Tre giorni di voce e parole, quelli vissuti da alcuni allievi delle seconde classi del Polo Liceale di Locri “Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti”, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino, in particolare della classe 2D del Liceo Classico “Ivo Oliveti”, delle classi 2B e 2H del Liceo Scientifico Zaleuco, che hanno preso parte al workshop di poesia “La voce di Nosside – poesia, corpo e anima”, legato al “Premio Francesco Commisso” del Giugno Locrese. Gli studenti: Anita Carmen Barone, Asia Caccamo, Rachele Caccamo, Lelia Calabrese, Miriam Commisso, Melissa Franco, Rosa Gratteri, Aurora Logozzo, Rosaria Marra, Viktoria Meleca, Maria Antonietta Moio, Valeria Satira, Sukhmanpreet Sing, Jessica Sollazzo, Gloria Tamborra (2 D Liceo Classico), accompagnati dalla prof. Manuela Docile; Francesco Guerrisi, Francesca Multari, Larosa Nicole (2 B Liceo Zaleuco), Martino De Fazio e Sara Lozza (2 H Liceo Zaleuco), accompagnati dalla prof.ssa Fontana, referente per i concorsi letterari del Polo Liceale, hanno vissuto, martedì 26 Maggio e mercoledì 27 Maggio, in orario pomeridiano, un laboratorio poetico nell’Aula Magna “Costantino Dardi” della Sede centrale del Polo, guidati dal poeta Daniel Cundari, che, partendo dall’eredità poetica di Nosside e dei temi centrali della poetica di Nosside, quali l’amore, il corpo, l’identità e la memoria, hanno intrapreso un percorso che ha intrecciato scrittura, emozioni e ascolto, trasformando la poesia in condivisione, teatro, dialogo e contemporaneità. Il nucleo centrale del laboratorio di Cundari si è snodato su tre parole – chiave, essenziali nell’interpretazione teatrale dei brani poetici e non solo: coraggio, arroganza e umiltà. Due giorni intensi in cui i ragazzi hanno sperimentato la poesia come mezzo per trasmettere umanità, pace e bellezza, qui, nella nostra terra, culla di una delle più grandi poetesse del mondo antico: Nosside, i cui versi superano il tempo e si vestono di eternità. Il workshop di Cundari è culminato giovedì 28 maggio con la giornata conclusiva del percorso. Nell’Aula Magna “Costantino Dardi, è avvenuta la cerimonia di consegna del “Premio Francesco Commisso” alla carriera, al maestro Vincenzo Mastropirro, noto flautista, compositore, poeta e didatta italiano, originario di Ruvo di Puglia in provincia di Bari. A presentare l’evento la giornalista Maria Teresa D’Agostino. Nel corso dell’incontro conclusivo, dopo i saluti della Dirigente scolastica Carmela Rita Serafino, del sindaco Giuseppe Fontana e dell’assessore alla Cultura Domenica Bumbaca, sono intervenuti la referente del progetto Rossella Fontana, il presidente della giuria del Giugno Locrese, Vincenzo Romeo, il poeta Daniel Cundari e i figli del prof. Francesco Commisso: Nico ed Erin. Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alla presentazione degli elaborati realizzati dagli studenti, accompagnati da brevi performance poetiche, nate durante il workshop: hanno collegato frammenti poetici di Nosside con brani poetici moderni, attraverso l’alter ego che si erano scelti; hanno realizzato un tableau vivente, rappresentando “Guernica” di Pablo Picasso, dove un allieva fungeva da critico letterario; inoltre hanno, anche, simulato un dibattito politico. Ai partecipanti sono stati inoltre consegnati gli attestati, a testimonianza di un percorso che ha unito formazione, creatività e partecipazione. La manifestazione è stata allietata, oltre che dai ragazzi, anche dallo stesso maestro Mastropirro, con un intervento poetico-musicale, creando un dialogo intenso tra suono e poesia, richiamando le antiche suggestioni della tradizione mediterranea. Un’importante occasione di crescita culturale, che ha unito la tradizione antica con il linguaggio dei giorni nostri, mettendo in risalto i talenti degli studenti e ricordando l’opera e l’impegno del compianto professore e assessore alla cultura, Francesco Commisso.
“Quando il potere porta l’uomo verso l’arroganza, la poesia gli ricorda i suoi limiti. Quando il potere restringe la sfera di interesse dell’uomo, la poesia gli ricorda la ricchezza e la diversità dell’esistenza. Quando il potere corrompe, la poesia rigenera” (John Fitzgerald Kennedy)


