Liotta e Mazzone regalano un altro romanzo ironico e riflessivo

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“Ho scritto Tano sulla sabbia” è il nuovo libro scritto da Beppe Liotta e Loredana Mazzone, edito da Corsiero Editore. Si tratta di Una storia paradossale che mette in risalto le vere pecche di questi tempi. Abbiamo intervistato i due scrittori per conoscere dietro le quinte della nascita del loro nuovo romanzo.

 Sono da quattro anni, da quando ho letto il loro ultimo romanzo “L’amore al tempo dei Voucher” che chiedo ai miei amici Beppe e Loredana, lui siciliano di Acireale; lei calabrese di Mammola, quando scriveranno il prossimo libro. La loro scrittura semplice e autentica, sempre con un insegnamento dietro ogni pagina mi ha conquistata e, così, quando è arrivato il loro nuovo libro “Ho scritto Tano sulla sabbia”, non hanno deluso le mie aspettative. Tano, pecoraio siciliano, ha il pallino degli affari, una volontà ferrea e un guru americano per amico, Vincent. Tra consigli consumati insieme a ricotte, sarà proprio Vincent a convincere Tano ad intraprendere la strada dell’’imprenditoria. A fare da cornice una spiaggia che, ben presto, suscita attenzioni impreviste e lo obbliga, in un crescendo di liti familiari e battibecchi con le autorità, a tenere testa alle istituzioni, chiamando a raccolta moglie e figli, per salvare l’onore e non solo.

Abbiamo intervistato i due scrittori, Beppe e Loredana, per conoscere dietro le quinte la nascita del loro nuovo romanzo.

Dopo 4 anni dal vostro ultimo romanzo, com’è nata l’idea di far nascere un personaggio come Tano?

Tano nasce da un ironico botta e risposta in riva al mare, sulla fantastica spiaggia di Santa Maria del Focallo, Ispica (Ragusa). La sabbia, poi, ha fatto il resto. L’apparente pausa di questi quattro anni, intervallata dalle partecipazioni a due progetti editoriali insieme al gruppo della Scuola di Scrittura ed Editoria di Cinzia Lacalamita, ci ha portato a voler scrivere, con ironia, delle contraddizioni che caratterizzano la nostra epoca.

Dalle prime pagine del libro “Ho scritto Tano sulla sabbia”, ho accostato il protagonista al Mastro Don Gesualdo di Verga, per il fatto che entrambi si sono arricchiti, partendo da zero. È giusto questo accostamento?

È normale che ogni lettore accosti il romanzo e Tano ai propri pensieri, idee o conoscenze. A parer nostro, per la maggior parte degli aspetti e per come si svolge la storia, parecchi sono i punti in netta contrapposizione con l’opera del grande Verga.

Chi è Tano?

È un furbo buono, che si adatta all’attuale società. Poiché è il denaro a smuovere tutto, Tano rincorre il successo economico per il benessere di sé stesso e per la propria comunità. Una storia paradossale che mette in risalto le vere pecche di questi tempi.

Quale messaggio pensate che il lettore debba percepire leggendo il vostro libro?

Nella stesura abbiamo voluto far passare diversi messaggi nei quali parecchi lettori potrebbero trovare un riscontro sulla base delle proprie esperienze. Quello principale è che non bisogna arrendersi di fronte alle difficolta e ai soprusi di ogni genere.

Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere la storia di Tano?

“Ho scritto Tano sulla sabbia” è un romanzo che mette in luce problematiche con cui chiunque può essersi scontrato, ma in modo ironico e divertente. Uno stimolo a riflettere.

Ci sarà un proseguimento della storia?

Siamo già al lavoro per ulteriori sviluppi. Come scritto nei ringraziamenti, continueremo a sfornare per voi!