Lettera aperta ai Presidenti Occhiuto, Cirillo e al Sindaco Cannizzaro sulla complessa storia del plesso scolastico di Gioiosa jonica tra promesse e nodi catastali ancora irrisolti.
Vito Pirruccio
Egregi Presidenti e Sindaco, come appassionato di problemi scolastici ho seguito da vicino la vicenda, ormai più che decennale, della realizzazione del Liceo Scientifico ad Indirizzo Sportivo di Gioiosa Jonica. Una struttura scolastica che attende da anni di essere corredata da un complesso di strutture per la Pratica Sportiva, ma che, ad oggi, non è dotata neanche di una palestra. C’è un provvedimento di indirizzo per la realizzazione di un palazzetto dello sport ripreso ed emanato, a distanza di tempo dall’iter avviato nel primo decennio del 2000 dall’allora assessore provinciale dott. Antonio Scali, a fine consiliatura dalla Città Metropolitana a guida centrosinistra, ma che, ancora, stenta di tradursi in un cronoprogramma preciso per la realizzazione dell’opera. Tuttavia, aspettiamo fiduciosi.
Nel seguire la vicenda amministrativa del liceo gioiosano e andando a ritroso nel tempo per accertare come nasce l’idea di realizzare nell’area ex-ARSAC (Ex-Opera Sila) le strutture destinate ad edifico scolastico e strutture sportive annesse, mi sono imbattuto nella Riforma Agraria di Fausto Gullo e alle sue vicissitudine che l’hanno vista, fin dal suo avvio, svuotata di significato fino a perdersi nel mare magnum delle vicende della Cassa del Mezzogiorno e, dopo lo scioglimento della CASMEZ, della gestione della Regione Calabria.
Sul territorio della Vallata del Torbido l’intervento della Riforma Agraria ha interessato una superficie immensa di Ha 63.446.70, equivalente a 63 campi di calcio regolamentari, di proprietà del barone Macrì espropriata per l’assegnazione ai contadini. Ma, viste le vicende per come si sono sviluppate e che ho cercato di delineare in due articoli pubblicati su “Riviera”, i veri destinatari, cioè i contadini, hanno visto solo le briciole.
L’area sulla quale è stato insediato l’edificio del Liceo Scientifico ad Indirizzo Sportivo fa parte proprio di alcune particelle (Circa 7 ettari ridotti a poco più di 5 a seguito di opere realizzate negli anni dal Comune di Gioiosa Jonica) provenienti dalla Riforma Agraria e finalmente definite nel 2022 con sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria (A seguito di contenzioso avviato dall’ARSAC) di proprietà della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Siccome la ricerca si era arenata davanti a un interrogativo, a mio avviso dirimente, su quale fosse effettivamente l’espansione dell’area sulla quale insediare le strutture di completamento del realizzando Liceo Scientifico Sportivo, ho rivolto alla Città Metropolitana di Reggio Calabria (Ente proprietario) e all’ARSAC (Agenzia assegnataria della gestione per una lunga fase dei terreni espropriati dalla Riforma Agraria degli anni ’50) di mettermi a disposizione come attività di studio quali partite catastali sono state eventualmente cedute a privati o a soggetti che operano in veste di privato sociale, per conoscere se le scelte, finora, operate a favore dei privati abbiano impattato o meno e in che misura sulla realizzazione della strutture di completamento del Liceo Scientifico Sportivo.
A questa specifica richiesta la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha trasmesso la documentazione già in mio possesso (es. Deliberazione della Regione Calabria di trasferimento dei compiti e della funzione dalla Regione alla Città Metropolitana e altro materiale sempre legato al trasferimento della proprietà e della gestione da parte della Regione Calabria), ma nulla di eventuali atti di trasferimento a diverso titolo a privati precisando che “qualora la documentazione trasmessa non risultasse completa rispetto alle aspettative dell’istante, si precisa che sono stati forniti tutti gli atti reperiti negli archivi dell’Ente relativamente all’oggetto della richiesta”. In pratica, la Città Metropolitana ha precisato che non esistevano atti di propria emanazione a favore di privati.
