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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 30 Marzo.

Accadde che:

1842 (182 anni fa): avviene il primo intervento chirurgico con l’uso dell’etere come anestetico. Il dottor Crawford Williamson Long adopera l’etere per asportare un tumore del collo di un paziente, l’intervento avviene a Jefferson, in Georgia. L’utilizzo dell’etere segna una rivoluzione epocale, in grado di aiutare la chirurgia con implicazioni positive non indifferenti. Documenti dell’800 ci spiegano, infatti, come soprattutto gli interventi di amputazioni, asportazione di tumori e parti complessi, venissero eseguiti più agevolmente e con risultati soddisfacenti. In passato i metodi usati per anestetizzare il paziente erano ingegnosi: in Mesopotamia si narcotizzava il paziente comprimendo le carotidi per fargli perdere coscienza. Mentre gli Egizi utilizzavano prima la neve, per diminuire la sensibilità e ridurre la circolazione sanguigna, oppure la cosiddetta “pietra di Menfi”, ciotoli minerali presenti in natura triturati e messi sulla ferita.

2004 (20 anni fa): il Parlamento italiano istituisce il Giorno del ricordo, in memoria delle vittime delle foibe. Si tratta di una solennità civile nazionale, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Ha lo scopo di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale tra l’8 settembre 1943, data dell’annuncio dell’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile e il 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi. Sono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati uccisi, mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell’Italia. La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di Parigi, che assegnava alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia. Il Giorno del ricordo viene celebrato, a partire dal 2005, dalle alte cariche dello Stato con una cerimonia solenne. Tale cerimonia si è spesso svolta nel Palazzo del Quirinale, al cospetto dei Presidenti della Repubblica succedutisi negli anni, i quali, oltre a conferire le onorificenze alla memoria ai parenti delle vittime, hanno pronunciato, in molti casi, sentiti discorsi.

Nato oggi:

1853 (171 anni fa): nasce, a Zundert (Paesi Bassi), Vincent Van Gogh uno dei pittori più celebri dell’intera storia dell’arte, le sue opere sono tra le più riconoscibili grazie al suo stile inconfondibile. Van Gogh è un artista dalla sensibilità estrema, ma la sua storia è celebre anche per la sua vita molto tormentata. Figlio di un pastore protestante, mentre ancora vive a Zundert, esegue i suoi primi disegni. Il trasferimento in Francia, dove già risiede il fratello Theo, segna l’inizio del periodo francese. Molto del suo tempo lo spende assieme al fratello e i due, da quel momento, iniziano una corrispondenza che durerà tutta la vita e che rappresenta ancora oggi il mezzo migliore per studiare le opinioni, i sentimenti e lo stato d’animo di Vincent. Durante il soggiorno parigino l’artista scopre la pittura impressionista e approfondisce l’interesse per l’arte e le stampe giapponesi. Il 1880 è un punto di svolta per la sua vita, in quanto si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori. Theo inizia ad appoggiarlo finanziariamente, una situazione che si protrarrà fino alla fine della vita di Vincent. Nel 1888 Van Gogh lascia Parigi e si trasferisce ad Arles, è il momento in cui riesce a dipingere alcune delle sue opere migliori, ma anche il momento delle sue già accennate violente tensioni con Gauguin. Intanto il suo stato di salute mentale oscilla paurosamente. A volte è completamente calmo e lucido; altre volte, soffre di allucinazioni e fissazioni, Per ironia della sorte, mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare nel corso dell’anno, la sua opera inizia infine a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica. I suoi dipinti “Notte stellata sul Rodano” e “Iris” sono in mostra al Salon des Indépendants. Dopo una serie incredibile di alti e bassi, sia fisici che emotivi e mentali e dopo aver prodotto, con incredibile energia, una serie sconvolgente di capolavori, l’artista muore nelle prime ore del 29 luglio 1890, dopo essersi sparato in un campo nei pressi di Auverse. Il funerale ha luogo il giorno dopo, con la sua bara ricoperta di dozzine di girasoli, i fiori che amava così tanto. Riportiamo una delle sue più belle frasi: “Uno può avere un focolare ardente nell’anima e tuttavia nessuno viene mai a sedervisi accanto. I passanti vedono solo un filo di fumo che si alza dal camino e continuano per la loro strada”.

 

 

 

 

 

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