Italia: c’è bisogno di cambiamento

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Viene proposta la riforma D’Ettore per fornire ai cittadini  il potere di eleggere il Presidente della Repubblica. Ciò rinforzerebbe notevolmente la sovranità popolare e cambierebbe la forma di governo repubblicana da parlamentare a semipresidenziale. 

Il coordinatore regionale di Coraggio Italia in Calabria: “Oggi è il momento di guardare la realtà della vita costituzionale del sistema politico italiano che deve trovare, nelle aule parlamentari, pieno recepimento. Prevedere l’elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale diretto vuol dire rafforzare la sovranità popolare ed il legame immediato tra Istituzione, corpo elettorale e persona”. 

A dirlo è Felice Maurizio D’Ettore, deputato di Coraggio Italia e coordinatore regionale del partito in Calabria, nel corso della discussione generale alla Camera dei deputati della Pdl di riforma della Costituzione per l’elezione diretta del presidente della Repubblica (a prima firma onoraria Meloni), che spiega: “Tutti siamo consapevoli del fatto che la macchina del sistema politico italiano è inceppata. Non lo diciamo solo noi, ma viene scritto e detto anche da molti storici ed esperti del diritto costituzionale interno e del diritto europeo. Dunque è utile modificare la forma di governo anche con l’elezione diretta del Capo dello Stato per garantire un migliore funzionamento del sistema?  La risposta è sì. 

Ma siamo d’accordo anche nel registrare che in questo momento si palesa nei fatti un ampliamento degli interventi del Capo dello Stato, che porta alcuni a definire le funzioni svolte come esito di un “presidenzialismo” determinato dalla debolezza del quadro politico generale ? – domanda D’Ettore. C’è chi parla in questi casi di “Costituzione vivente” che può rendere l’idea dei  processi in corso nella realtà dei rapporti tra organi costituzionali, ed è ciò che materialmente pare realizzarsi nel sistema. L’unità nazionale, secondo alcuni commentatori, è ad esempio garantita, in questo momento storico, dal presidente della Repubblica anche attraverso la scelta del premier Draghi. Tutto legittimo, e sicuramente necessario, sul piano dell’attuale assetto costituzionale. 

Ma cosa c’è di più democratico, stante il quadro descritto, se non creare un legame diretto tra le Istituzioni e la persona che dal corpo elettorale trae vita nella sua attività istituzionale e politica; – si tratta di un legame chiaro che si fonda sul primato della sovranità popolare. 

Oggi – conclude D’Ettore – è il momento di guardare la realtà della vita costituzionale del sistema politico italiano che deve trovare, nelle aule parlamentari, pieno recepimento. 

Questa sensibilità istituzionale non ha nulla di divisivo, perché è un tema che, anzi, unisce le Istituzioni democratiche al popolo, alla sovranità popolare, alla volontà diretta del corpo elettorale. 

L’elezione diretta del Capo dello Stato è dunque un tema di unità nazionale; – per il sentire comune della maggioranza dei cittadini questo tema trova ampio consenso, si avverte come valore condiviso”.