L’ARSAC, invece, alla richiesta di rilascio della documentazione informatica di accesso civico generalizzato ha dato riscontro trasmettendo la documentazione inerente i rapporti dell’Agenzia con la Regione Calabria e il Comune di Gioiosa Jonica e per quelli riguardanti i privati ha tenuto a sottolineare che per gli “atti inerenti a procedure di alienazione a terzi privati (L.R. 10/2000) o a posizioni soggettive specifiche, non può essere perseguita mediante l’Accesso Civico Generalizzato. Tali atti rimangono accessibili esclusivamente dietro formale attivazione dell’Accesso Documentale ex Legge 241/1990, previo accertamento e dimostrazione in capo al richiedente di un interesse diretto, concreto e attuale giuridicamente tutelato”.
A tal fine, ho riformulato la richiesta evidenziando che per la ricerca e l’attività di studio della vicenda era indispensabile conoscere eventuali atti di cessione a terzi privati, anche per verificare, dal punto di vista del completamento dell’iter di studio seguito, se eventuali terzi rispondevano ai requisiti posti dalla Legge di Riforma e alla Legge Regionale n. 10 del 3 marzo 1990 “Affidamento all’Agenzia regionale per lo sviluppo e per i servizi in agricoltura (ARSSA) delle attività relative ai beni immobili di riforma fondiaria” che all’art. 2 precisa: “Ferme restando le disposizioni contenute nell’art. 10 della legge 30 aprile 1976, n. 386, i fondi espropriati ed assegnati ai sensi delle leggi 12 maggio 1950, n. 230 e 21 ottobre 1950, n. 841, i quali abbiano mantenuto la destinazione agricola o con prescrizioni di inedificabilità in base ai vigenti strumenti urbanistici, possono essere alienati esclusivamente, a coltivatori diretti, ad altri manuali coltivatori della terra il cui nucleo familiare abbia una forza lavorativa non inferiore ad un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo medesimo, oppure a giovani agricoltori che non abbiano ancora compiuto 40 anni, secondo quanto stabilito dal Regolamento CE n.950/97, così per come disposto dal punto 2, art. 1 della legge 15.12.1998, n. 441. Possono essere altresì rilevati dall’ARSSA per essere ridestinati a operazioni di riordino e/o di ricomposizione fondiaria”.
Alla nuova riformulazione della richiesta, l’ARSAC dava riscontro negativo con la seguente sottolineatura: “… Pur confermando la massima considerazione per lo spirito civico che anima il Suo lavoro, si informa che, a rigore di norma e allo stato attuale dell’istanza, non sussiste in capo all’Amministrazione un obbligo di consegna della documentazione richiesta. Il rilascio di atti che toccano la sfera giuridico-patrimoniale di terzi privati, in assenza dei presupposti soggettivi inderogabili previsti dalla Legge 241/1990, esporrebbe l’Amministrazione a precise responsabilità in materia di protezione dei dati personali”.
È chiaro che il sottile appiglio giuridico, che, comunque, sottintende una intuitiva risposta, stimola lo scrivente a chiedere ai Presidenti e al Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, di voler fare chiarezza sulla vicenda dell’area in questione solo residualmente, ormai, destinata a soddisfare l’interesse pubblico. È doveroso, secondo me, fare chiarezza per il rispetto che si deve agli alunni del Liceo Sportivo di Gioiosa, alle famiglie, al personale scolastico e alle collettività interessate privilegiando la trasparenza ed evitando che il ricorso alla privacy faccia da foglia di fico per coprire, nel nostro caso, la ricerca della verità storica.
In Italia la sfiducia nelle istituzioni e nella legge viene da lontano e trova la straordinaria sintesi nella famosa confessione giolittiana: “Con gli amici la legge si interpreta, con gli avversari si applica”. Nella vicenda in questione non ci sono naturalmente né amici né avversari, ma mutatis mutandis la tutela della trasparenza nell’uso e nella gestione della cosa pubblica non può essere solo questione di dialettica giuridica.
Mi auguro di trovare nelle SS.LL. quella sensibilità necessaria capace di rimuovere gli appigli di privacy che frenano la ricerca storica e, nel caso in esame, impediscono di fare piena luce su una vicenda certamente marginale rispetto alla Riforma Agraria del Ministro dei Contadini, ma che contiene nel suo piccolo gli stessi germi alla base del suo fallimento.
Mi affido, pertanto, alla Loro sensibilità e attendo fiducioso.
Distinti saluti professore Vito Pirruccio


