La voce di Afrodite

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Lo spettacolo “Afrodite. La leggenda secondo una donna”, ispirato al poema omonimo di Maria Marchio, è stato definito dall’autrice come “una poesia visiva-musical che porta con sé un messaggio di pace e di speranza e lancia alle donne un invito alla sorellanza e alla comunione.” Per una sera il palco dell’Auditorium comunale “Unità d’Italia” di Roccella Jonica e il palco del teatro “Palazzo della Cultura” di Locri, si sono trasformati in uno spazio sospeso tra la fantasia e la storia.

Una voce narrante calda e carezzevole, una musica in grado di suscitare forti emozioni e i gesti armonici e sinuosi di ballerini e ballerine hanno donato nuova vita al mito di Afrodite, dea greca della bellezza e dell’amore.

Lo spettacolo “Afrodite. La leggenda secondo una donna”, ispirato al poema omonimo di Maria Marchio, è stato definito dall’autrice come “una poesia visiva-musical che porta con sé un messaggio di pace e di speranza e lancia alle donne un invito alla sorellanza e alla comunione.”

Per una sera il palco dell’Auditorium comunale “Unità d’Italia” di Roccella Jonica e il palco del teatro “Palazzo della Cultura” di Locri, si sono trasformati in uno spazio sospeso tra la fantasia e la storia, in cui il suono aulico di versi poetici decantati da una voce femminile fuori campo, ha creato negli spettatori da una parte una sensazione di piacevolezza e di pace, ma dall’altra ha prodotto inquietudine e si è rivelato essere un vero e proprio invito alla riflessione.

Ascoltando la narrazione delle azioni di Afrodite e lasciandosi coinvolgere dal suo desiderio, fino ad oggi sempre infranto, di ricreare la sorellanza tra le donne e di renderle demiurghe della pace sulla terra, non si è potuto non provare un disagio al pensiero di come violenza, sopraffazione e guerre abbiano guidato sin dall’antichità l’agire umano. La rappresentazione visiva ha mostrato come Eris, dea della discordia, ha sempre contrastato Afrodite ed è sempre riuscita a distruggere il prezioso lavoro che quest’ultima ha meticolosamente svolto nel creare armonia tra le persone. Anche quando la dea della bellezza pensava di essere riuscita nel suo intento di dare forma concreta al suo progetto di originare bellezza e concordia tra le genti, Eris ha facilmente e drammaticamente strappato i fragili legami d’amore tessuti dalla rivale. Tale progetto da  100 donne che liberati 100 schiavi, con loro son partite dalla loro Locride in Grecia, per approdare in Calabria  fondando  Locri Epizefiri, città  che mise  al bando le guerre, annientata poi da Tifeo, dopo di lui cominciò “la caccia alle streghe” iniziata con l’uccisione di  Ipazia, donna di scienziata e filosofa, su cui Afrodite aveva riposto le sue ambizioni, barbaramente uccisa nel 414 ad Alessandria d’Egitto “in nome di un Dio maschile”. 

I versi del poema, ricchi di pathos e sentimento, hanno più volte sottolineato come la dea greca, mai rassegnatasi, abbia sempre continuato a cercare donne a cui affidare la sua missione di pace. 

Le parole scritte da Maria Marchio hanno, però, ugualmente messo lo spettatore di fronte alla cruda realtà del nostro tempo: troppe donne, ragazze e bambine vengono ancora oggi picchiate, stuprate, maltrattate; troppe armi vengono costruite per alimentare le guerre; troppe persone innocenti sono costrette a scappare dalla loro casa.

Per un fortunato caso, lo spettacolo “Afrodite. La leggenda secondo una donna”, è stato rappresentato a teatro proprio nella settimana di novembre durante la quale si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La messa in scena dell’opera è divenuta dunque l’occasione per ribadire la necessità di proferire un impegno continuo e costante di persone comuni e istituzioni, per costruire una società in cui la parità dei sessi non sia più una chimera e dove le donne non rischino continuamente di subire ogni forma di violenza, anche da parte degli uomini che avevano loro giurato amore. E proprio a una donna speciale, Patrizia Toscano, è stata dedicata la performance di tutto il cast.

Il mondo della cultura e dell’arte, anche in questo caso, ci ha mostrato come la trasfigurazione della realtà sia in grado di rappresentare la crudezza degli eventi meglio della cronaca dei fatti stessi. L’arte è, infatti, in grado di far affiorare emozioni e di illustrare con i gesti, i colori e i suoni la “mostruosità” del comportamento umano. E la stessa arte è stata in grado di far emergere la profonda dissonanza tra il mondo armonico e placido desiderato da Afrodite e quello violento realizzato dagli esseri umani. Ancora una volta, è stata la sensibilità e la creatività delle donne a regalare agli spettatori dello spettacolo una cornice visiva che ha reso più vividi e suggestivi i versi recitati.
Cento artiste di tutto il mondo hanno infatti illustrato l’opera di Maria Marchio e tali raffigurazioni sono state virtualmente riprodotte durante la messa in scena dello spettacolo, divenendo coreografia del medesimo. L’espressività dei volti e la forza dei colori, hanno accompagnato il movimento flessuoso dei danzatori e hanno creato una piacevole e coordinata combinazione con i bellissimi costumi dei trampolieri.

In conclusione, si può dire che la poesia visiva-musical ha trasportato i fortunati spettatori di Roccella Jonica e di Locri in una sorta di sogno, in cui la suggestione emozionale è stata in grado di stimolare anche la capacità di riflessione. Come ha giustamente detto Sonia Patti nel presentare la rappresentazione, “Il mondo dell’arte in questo periodo storico ha la precisa responsabilità di promuovere una cultura di rispetto dell’altro, poiché nella differenza si può trovare non solo la ricchezza, ma anche la strada da percorrere, affinché questo mondo mossa essere realmente inclusivo”. Pensiamo che l’allestimento teatrale dell’opera di Maria Marchio sia assolutamente riuscito in questo scopo.

La grande partecipazione del pubblico allo spettacolo “Afrodite. La leggenda secondo una donna” ha, infine, mostrato come nella Locride, così come in tutta Italia, dopo quasi due anni di pandemia ci sia fame di cultura. 

L’instancabile attivismo dell’Associazione “La città del Sole”, ha dato concretezza al bisogno d’arte, sia con questo spettacolo che con altre iniziative realizzate insieme alla Regione Calabria, nell’ambito del progetto “Perché l’Arte Immaginazione e Creat(t)ività”. Afrodite è stata, quindi, solo una tappa di un lungo percorso artistico, che si sta mostrando in grado di coinvolgere i cittadini e le istituzioni sociali di un vasto territorio. Forse, seguendo l’esempio della dea della bellezza, questi artisti calabresi riusciranno spettacolo dopo spettacolo, opera dopo opera, a costruire uno spicchio di mondo caratterizzato da armonia e pace. 

Mariella Scopelliti