Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 23 Giugno.

Accadde che:

1900 (121 anni fa): a Parigi, viene ufficialmente ultimata la chiesa del Sacro Cuore. Dopo la disfatta di Napoleone III a Sedan nel 1870, i parigini subiscono un terribile assedio, sono vittime del freddo e della fame. Le sommosse della Comune di Parigi contribuiscono ad aggravare il clima di massacri e tensioni. Alexandre Legentil e suo genero Hubert Rohaut, ricchi borghesi cattolici e molto devoti fecero il voto di far costruire, a Parigi, una chiesa dedicata al Cuore di Gesù. Il 18 gennaio 1872, l’arcivescovo di Parigi Monsignore Guibert approvò il progetto, scrivendo nel 1873 una lettera al ministro dei Culti per domandare che un santuario eretto per ricordare la protezione divina sulla Francia e la Capitale, sia posto su un luogo che domina Parigi e che possa essere visto da tutti i luoghi della Città. Dall’alto di Montmartre, così, sorse la sagoma bianca della basilica del Sacro Cuore, che dopo la Tour Eiffel è il luogo più alto della città. Il colore bianco, non appannato neanche dal traffico che invade la collina, è dovuto alla pietra calcarea di Chateau-Landon, che ha la caratteristica di non trattenere la polvere e lo smog. La costruzione, iniziata nel 1875, prevedeva uno stile romanico-bizantino, ma vide diversi cambiamenti nel progetto. Mentre nel resto della Francia si costruivano basiliche dedicate alla Madonna (Lourdes, Notre-Dame a Lione, Notre-Dame a Marseille) questa era l’unica chiesa dedicata a Gesù. Quando finirono i lavori, nel 1920, si ottenne una struttura senza una caratteristica predominante, ma non per questo meno affascinante. A Paul Abadie, l’architetto incaricato di costruirla, chiesero che il Sacré-Coeur fosse un luogo di pellegrinaggio, destinato ad ospitare molti fedeli. Questo spiega perché il sagrato è così ampio, le 237 scale così larghe e ci sono tante cappelle e una chiesa sotterranea. All’ingresso, davanti al portico a tre archi, ci sono le statue di Giovanna D’Arco e Re Luigi IX, poi diventato santo. Inaugurata in pompa magna, venne però snobbata dagli abitanti di Montmartre che continuarono ad andare a messa alla chiesa di Saint Pierre, una delle più antiche di Parigi. Anche se mai ufficialmente riconosciuto dalla chiesa, molti ritengono che nella cripta sia custodito il Cuore di Gesù, da cui deriverebbe il nome. Dal 1885, dal giorno in cui si pose la prima pietra fino ad oggi, la basilica è stato luogo di una preghiera senza fine, con pellegrini e credenti che si alternano notte e giorno davanti all’altare.

1999 (22 anni fa): Robben Island, un’isola del Sudafrica, che si trova a 13 km al largo di Città del Capo, affonda una nave carica di petrolio, causando la scomparsa di oltre 23.000 pinguini. Le operazioni di soccorso, sono durate diversi anni e hanno assorbito complessivamente 15 milioni di dollari, ma sono comunque riuscite a ridurre gli effetti di questa catastrofe ecologica. A seguito di ciò, l’isola è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il nome originale olandese “Robbeneiland” significa “Isola delle foche”, con riferimento alla popolazione di otarie, che venne avvistata quando vi giunsero i primi europei. Migliaia di anni fa il livello del mare era notevolmente inferiore rispetto ad oggi e di conseguenza l’isola, che era abitata da uomini primitivi, era raggiungibile a piedi dalla costa continentale. Successivamente, durante la fine dell’ultima era glaciale, lo scioglimento delle antiche calotte polari fece innalzare il livello del mare e la terra intorno all’isola fu pertanto allagata dall’oceano. Dal 1836 al 1931 l’isola fu utilizzata come colonia per lebbrosi e dal 1961 fino al 1991 divenne tristemente nota come carcere per prigionieri politici, durante il periodo dell’apartheid. Famosi tra questi vi fu Nelson Mandela, il quale nella sua autobiografia “Lungo cammino verso la libertà”, dedica molti capitoli alla descrizione della vita nella prigione di Robben Island. Nel periodo in cui l’isola fu una prigione, le misure di sicurezza erano molto rigide, ed era vietato l’accesso a quasi tutti i civili, pescatori inclusi. Per questo motivo, nel corso degli anni i prigionieri si organizzarono per migliorare la loro permanenza nell’isola, fondando addirittura delle squadre di calcio con un proprio campionato, regolamentato da una federazione interna chiamata “Makana Football Association”.

Scomparso oggi:

1950 (71 anno fa): muore a Reggio Calabria Antonio Lanza vescovo, teologo e meridionalista. Nato a Castiglione Cosentino (Cosenza) il 18 marzo 1905, reca testimonianza della qualità del suo impegno per la Calabria e il Mezzogiorno nella “Lettera collettiva dell’Episcopato calabrese”. Sulla questione meridionale ritornò con un altro saggio: “I problemi del Mezzogiorno”, di particolare interesse l’opera “Teologia moralis” ferma al primo volume. È stato nominato Arcivescovo di Reggio Calabria e vescovo di Bova il 12 maggio 1943 a soli 38 anni, succedendo ad Enrico Montalbetti, che cinque mesi prima era rimasto ucciso, a Melito Porto Salvo, durante un bombardamento alleato. Lanza guidò le diocesi negli anni della guerra, dell’occupazione alleata e del primo dopoguerra. Nel settembre 1947 fondò il settimanale “L’Avvenire di Calabria”, ancora oggi in attività. Un suo ritratto, olio su tela, del pittore Mario D’Agostino, è conservato nella Cattedrale di Reggio Calabria. A monsignor Lanza è intitolato l’Istituto Superiore di Formazione Politico-Sociale dell’arcidiocesi, di Reggio Calabria.