La SINISTRA è sempre contro la guerra

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Io voglio potermi schierare da una parte sola, quella della convivenza tra popoli, a difesa della vita delle popolazioni ucraine, spesso vittime inermi di fronte all’avanzare di truppe russe e contrattacco degli Ucraini, che sperano di potersi gloriare di una quasi impossibile sconfitta di Putin.

 Si assiste impotenti all’evolversi della guerra in Ucraina, di certo i perdenti saranno gli Ucraini, morti, assediati dai Russi per mesi e costretti a fare una guerra per procura a difesa dell’impero USA in fase decadente.

Ci saranno morti anche di soldati russi, anche loro mandati al macello per la gloria dell’ennesimo re, che si giustificherà, come succede da millenni, di avere combattuto per la difesa di grandi ideali, la paura del nemico.

Poi ci troviamo noi in Occidente, che ci dividiamo pro uno o l’altro contendente e come si dice tra i contendenti faremo la fine dei polli di Renzo.

Invece, io voglio potermi schierare da una parte sola, quella della convivenza tra popoli, a difesa della vita delle popolazioni ucraine, spesso vittime inermi di fronte all’avanzare di truppe russe e contrattacco degli Ucraini, che sperano di potersi gloriare di una quasi impossibile sconfitta di Putin.

Si spera, tra poco, di vedere i due presidenti contendenti stringersi la mano ad un tavolo di trattative, come in ogni guerra succede, prima che le distruzioni di vite umane e di città lasci un deserto, sul quale sarà difficile, per tanti anni, che i due popoli riprendano a non odiarsi.

Invece, i presidenti festeggeranno a modo loro, uno di avere i muscoli, l’altro di essere più muscoloso.

In tutto questo, in Italia vedremo l’ultima metamorfosi di quelli che si considerano gli eredi di quello che fu il più grande partito comunista di Occidente, il PCI.

Quello che è stato un riferimento internazionale, nel secolo ventesimo, dei movimenti e delle lotte dei popoli che volevano liberarsi del colonialismo e dell’imperialismo allora preponderante, rimane un fantasma, non più di una brutta fotocopia di allora.

Del grande sogno di costruire una Europa indipendente dai blocchi, portatore di pace e di grandi ideali di convivenza tra popoli, ormai si sono schierati insieme alle nazioni dell’ex blocco sovietico, portatori di interessi nazionalisti, quando non xenofobe, e desiderosi di farla pagare al loro vecchio padrone.

Qualcuno afferma che è finito un periodo relativamente tranquillo in Europa e si rischia di tornare alle guerre tra Stati.

Le prime avvisaglie ci sono, il grande riarmo della Germania, che ritornerà la grande potenza che fu, portatrice delle tragedie del ventesimo secolo, dovrebbe aprire gli occhi a tutti, invece di fare a gara a chi si arma di più.

Con l’assillo della tragedia dei cittadini ucraini, si sta scivolando verso un riarmo generalizzato, a scapito degli investimenti, che verranno ridotti.

I fondi necessari per le popolazioni, per la salute, l’ambiente, la scuola, i vecchi e i giovani, saranno spesi in strumenti di morte, in nome della paura e della difesa degli ideali di guerre tra popoli.

Gli eredi di un glorioso passato, ormai invece di essere tramite per una trattativa tra i contendenti, si schierano apertamente da una parte e abbandonando il loro vecchio elettorato.

Così rischiando per l’ennesima volta, con il loro realismo, di perdere una parte dei loro elettori, che come la maggioranza degli italiani non vogliono entrare in guerra, non vogliono maggiori spese in armi, non vogliono partecipare alla mattanza.

Si può essere così masochisti?

Chi non è d’accordo su queste scelte improvvide viene indicato come nemico degli ideali occidentali, che non sempre sono un esempio luminoso, basta leggere la storia degli ultimi 70 anni.

Che sia l’intellettuale, che paventa una guerra nucleare, che siano le grandi organizzazioni, tipo Anpi o il sindacato, indicati come schierati con il nemico, derisi, scherniti perché rappresentano la vera sinistra, quella rimasta ancora ai vecchi ideali, a lottare per un modo di popoli in pace.

Una falla contro l’unanimismo guerresco di chi governa il paese.

Si chiede ai russi di ribellarsi al loro presidente, si mettono alla berlina i dissidenti in Occidente.

C’è qualcosa che stona, i valori di democrazia, libertà, non si accettano quando non si è dalla parte dell’imperatore dell’ovest.

Occorre ritornare sulle piazze, tutti uniti per un grande movimento che fermi le guerre, senza se e senza ma!

Francesco Martino