Il trio delle meraviglie: Maria Teresa

129

Intervista alla soprano Maria Teresa Ionadi di Vibo Valentia. Una voce che  trasmette emozioni intense, poiché la sua passione per il canto non è esprimibile a parole, ma è un qualcosa che si sente e basta.

Come ti presenteresti ad un pubblico che non ti conosce?

Mi presenterei cantando il brano che più mi rappresenta, così da comunicare prima con l’anima e poi con le parole chi sono: quindi prima la Voce e poi Maria Teresa.

Cosa hai provato quando, dopo l’emergenza sanitaria, sei ritornata sul palcoscenico, sentendo il calore del pubblico?

Lo ricordo come un momento molto particolare, carico di emozioni sia negative che positive. Durante la pandemia io e mio fratello Andrea, con il quale formiamo anche un duo voce e chitarra, abbiamo tenuto concerti online in diretta dal nostro studio di registrazione Casa Ionadi-Records, tra l’altro molto seguiti, ed apprezzati poiché le persone aspettavano momenti musicali con impazienza, ma non è la stessa cosa: paragonare la diretta online con l’esibizione dal vivo è impossibile. Una volta salita sul palco, il calore del pubblico mi ha investita ed abbracciata con sentimenti di amore verso la musica, affetto verso di me e mio fratello e voglia di ritornare a vivere. Avevano le mascherine ma gli occhi parlavano da sé.

Come nasce la tua passione per il canto?

La mia passione per il canto nasce in un tempo relativamente lontano: già molto piccola la mia mamma mi portò a lezione di canto e poi nel coro dell’Oratorio. È stata lei la mia prima talent scout. Intanto, il mio papà cantava ed io ascoltavo, suonava ad orecchio su un vecchio pianoforte e sognavo di poterlo fare anche io: i sogni dei bambini sono molto più di quello che crediamo, hanno il potere di divenire realtà!

Come descriveresti la tua voce?

La mia voce rispecchia appieno la mia essenza: si insinua potente, dal fondo del registro più grave, caldo, bruno come un cordiale raffinato in barrique per poi librarsi, trasformandosi in una maestosa aquila che spiega le sue grandi ali salendo sempre più in alto nei registri più acuti, brillante e diretta come un fendente. Ho una visione particolare di ciò che significa cantare: per me non è soltanto mera esecuzione di un brano ma ritengo sia vera espressione di pensiero d’arte. Attraverso la mia voce camminano i pensieri e i segreti della mia anima giungendo fino all’ascoltatore, nella speranza di emozionarlo.

Qual è stato l’ostacolo più difficile da superare per arrivare fino a dove sei adesso?

Sinceramente di ostacoli ne ho avuti veramente tanti: ho studiato fuori e ho abitato in case dove non potevo esercitarmi ma ho conseguito ugualmente la laurea in Canto Lirico con non pochi sacrifici fisici e mentali; molti che credevo amici hanno nascosto a me contatti (utili per un artista) per anni e anni ma ho prontamente recuperato creandone altrettanti ed altresì più validi; di tanto in tanto mi scontro con delusioni sempre più cocenti ma niente può fermarmi. Dall’altro lato, provengo da una famiglia umile ma che non si è mai risparmiata: mi ha sempre appoggiato in tutto e spronata a fare sempre di più. Viene bene qui il detto “Tempi difficili fanno persone forti” e io sono fortissima!

La più grande delusione e la più grande soddisfazione avuta in ambito lavorativo?

Partiamo dalla delusione: ad inizio carriera, scontrarmi con la realtà del mio territorio (più che altro tutto il Sud) è stato davvero tremendo. All’inizio non si è considerati veri e propri lavoratori, ma semplicemente persone che praticano un loro hobby. Ho combattuto anni per imporre il concetto che ogni prestazione artistica ha un suo onorario. Devo dire che le cose ora sono migliorate un po’, soprattutto nel privato. La soddisfazione più grande invece… beh, potrei farne un elenco intero! Tra tutte, sicuramente, l’audizione per il Coro alla Scala, i vai debutti, lo studio di registrazione Casa Ionadi-Records fondato e gestito insieme al mio amato fratello, la mia voce presente in un cortometraggio prodotto da Alessandro Cecchi Paone, i vari premi e riconoscimenti come il Premio Mario Fiore consegnatomi nel 2019 dall’Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori e dall’Esercito Italiano a Roma e tanti altri momenti: il cielo della mia vita è costellato davvero da tante piccole stelle di emozione pura!

Quale personaggio sogni di interpretare che ancora non ne hai avuto la possibilità?

Sogno di cantare in un musical, mi piacerebbe tantissimo interpretare il ruolo di Esmeralda; per quanto riguarda invece l’opera, sicuramente “Turandot” dell’omonima opera di Giacomo Puccini, mi ci rivedo molto in lei.

Hai un idolo?

Sì e tutti quelli che mi conoscono lo sanno perfettamente: il mio idolo è Freddie Mercury! Questo amore viscerale verso la sua incredibile voce e il suo immenso talento nel fare musica mi ha spinta addirittura a fondare una Tribute Band dei Queen, i Bohemian Quartet! In più, posseggo una replica del microfono che usò Freddie durante il celeberrimo momento del Live Aid.. insomma, lui è sempre con me!

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Tra i miei progetti, quello più impegnativo sarà l’incisione di un album, ma non posso anticipare nulla… Non vi resta che seguirmi!