HomeattualitàLe eccellenze della sanità calabrese: lo studio radiologico di Siderno

Le eccellenze della sanità calabrese: lo studio radiologico di Siderno

In Calabria, c’è la tendenza a parlare sempre di ciò che non funziona, in particolare per quanto riguarda la sanità. Ma davvero in questa Regione non funziona nulla? Oppure si tende a mettere in evidenza più quello che non va; accantonando, invece, ciò che risulta essere positivo. Per rispondere a questa domanda, abbiamo deciso di compiere un percorso sulle eccellenze della sanità calabrese, partendo dallo studio radiologico di Siderno.

Lo Studio Radiologico nasce nel 1982, grazie all’iniziativa di quattro soci fondatori: Francesco Fiscer, Antonino Strangio, Pietro Crinò e Pasquale Migliaccio Spina, i quali decisero di investire nelle tecnologie diagnostiche e nella specializzazione del personale. Nel 1986, viene acquisito un apparecchio per la TAC, che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nell’ambito Medico. Inoltre, la selezione dei migliori professionisti disponibili, hanno rappresentato le mosse vincenti per fare giungere alle attuali dimensioni la struttura. Struttura che oggi conta circa 100 dipendenti, più 7 medici interni, due consulenti Anestesisti, ed 11 consulenti Radiologi e molto altro ancora. A disposizione dei pazienti, vi sono due diagnostiche di Radiologia convenzionale; tre apparecchi per la RM (uno da 1,2 Tesla, uno da 1,5 Tesla ed uno da 3Tesla); un apparecchio TC Multislice 64 strati in un cm; una sezione dentale per lo studio delle patologie dell’apparato masticatore, una sezione di senologia, un apparecchio per la MOC, quattro apparecchi ecografici e un reparto di Fisioterapia che si avvale dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. Tutti gli apparecchi elencati sono di ultimissima generazione ed il top della gamma per il loro genere. Nessuna struttura in Calabria e pochissime in Italia, possono contare, raccolti nello stesso luogo, una concentrazione di tecnologie, professionalità ed esperienza dello stesso livello.

Per conoscere, a fondo, l’anima di questo centro, fiore all’occhiello della sanità calabrese, ecco le domande poste a Isidoro Napoli, Anestesista Rianimatore e Medico del Dolore, presso lo studio radiologico di Siderno.

Dottore, qual è il suo ruolo all’interno dello studio radiologico

Sono Anestesista Rianimatore e Medico del Dolore. Con questa qualifica ho iniziato la mia collaborazione allo Studio Radiologico. intorno alla metà degli anni ‘80.
Tutto nasce con l’acquisizione, da parte dello Studio, dell’apparecchio per la esecuzione della TAC (Tomografia Assiale Computerizzata, oggi solo TC perché le immagini non sono più soltanto assiali ma in tutte e tre le direzioni dello spazio) la seconda nella nostra Regione, dopo quella degli OO.RR. di Reggio Calabria. L’utilizzo dei mezzi di contrasto iodati, rendeva necessaria la presenza di un Medico dell’emergenza per garantire ai Pazienti, la necessaria sicurezza rispetto ai potenziali eventi avversi che si potevano verificare. Da circa sette anni, ha iniziato la sua collaborazione allo Studio, il dottor F. Adamo, già direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Locri. Insieme svolgiamo il nostro incarico quali Anestesisti e insieme a questo, cerchiamo di rappresentare la figura Medica in un luogo frequentato quotidianamente da 4/500 Persone.
Ci interfacciamo con i Pazienti e con i loro Medici, valutiamo per ogni singolo Paziente l’adeguatezza della richiesta e la coerenza delle condizioni cliniche con la procedura richiesta, insieme ai Radiologi. Più, recentemente, mi è stato affidato l’incarico di Direttore Sanitario.

Quali sono i punti di forza che differenziano questo studio radiologico e lo rendono un punto di riferimento nella Locride e non solo?

Lo Studio Radiologico, nel corso degli anni, si è caratterizzato per avere sempre messo al primo posto, la qualità delle prestazioni che andava erogando ai Cittadini-utenti.
Come dicevo sopra, la metodica di diagnostica che prevedeva l’utilizzo della Tomografia Computerizzata, all’inizio degli anni ‘80, non era molto diffusa. In Calabria c’era una TAC agli OO.RR. a Reggio, grazie alla presenza del Professore Del Vivo, Neurochirurgo e del Professore Ruggiero, un Neuroradiologo. Allo Studio si capì l’importanza straordinaria che avrebbe avuto nella diagnostica per immagini. Quella intuizione fu la linea guida seguita nel corso di questi quarantacinque anni. Sempre il massimo nelle tecnologie e sempre il massimo nelle professionalità.
È stata una strategia vincente sotto ogni profilo. Soprattutto per i Cittadini della Locride e della Calabria, che hanno avuto a disposizione un servizio di elevata qualità. In netta controtendenza con l’andamento del servizio sanitario, sia a livello regionale che nazionale.

