettato da Antonio da Ponte, in collaborazione col nipote Antonio Contin. Fu completato nel 1591, con una struttura molto simile a un precedente ponte in legno, coperto da un porticato. Il progetto, da alcuni, fu considerato fin troppo audace dal punto di vista ingegneristico, al punto che secondo l’architetto Vincenzo Scamozzi  sarebbe addirittura crollato. Esso invece resiste tuttora, ed è diventato uno dei simboli architettonici di Venezia. E’ diventato anche fonte di ispirazione di grandi maestri vedutisti come Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto. Lungo circa 3800 metri, largo dai 30 ai 70 m e profondo 5 m in media, divide in due zone il centro storico, affiancato da prestigiosi palazzi, la maggior parte costruiti tra il XII e il XVIII secolo. A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. Un ponte vero e proprio, poggiante su pali in legno, fu costruito nella seconda metà del XII secolo, ed assunse il nome di “Ponte della Moneta”, dato che, presso l’estremità orientale dell’opera, sorgeva l’antica zecca. La crescente importanza del mercato di Rialto, sulla sponda orientale del canale, fece aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Data la stretta associazione con il mercato, il ponte cambiò nome e diventò Ponte di Rialto. Nel 1503 venne proposta per la prima volta la costruzione di un ponte in pietra, nei decenni successivi. vennero valutati diversi progetti fino ad arrivare a quello definitivo.

1958 (63 anni fa): Fido, cane meticcio di Luco del Mugello (in provincia di Firenze), muore dopo essersi recato ogni giorno per 14 anni alla fermata dell’autobus, per attendere invano il ritorno del padrone, perito nel 1943 durante un bombardamento aereo. Carlo Soriani era un operaio delle Fornaci Brunori di Borgo San Lorenzo, vicino Firenze. Un giorno, era una sera del gelido inverno 1941 quando la guerra avanzava in tutta Europa, Soriani, tornando a casa dal lavoro, senti il lamentoso guaire di un cane proveniente da un fossato. Non ci pensò due volte si avvicinò al fosso e lì giacente e in fin di vita vide un cane malandato e ferito. Non ebbe esitazione nel raccogliere il povero cane per portarlo nella sua casa e curarlo. Il cane si salvò e rimase con Carlo, che felicemente lo chiamò Fido. L’animale non si allontanò mai dal suo salvatore e lo accompagnava tutte le mattine al lavoro fino allo stazionamento degli autobus dove tutte le sere, alla fine dei turni di lavoro, puntuale tornava per riabbracciare il suo padrone. Una tragica sera della vigilia dell’ultimo dell’anno del 1943, Fido aspettò invano di riabbracciare Carlo che non poteva tornare, perché era stato seppellito dalle bombe che avevano distrutto la sua fabbrica. Restò ore ad attenderlo invano, poi tornò a casa, ma ogni sera per quattordici lunghissimi anni tornò lì ad aspettare che il suo padrone tornasse. Una storia identica a quella di Hachiko, il cane giapponese, che qualche decennio prima come Fido morì aspettando invano per dieci anni il suo padrone, un professore che non rientrò dal suo lavoro, perché morto di infarto mentre faceva lezione. Colpito dalla straordinaria fedeltà di Fido, il sindaco di Borgo San Lorenzo dispose che venisse esentato dalla tassa sul possesso dei cani. Poi gli confermò, ufficialmente, il diritto di circolare senza museruola. Infine gli conferì, il 9 novembre 1957, una medaglia d’oro, alla presenza di molti concittadini e della commossa vedova di Soriani. Nel medesimo anno il Comune di Borgo San Lorenzo decise di omaggiare Fido con un monumento, collocato nella centrale Piazza Dante, ove si trova tutt’oggi.

Scomparso oggi:

1870 (151 anni fa): muore a Gads Hill Place (Regno Unito) Charles Dickens scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico dell’età vittoriana. Nato a  Portsmoutt, (Regno Unito), il 7 febbraio 1812, è considerato uno dei più importanti romanzieri di tutti i tempi, nonché uno dei più popolari. Noto tanto per le sue prove umoristiche: “Il circolo Pickwick” quanto per i suoi romanzi sociali: “Oliver Twist”, “David Copperfield”, “Tempi difficili”, “Grandi speranze” e “ Canto di Natale”. Sviluppò, già nella prima adolescenza, una profonda passione per la lettura. A  diciannovenne anni si innamora di una giovane, figlia di un funzionario di banca, ma per ragioni di disparità sociale e per l’opposizione dei genitori di lei, il fidanzamento si scioglie tre anni dopo, con una rottura che lascerà più di un segno nell’animo di Charles. Nel 1835 incontra Catherine Hogarth, sposata in fretta e furia l’anno successivo; significativo è il rapporto che si stabilisce tra lo scrittore e le due cognate, Mary (la cui morte a soli 16 anni, nel 1837, scatena in Charles un dolore infinito e una grave crisi psicologica) e Georgina, di 12 anni più giovane di Catherine, che entrò più tardi nella famiglia dello scrittore, sostituendosi gradualmente alla sorella maggiore nell’amministrazione della casa e che non lasciò nemmeno quando i due coniugi ottennero la separazione legale, tollerando in seguito anche il nuovo amore e la nuova relazione di Charles con Ellen Ternan. Chi legge i romanzi di Dickens ritrova celate in alcuni personaggi femminili le stesse caratteristiche di queste insolite cognate. Con “Oliver Twist” e con i “Quaderni di Pickwick”, la sua fama si diffonde sia in Europa che in America. I romanzi di Dickens rappresentano uno dei momenti più alti del romanzo sociale dell’Ottocento un misto di prosa giornalistica e classica affabulazione, con un marcato occhio sensibile verso la realtà sociale e le esigenze del lettore, con il quale crea una comunicazione sempre di alto livello. Le sue descrizioni di ambienti, situazioni e personaggi rappresentano un affresco fondamentale per comprendere la società inglese del diciannovesimo secolo.