L’acqua sorgente di vita, i rifiuti distruttori dell’ambiente

196

Siderno e Melicuccà condividono situazioni simili in questo periodo. Tutti e due i comuni affrontano la questione dei rifiuti e sono al centro di uno scontro tra la Regione, la Città Metropolitana  e le associazioni dei cittadini organizzati.

Siderno e Melicuccà condividono situazioni simili in questo periodo.

Tutti e due i comuni affrontano la questione dei rifiuti e sono al centro di uno scontro tra la Regione, la Città Metropolitana  e le associazioni dei cittadini organizzati.

Da una parte le amministrazioni che decidono senza tenere conto della salute dei cittadini e dell’ambiente, dall’altra i cittadini che con assemblee e ricorsi cercano di bloccare scelte errate e che non risolvono i problemi della gestione dei rifiuti, basata su discariche e impianti di trattamento dei rifiuti.

Melicuccà è stata individuato come discarica per l’area della Piana, il sito individuato si trova a qualche chilometro e più in alto della sorgente Vina, un acquifero che fornisce acqua ai comuni vicini, tra cui Palmi, ma potrebbe soddisfare anche altri, compreso Reggio Calabria.

Appena scoperta la notizia, alcuni cittadini della zona che conoscevano bene il territorio per ricerche fatte precedentemente, chiedono a un geologo, che aveva scavato pozzi nell’area, di interessarsi al problema.

Questi informa sia il Sindaco di Reggio Calabria e alcuni consiglieri, ma anche l’allora Assessore regionale del rischio incombente di una scelta errata.

Non sembra che abbia sortito effetti.

“Esiste il fondato rischio che le acque della sorgente, nonché quelle della imponente falda confinata che si estende oltre il sito della sorgente, possano essere irrimediabilmente compromesse dalla presenza della discarica.” (dalla sua relazione).

La città Metropolitana chiede al CNR di fare uno studio, durato mesi che conclude una relazione di 102 pagine così:

“Pertanto, sulla base di quanto detto possiamo ritenere che le acque sotterranee o sacche idriche in prossimità dell’area di discarica possono interferire anche se in modo indiretto, con quelle che presumibilmente alimentano la sorgente del torrente Vina.”

Siderno, da anni, continua ad essere invasa da odori maleodoranti e tossici dal TMB di San Leo, con ripercussioni sulla vita e il benessere dei residenti di Siderno e Locri e anche Agnana.

Invece, di risolvere la situazione insostenibile creatasi, colpo di genio della Regione che decide che Siderno diventi un ecocentro e voilà invece di una linea di lavorazione, se ne trova quattro.

Qualcuno penserà così invece di avere una linea che tratti tutto il materiale, si distribuisce il lavoro su quattro e quindi meno veleni nell’atmosfera.

Al contrario le emissioni di sostanze nocive sono più che raddoppiate, da un massimo previsto di 300 Unità odorimetriche al metro cubo (UOE/mc), si arriva a un massimo di 680 UOE/mc.

La mobilitazione a Siderno di tante associazioni ha comportato che, anche i Commissari Prefettizi siano stati coinvolti e il Comune ha presentato un ricorso presso il Tar, contro le decisioni prese dalla Regione di ampliamento dell’impianto, malgrado il voto contrario del Comune.

Nel ricorso si obietta che tale scelta confligge con il piano regolatore del comune, c’è rischio di inondazione, esiste un vincolo paesaggistico, in zona agricola, vicino alle abitazioni.

Il comitato “Siderno ha già dato” appoggia il ricorso del Comune e quello di una famiglia residente a San Leo. Come al solito ci si scontra con scelte sbagliate dei politici, senza la salvaguardia dell’ambiente, che porta ricchezza e benessere.

Da una parte l’acqua che sgorga, fondamentale per la sussistenza della vita, dall’altra migliaia di rifiuti che emanano sostanze anche cancerogene nell’atmosfera e inquinano i torrenti.

Franco Martino