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venerdì, Febbraio 23, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi che hanno segnato la data del 14 Dicembre.

Accadde che:

1902 (121 anni fa): viene installato il primo cavo telegrafico che attraversava l’Oceano Pacifico. In questa data, i membri della Camera dei rappresentanti hanno trasmesso messaggi di congratulazioni, al Territorio delle Hawaii, utilizzando il cavo telegrafico del Pacifico, appena completato, che si estendeva per migliaia di miglia da San Francisco, in California, a Honolulu.  Prima del completamento del cavo, attraverso l’oceano Pacifico, le notizie dalla terraferma alle Hawaii viaggiavano in nave a vapore. Il legislatore hawaiano aveva sostenuto un cavo transpacifico già nel 1874, ma fu solo alla fine del 1902 che il presidente Theodore Roosevelt concesse alla Pacific Cable Company il permesso di tracciare una linea tra San Francisco e Honolulu.

2001 (22 anni fa): Papa Giovanni Paolo II indice per i cattolici un giorno di digiuno e preghiera per la pace, in coincidenza con la fine del Ramadan musulmano. Si tratta di un giorno di digiuno “durante il quale pregare con fervore Dio perchè conceda al mondo una pace stabile, fondata sulla giustizia, e faccia sì che si possano trovare adeguate soluzioni ai molti conflitti che travagliano il mondo”. Ciò di cui ci si priva con il digiuno, suggerisce il Pontefice, “potrà essere messo al servizio dei poveri, in particolare di chi soffre in questo momento le conseguenze del terrorismo e della guerra”. Il Pontefice, in quell’occasione, ha anche invitato i rappresentanti delle religioni di tutto il mondo a pregare ad Assisi, il prossimo 24 gennaio “per il superamento delle contrapposizioni e per la promozione della pace. Entrambi gli annunci sono stati fatti durante la preghiera dell’Angelus, dove ha anche sottolineato come “La scena internazionale continua ad essere turbata da preoccupanti tensioni”, citando l’11 settembre e il dramma dei profughi afghani. Infine, Giovanni Paolo II ha voluto ripetere le parole che disse quindici anni fa annunciando l’incontro di preghiera per la pace che si sarebbe tenuto ad Assisi: “È urgente che un’invocazione corale salga con insistenza dalla terra verso il Cielo, per implorare dall’Onnipotente, nelle cui mani stanno i destini del mondo, il grande dono della pace, presupposto necessario per ogni serio impegno a servizio del vero progresso dell’umanità“.

Nato oggi:

1895 (128 anni fa): nasce, a Sandringham (Inghilterra), Albert Frederick Arthur George Windsor, conosciuto come re Giorgio VI del Regno Unito, secondo figlio della principessa Maria di Teck e del duca di York, futuro re Giorgio V del Regno Unito. Quando re Edoardo VII muore il 6 maggio 1910, il padre di Albert diventa re con il nome di Giorgio V, ed Albert diventa il secondo in linea di successione. La sua naturale timidezza e le poche parole, lo facevano apparire molto meno impositivo del fratello Edoardo. All’età di 28 anni sposa lady Elizabeth Bowes-Lyon, dalla quale avrà due figlie, le principesse Elisabetta (la futura regina Elisabetta II) e Margaret. In un’epoca in cui i reali si imparentavano tra di loro, appare come un’eccezione il fatto che Alberto abbia avuto una quasi totale libertà per la scelta della consorte. Albert soffre di un problema di balbuzie, così la moglie gli fa conoscere Lionel Logue, esperto di lingua di origine australiana. Il futuro re inizia a praticare sempre più spesso alcuni esercizi di respirazione per migliorare la propria parlata, ed eliminare l’aspetto balbuziente di alcuni dialoghi. Come risultato, il Duca si mette alla prova nel 1927 con il tradizionale discorso d’apertura del parlamento federale australiano: l’evento è un successo e permette al principe di parlare con solo una piccola esitazione emotiva. Il 20 gennaio 1936 muore re Giorgio V; gli succede il Principe Edoardo con il nome di Edoardo VIII. Dal momento che Edoardo non ha figli, Albert ne è l’erede principale. Tuttavia, dopo meno di un anno, Edoardo VIII abdica al trono per essere libero di sposare la sua amante, la divorziata miliardaria americana Wallis Simpson. Così, Albert sale al trono assumendo il nome di Giorgio VI, in una cerimonia di incoronazione che è stata la prima ad essere trasmessa in diretta a livello mediatico, dalla Radio BBC. Allo scoppio della guerra nel 1939, Giorgio VI e la moglie decidono di rimanere a Londra e di non cercare la salvezza in Canada, così come il gabinetto dei ministri aveva loro suggerito. Il Re e la Regina ufficialmente rimanevano a Buckingham Palace anche se, dopo i primi bombardamenti per ragioni di sicurezza, le notti venivano trascorse prevalentemente al Castello di Windsor. Durante la guerra il Re rimane in prima linea per mantenere alto il morale della popolazione; la moglie del presidente americano, Eleanor Roosevelt, ammirando il gesto, si pone in prima persona nell’organizzare le spedizioni di cibo al palazzo reale inglese. Al termine del conflitto, nel 1945, la popolazione inglese è entusiasta ed orgogliosa del ruolo avuto dal proprio Re negli scontri. Lo stress procurato dalla guerra è solo uno dei motivi che aggravano la già precaria salute di Giorgio VI. Nel settembre del 1951 gli viene diagnosticato un tumore maligno. Il 31 gennaio 1952, malgrado i consigli dei medici, insiste per recarsi all’aeroporto per vedere la figlia principessa Elisabetta che sta partendo per un viaggio in Australia con tappa in Kenya. Re Giorgio VI muore pochi giorni più tardi, il 6 febbraio 1952, a causa di una trombosi coronaria, a Sandringham House, all’età di 56 anni. La figlia Elisabetta torna in Inghilterra dal Kenya per succedergli con il nome di Elisabetta II.

 

 

 

 

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