Lo Zaleuco presente alla commemorazione per i caduti di Nassiriya

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Gli studenti Liceo Scientifico “Zaleuco” di Locri, sabato 13 Novembre, hanno partecipato, alla cerimonia di commemorazione ai caduti di Nassiriya. La commemorazione ha dato vita ad un confronto costruttivo tra gli studenti e il vescovo Francesco Oliva.

Un momento denso di emozioni quello vissuto, sabato 13 Novembre, dai ragazzi della classe V D del Liceo Scientifico “Zaleuco” di Locri, accompagnati dal Dirigente Carmela Rita Serafino e dalla professoressa Luisa Totino. Essi hanno partecipato, insieme ad altre rappresentanze scolastiche, alla cerimonia di commemorazione ai caduti di Nassiriya, tenutasi nell’omonima piazza. Tanti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e dell’Amministrazione locale, tra cui il sindaco Giovanni Calabrese e l’assessore alla Cultura Domenica Bumbaca. Un inizio suggestivo con la performance della “Banda della Città metropolitana di Reggio Calabria”, soprattutto durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli, accompagnato dalle voci dei bambini e dei ragazzi presenti. Le caratteristiche divise della banda sono una riproduzione fedele al reale decreto del 1841 che regolarizzava le bande musicali nel Regno delle Due Sicilie. La Reale Accademia Filarmonica di Gerace, grazie al prezioso lavoro del suo presidente Giacomo Oliva, ha riportato in auge tali uniformi, come rispettoso legame alla storia passata, utile a rileggere il presente. Altro momento emozionante è stato il posizionamento della corona d’alloro con il conseguente svelamento della stele in onore dei caduti, opera dell’artista Mariella Costa Un momento di forte raccoglimento accompagnato solamente dalle note del “Silenzio Militare Onore ai Caduti”. Un richiamo patriottico fortissimo, che in noi perdura di generazione in generazione, uno spirito nazionale che percorre la storia, attraverso eroiche cadute e traguardi sofferti. Fintanto che ci saranno le commemorazioni sopravvivrà ancora una coscienza civile, alimentata da quei valori di bene comune, collaborazione, sacrificio, capacità di ripartire, di entusiasmo collettivo, che hanno sempre contraddistinto il popolo italiano, specie nei momenti più bui. Ed è stato proprio uno di questi momenti che è stato ricordato durante la giornata: la strage di Nassiriya in Iraq, il 12 Novembre 2003. Un camion cisterna, pieno di tritolo, fece esplodere la base Maestrale, causando la morte di 12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 civili, tutti italiani. Durante la celebrazione liturgica, tenutasi nella chiesa di San Biagio, Sua Eccellenza Monsignore Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri – Gerace, appena insignito del premio Nassiriya per la Pace 2021, ha voluto ricordare, nome per nome, i caduti di quel giorno, sottolineando che “Senza sviluppo non ci può essere pace” e ancora” la pace viene incentivata dalla collaborazione”. E’ chiaro che la risoluzione dei problemi geopolitici di alcune parti del mondo non può e non deve passare attraverso l’uso delle armi, ma attraverso il dialogo e il confronto rispettoso ed edificante. Ognuno di noi, ha evidenziato il Vescovo, durante l’omelia, deve dare il suo contributo per la costruzione della pace. Modi diversi di esprimere la pace che, insieme, possono dare vita a quel mosaico equo e sostenibile capace, nella sua dinamicità e flessibilità, di essere attento alle esigenze di quelle zone del mondo con situazioni economiche e politiche più complesse, in modo da incentivare situazioni di sviluppo e arricchimento, tali da non permettere di arrivare alle armi come soluzione finale. Le vittime di Nassiriya devono diventare quelle fiammelle di eroismo che unite possano far divampare un futuro, vivibile e pacifico, fondato sulla bellezza. Non a caso la commemorazione è avvenuta in coincidenza con la giornata mondiale della “gentilezza”, che non è segno di debolezza, ma segno di “garbato coraggio”, il coraggio di confrontarsi per migliorare e migliorarsi. Ai ragazzi l’esperienza ha dato la possibilità di comprendere che una società migliore, fondata sulla pace e il lavoro dignitoso, viene fuori dall’impegno concreto e reale, dalla scossa intraprendente di ognuno. Niente è dovuto, neanche la pace, bisogna arrivarci, anche a fatica, mettendo a frutto gli slanci vitali, i sogni più straordinari, soprattutto quelli racchiusi nelle nuove generazioni. Questo può avvenire solo attraverso punti di riferimento educativi costanti, fermi e risoluti e gli allievi dello Zaleuco questo lo ritrovano, in maniera ineccepibile, nel loro ambiente scolastico e ne fanno tesoro, dimostrando di essere cittadini responsabili e attivi. “Il genere umano deve ricordare che la pace non è il dono di Dio alle sue creature; la pace è il dono che ci facciamo gli uni con gli altri”.(Elie Wiesel).

 Luisa Totino (membro comitato Comunicazione Zaleuco)