Il trio delle meraviglie: Romolo

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Intervista al tenore Romolo Tisano di Bivongi. Una voce che trasmette emozioni intense, poiché la sua passione per il canto non è esprimibile a parole, ma è un qualcosa che si sente e basta.

Come ti presenteresti ad un pubblico che non ti conosce?

Ciao a tutti, sono Romolo Tisano, un tenore che canta prevalentemente l’Opera. La musica è stata sempre al centro della mia vita e all’età di 40 anni, dopo averne dedicati 25 al clarinetto e aver girato mezzo mondo, incontrando gente meravigliosa, sono impazzito e ho dirottato il mio studio verso il canto per avere in futuro (chissà…) e la possibilità di girare l’altra metà. Questo oggi sta avvenendo! Eccomi davanti a Voi e per Voi. Massacratemi o Abbracciatemi. Comunque, voi sarete sempre la mia linfa…

Cosa hai provato quando dopo l’emergenza sanitaria, hai avuto la possibilità di ritornare sul palcoscenico, sentendo il calore del pubblico?

Sicuramente grandissima gioia, l’emozione era tanta, ma arrivato “Sotto le luci della ribalta” era come se dall’ultima volta fosse trascorso solo un giorno. Pubblico fantastico. Felicissimo di cantare “Per” e “Con” tutti!

Come nasce la tua passione per il canto?

Il canto l’ho definito la mia “Vocazione adulta”. Ho sempre amato il canto, anche se il mio percorso musicale ha avuto inizio con il clarinetto, come ho detto precedentemente. Ho iniziato a studiare la musica a 11 anni e la professione di strumentista mi ha in seguito portato a lavorare in qualità di clarinetto principale con orchestre di importanti enti lirici e sinfonici in Italia e all’estero, tra cui il Teatro “Bellini” di Catania, il Teatro Comunale di Bologna, la Royal Opera House “Covent Garden” e la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, il Teatro San Carlo di Napoli, la Scottish Chamber Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il Teatro Lirico di Cagliari. Lavorare in teatro, ed essere a contatto diretto con i cantanti ha alimentato questa mia grande passione, che nel 2005 mi ha portato a intraprendere seriamente lo studio del canto e a farmi debuttare in palcoscenico nel 2007 al Teatro Rendano di Cosenza, sempre nella mia Calabria.

Come descriveresti la tua voce?

Direi che con la mia voce cerco di esprime pienamente me stesso e la mia essenza mediterranea.

Qual è stato l’ostacolo più difficile da superare per arrivare dove sei adesso?

Sicuramente la mia “Psiche”, perché intraprendere una nuova avventura artistica a oltre 40 anni non è stato facile, in quanto pensi sia troppo tardi per rimetterti in “Pista” con una veste nuova. Ma io sono calabrese e bivongese doc!!!

La più grande delusione e la più grande soddisfazione avuta in ambito lavorativo?

Sono deluso e amareggiato quando vedo la disattenzione e spesso l’indifferenza della politica nei confronti dell’arte e della cultura. È una grande soddisfazione, invece, vedere l’entusiasmo e la ricerca della bellezza di tanti giovani che frequentano le sale da concerto e i teatri. Fanno ben sperare per il futuro.

Quale personaggio sogni di interpretare che ancora non ne hai avuto la possibilità?

Sogno impossibile… Orfeo di Claudio Monteverdi. Meraviglioso!!!

Hai un idolo?

Un idolo??? Leonardo da Vinci! Senza il suo continuo e instancabile tentativo di studiare e cercare di capire l’Universo, forse noi non saremmo qui oggi.

 Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Prossimamente avrò una serie di concerti, ma diversi progetti già programmati sono stati sospesi a causa della pandemia e ancora non riconfermati. Io risiedo a Roma e sicuramente non si fermeranno lo studio e la mia intensa e appassionata attività di docente al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”, dove insegno clarinetto. Per me, è essenziale la vicinanza dei miei allievi e il confronto costante con le nuove generazioni.