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L’atmosfera alvariana

In una foto scattata, a San Luca, un anno fa, penso a quanta vita c’era dentro e fuori quella casa che aveva dato i natali al più importante scrittore di Calabria.

 Walter De Fiores 

 Riguardo questa foto scattata un anno fa a San Luca dal mio amico fraterno Giovanni Ruffo. La riguardo con gli occhi lucidi. La riguardo e penso a quanta vita c’era. A quanta vita c’era in quella piazza, in quel giorno, sotto il sole e in mezzo al vento, nel quale gli studenti del Nord Italia, curiosi e attenti, ascoltavano le mie parole sulla vita e la storia di Corrado Alvaro e della sua famiglia. A quanta vita c’era dentro e fuori quella casa che aveva dato i natali al più importante scrittore di Calabria. A quanta vita c’era tra gli anziani del Sud e i giovani del Nord, tra i professori del Nord e gli operai forestali in pensione del Sud. Osservo questa foto e ritrovo un’atmosfera “alvariana”. Le rughe sui volti di chi quel paese l’ha vissuto e ne ha sofferto la povertà. La gioia nel vedere il suo paese popolato da ragazzi che vengono a scoprire chi del suo luogo ha narrato. Lo stupore e la meraviglia nei visi di chi non si aspettava quell’accoglienza e quella atmosfera, perché stordito dalle strumentalizzazioni di chi tenta di condizionare l’opzione pubblica per tornaconti di carriera.

Beh, ci vedo, appunto, la vita. Quella che raccontavo, quella che vorrei continuare a raccontare, quella che vorrei ritornare a vivere e far rivivere. Quella per cui vale veramente la pena lottare.

 

 

 

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