In questi anni quali sono stati i momenti più difficili da affrontare?

Non c’è dubbio che un’azienda così strutturata e radicata, difficoltà, lungo il proprio cammino, ne ha incontrate. Qualche ostilità deve averla suscitata. Due momenti, a mio parere sono stati particolarmente difficili. Il primo è stato l’inchiesta, ed il successivo processo, su presunti doppi pagamenti di fatture. Durato sette lunghi anni, si è concluso con il dispositivo della sentenza, letto dal Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria, che per ben cinque volte ribadisce l’assoluzione degli imputati perchè “il fatto non sussiste”!
Vengono in mente amarissime riflessioni. Nella nostra Terra, un’azienda che produce un Servizio Sanitario, necessario per migliaia di Pazienti, di comprovata eccellenza, con un centinaio di famiglie a cui è garantito il Lavoro, con un indotto non indifferente, visto che a Siderno arrivano Pazienti da tutta la Calabria e dalla Sicilia orientale per prestazioni di diagnostica per immagini, ha dovuto subire tutto ciò.
Non è stato facile. Soprattutto per le Famiglie dei dipendenti che hanno vissuto, per mesi, senza stipendio e con l’incubo della perdita del posto di Lavoro. Eppure, lo Studio è passato da quella tempesta, senza avere fatto ricadere sui Cittadini, nessun prezzo in termini di disservizi. Ottenendo in cambio un enorme manifestazione di solidarietà. Il secondo momento difficile è stato durante la pandemia da Covid-19. Questo è stato un momento difficile, ma esaltante. A fronte di servizi, anche sanitari, che venivano, indebitamente, sospesi, con gravissimi disagi per i Cittadini, lo Studio Radiologico non ha sospeso la propria attività neanche per un giorno. È stata garantita la routine e non solo gli esami in emergenza. Assicurando a tutti, personale compreso, il massimo dei controlli per limitare il contagio.

Quali sono i servizi di punta o le prestazioni eccezionali che i cittadini possono trovare qui a Siderno senza dover viaggiare?

Non credo si possa fare una graduatoria. In questo ambito, ogni quesito diagnostico è importante. E le risposte sono, o meglio ci sforziamo di darle, considerando che tutti i quesiti sono importanti. Avere a disposizione quattro macchine per la RM tra cui una 3Tesla, una TC Revolution della quale un’altra soltanto in Italia, apparecchi ecografici di ultimissima generazione, ma soprattutto un team di Radiologi e Tecnici altamente qualificati, ci permette di assicurare la massima garanzia di qualità in tutti i settori.

Qual è l’impatto di una struttura diagnostica avanzata come questa sulla qualità della vita e della salute pubblica delle persone?

Per rispondere a questa domanda, le dico l’impatto che ha avuto l’arrivo della diagnostica TC per me, come Anestesista Rianimatore. Negli anni ’80, chi svolgeva attività nell’emergenza, più volte in una settimana si trovava costretto a trasferire Pazienti critici, negli ospedali di II livello, Reggio, Catanzaro o Cosenza, se non fuori Regione. Ciò comportava disagi per il Personale sanitario ma soprattutto per i Pazienti che si dovevano sobbarcare viaggi piuttosto pesanti in una realtà dove la mobilità, a causa di un sistema viario obsoleto, per usare un eufemismo, è piuttosto precaria. L’arrivo della TC a Siderno ha rivoluzionato questo aspetto. Ma ha messo i Cittadini di questo comprensorio e dell’intera provincia, sullo stesso livello dei Cittadini delle zone più fortunate del Paese. L’evoluzione tecnologica della diagnostica per immagini ha rivoluzionato le Medicina ovunque, tanto più in un’area del Paese, storicamente più fragile.

Quanto tempo viene dedicato all’ascolto e al colloquio con la paziente prima e dopo l’esame diagnostico? E, quanto è difficile, dare delle brutte notizie?

In ogni branca della Medicina, la storia clinica del Paziente, l’anamnesi, rappresenta un passaggio importante ai fini di un corretto percorso diagnostico. In funzione di ciò, da anni abbiamo avviato un tentativo di collaborazione con i Medici di famiglia. All’atto della prenotazione, inviamo ai Pazienti un questionario compilando il quale, il Medico di Famiglia, ci racconta le notizie più rilevanti dello stato clinico del Paziente.  Una volta giunti allo sportello per l’accettazione, ogni Paziente che necessita di un approfondimento anamnestico, ha a sua disposizione un Medico, in genere il sottoscritto o il collega Adamo, ma anche uno dei Radiologi dello Studio. Uno dei passaggi più complicati e dolorosi è dare informazioni negative ai Pazienti o ai loro familiari. So che, oggi, nelle Università, gli studenti partecipano a corsi di formazione sulla comunicazione con i Pazienti. Tuttavia, non credo esista un criterio universale buono da essere applicato in tutte le circostanze. Ne l’anzianità di servizio ti dà la necessaria corazza. Dipende molto dalla capacità di creare una relazione empatica. In ogni caso è sempre difficile e doloroso.

