L’hip hop autoriale di Dargen D’Amico: musica senza musicisti!

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Dargen D’Amico è un artista che ha saputo rivoluzionare il panorama musicale italiano, in particolar modo la cultura Hip Hop, grazie al suo stile poliedrico fuori da ogni tipo di confine stilistico. La sua penna non si ricarica mai di banalità, ma di studio e innovazione di ciò che lui stesso ha scherzosamente definito “cantautorap”.

Controverso e spesso incompreso, Dargen D’Amico è un artista che ha saputo rivoluzionare il panorama musicale italiano, in particolar modo la cultura Hip Hop, grazie al suo stile poliedrico fuori da ogni tipo di confine stilistico.

La sua penna non si ricarica mai di banalità, ma di studio e innovazione di ciò che lui stesso ha scherzosamente definito “cantautorap”, anche se il genere su cui poggia non è facilmente definibile.

Partito da “3 MC’s al Cubo” (1999) con il collettivo Sacre Scuole, formato dallo stesso Dargen insieme a Jake la Furia e Guè Pequeno, si è sempre distinto per le sue capacità liriche sperimentali e taglienti, spesso riempite di figure retoriche con cui è riuscito (e riesce ancora oggi) a dare un punto di vista nuovo alla stesura dei testi. 

L’esordio solista avviene solo nel lontano 2006, con la realizzazione del primo capolavoro “Musica senza musicisti”, pubblicato per la sua etichetta indipendente “Giada Mesi”. 

Seppur ricoperto da un’ironia che caratterizza da sempre il personaggio, il disco rende Dargen il primo artista a intraprendere la strada dell’”Hip Hop autoriale”, sviscerando tematiche sociali con un punto di vista completamente nuovo. 

In un’intervista il cantautore ha definito il suo lavoro come “un disco nato per non essere ascoltato”, poiché era ben consapevole che la sua sperimentazione non avrebbe trovato una definizione precisa all’interno del mercato.

Il brano di apertura “Signora del Lago” spiega esattamente l’intenzione dell’autore e ciò che il disco vuole rappresentare. 

Bisogna dire la verità sulla propria musica

Questa non è musica da luogo di cultura

Col posto a sedere non cedibile

Questa è musica da giovani, capisci?

Ascolti con le cuffiette, tra te e te

Questa è musica senza musicisti.

La ascolti dove vuoi, quando vuoi

È una musica…

I giovanotti si ascoltano questa musica

Te la ascolti tra te e te, mentre fai altre cose, più cose insieme

È poco impegnativa

È la sua peculiarità

Questa è musica senza musicisti, capisci?

Una delle prime tematiche sociali viene approfondita nel brano “Ricollocamento di un Operaio”, uno storytelling di una vera e propria conversazione tra due personaggi, che si confrontano sulla vita operaia e sulla lotta di classe. Dargen ha definito il concetto che sta dietro al brano, che risulta ancora oggi incredibilmente attuale:

“Non credo che il lavoro in fabbrica nobiliti un uomo singolarmente. Diverso è il discorso per la collettività operaia. Io ho sempre sbavato per la forza di vivere degli operai, specialmente per quelli che lo fanno oggi che è svanita qualsiasi speranza, oggi che è caduto per terra il lecca-lecca della lotta di classe e nessuno ha più il coraggio di rimetterlo o di rimetterselo in bocca”. Dargen D’amico a “Rumore”.

C’è sempre una voce narrante che accompagna il disco, che cambia e spesso lascia dei punti di domanda sui racconti e la forma che vogliono acquisire, quasi come se fosse la coscienza dell’autore e dei vari personaggi che interpreta. Un esempio può essere il brano “Variazioni sul tema Via Lessona”, in cui Dargen interpreta quattro delinquenti approfondendone lo stile di vita e il modus operandi. 

Tematica immancabile nella poetica di Dargen D’amico è sicuramente l’amore in tutte le sue forme, come nel brano “Lo Amore per Tutti”, dissociandosi dal classico “maschio alpha” tipico degli autori Rap creando un ritratto di un uomo sicuramente più dedito al sentimentalismo, ma allo stesso tempo più complesso. 

“Io mi do da fare per capire gli altri e sentirne l’odore. Non scatto le foto col cellulare, perchè ti trovi continuamente la marca del cellulare davanti agli occhi e ti distrai, non capisci bene cosa stai fotografando. Le religioni sono foto sul cellulare. In altre parole: l’Amore è la via. Cristo solo questo voleva dire e la Chiesa, invece, ne ha santificato le lenzuola e gli orpelli”. Dargen D’Amico a “Mood Magazine”.

In questo brano l’autore tocca inoltre il tema dell’uguaglianza, a cui è molto legato:

Ah no?

Mescoliamo le nostre benevolenze

I fiorentini con le canadesi

Iraniane con le polacche

I portoricani con le srilankesi

Amici di amici, one love

Piantiamola di tenerci il muso

Comincio io, pregiudizi non ne ho

Ho solo questi glam, glam, glam

Maledettamente…

Musica senza Musicisti tocca tematiche di ogni tipologia, dal sociale al politico fino all’economico, l’amoroso e il filosofico, sviscerando ogni argomento con l’intento di lasciare un messaggio. 

Tutto si unisce in un racconto fatto di ironia, retorica e consapevolezza, analizzando le forze e le debolezze della società civile in maniera “strana” e ambigua, come se volesse che l’ascoltatore capisse a metà. 

L’esordio di Dargen con questo disco sottolinea e mette in evidenza la sua unicità, quel “modus scrivendi” che lo accompagna da quasi 20 anni, che riempie la sua musica di una poetica mai esplorata prima e che, forse, non verrà mai compresa fino in fondo.

Piergiorgio Greto Melia