Umanamente cosa rappresenta per lei lo studio radiologico?

Credo di poter dire che sono stato fortunato col Lavoro. Subito dopo la Laurea ho iniziato la mia esperienza all’Ospedale di Siderno. Li ho avuto il privilegio di incontrare grandi professionisti. Non faccio nomi per non rischiare di dimenticare qualcuno. È stata un’esperienza davvero molto ricca, professionalmente ed umanamente. Altrettanto posso affermare per ciò che riguarda l’esperienza che sto vivendo, da qualche decennio, qui allo Studio Radiologico. Ho avuto la possibilità di crescere professionalmente e di avere un grande supporto, per le iniziative umanitarie nelle quali sono impegnato. Lo Studio mi ha sostenuto nell’ apertura di diversi Ambulatori in giro per il mondo e, non ultimo, quello di Riace. Inoltre, allo Studio è sempre aperto un canale per chi non possiede alcuna risorsa. Per me, sono fatti di grandissima importanza.

Si parla spesso di cattiva sanità. Secondo lei, quale la prima azione da fare nella sanità calabrese?

Tre decenni di de finanziamento della Sanità, non potevano che portare al punto in cui siamo. Alla fine del secondo conflitto mondiale, il Welfare universalistico e gratuito, ha rappresentato la geniale intuizione che ha reso la qualità della vita dei Cittadini Europei, la migliore in assoluto rispetto ai cittadini del resto del mondo. Con gli anni ’80 è iniziato il processo di scientifico smantellamento. Il “mercato” si è ripreso ciò che gli era stato sottratto democraticamente e costituzionalmente. Sanità ed Istruzione sopra ogni altro servizio. Oggi, soprattutto dopo la sciagura della pandemia, ci si sarebbe aspettato un’inversione di tendenza, verso il recupero cioè, degli indirizzi sanciti nelle Costituzioni nate dopo l’orrore della guerra. Al contrario di come ci si sarebbe aspettato, mentre il bilancio della Sanità continua ad essere gravemente sottodimensionato, quello delle spese per il riarmo viene paurosamente incrementato. Una follia generalizzata.
Ma per tornare alla sua domanda, elenco soltanto tre priorità, che ovviamente, non esauriscono la tematica.
Il rifinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per assicurare la copertura dei posti resisi vacanti negli ultimi decenni grazie al demenziale blocco del turnover e l’adeguamento con le più moderne tecnologie, non solo in alcuni centri, ma diffusamente nel territorio per evitare là condanna delle lunghe ed estenuanti liste d’attesa. Un adeguato finanziamento delle Università che garantisca l’adeguata formazione del personale sanitario.
Il ripristino della Medicina del territorio e di prossimità ai Cittadini.
Vasti programmi, avrebbe detto il Generale De Gaulle.
Nell’epoca in cui si finanziano le fabbriche delle armi, mi pare ci sia una netta incompatibilità con le tre priorità che ho sopra elencato.
La Politica dovrebbe riprendere il proprio ruolo. Ma non vedo segni che inducano a pensare positivamente.

Cosa si augura, quindi, per lo studio radiologico e per la sanità calabrese?

Per la Sanità Calabrese, valgono le cose già dette.
Per lo Studio Radiologico, mi auguro che continui ad essere e si potenzi come punto di riferimento per i Cittadini Calabresi. Veda, lo Studio Radiologico è indubbiamente, una struttura privata. Tuttavia, nel corso di questi quattro decenni, si è connotato come “bene pubblico”. Vorrei che continuasse ad essere percepito come tale, un bene pubblico!

Quali saranno i prossimi progetti, dello studio radiologico?

Il primo obiettivo che impegna le giornate di chi opera, a tutti i livelli, allo Studio, eè mantenere alti gli standard delle prestazioni. Noi non siamo solo operatori del Servizio Sanitario, siamo anche Cittadini e, nostro malgrado, anche utenti di questo servizio. Pretendiamo alta qualità per i servizi di cui usufruiamo, quindi abbiamo il dovere di garantirli anche a chi si rivolge a noi. Stiamo lavorando ad un nuovo ed ambizioso progetto: l’avvio di un Poliambulatorio specialistico. Il nostro intento è quello di fornire risposte ai Pazienti, anche dopo la fase sella diagnostica, qui, nel nostro territorio. Cercare di limitare, per quanto possibile, il ricorso alla migrazione sanitaria. Vorremmo realizzare questo progetto, senza entrare in competizione con realtà già esistenti. La competizione è sana nel mercato. Ma la salute non è una merce. Rispettiamo ed apprezziamo le realtà già presenti. Vorremmo provare a dare risposte in ambiti dove ancora queste risposte non ci sono. Avremo modo di riparlarne.

 

 

 

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