Locride Ambiente: bloccati i cancelli del capannone dell’azienda

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Riceviamo e pubblichiamo una nota della Locride Ambiente, in cui vengono evidenziati comportamenti intollerabili di alcuni dipendenti, che hanno bloccato i cancelli del capannone dell’azienda.

Da due giorni  alcuni dipendenti di Locride Ambiente Spa, aderenti al sindacato Slai-Cobas, bloccano i cancelli del capannone sito nella zona industriale di Siderno, annunciando di conseguenza l’astensione arbitraria dal lavoro giustificata con il mancato pagamento degli stipendi. Con il loro comportamento questi dipendenti hanno, di fatto impedito, che altri loro colleghi svolgessero il proprio dovere. La società condanna questa assurda e insensata decisione, che configura peraltro un reato.

Dalle 22 di giovedì 11 novembre i lavoratori in protesta hanno di fatto occupato il varco, impedendo l’organizzazione del lavoro della notte e della mattinata odierna. Una scelta che sa di premeditato, ma anche di ingiustificato. Il motivo addotto è la mancata corresponsione del pagamento degli stipendi. Una falsità assoluta. La società, nella giornata di mercoledì 10 novembre 2021, ha proceduto a saldare la mensilità di settembre, con bonifico. Si sa perfettamente che i flussi bancari prevedono da 2 a 3 giorni prima di avere la disponibilità sui conti correnti della cifra accreditata. Quindi la scelta di non lavorare e di non far lavorare altri colleghi suona come un pretesto bello e buono.

La sconsideratezza dell’azione è evidente, perché viene giustificata con motivi inaccettabili. L’azienda subisce da questa situazione danni enormi, che non possono essere metabolizzati con facilità. Da stamane gli uffici competenti nella sede di Siderno sono tempestati dalle telefonate di chiarimenti dai comuni nei quali, per l’improvviso stop, non è stato effettuato il servizio di raccolta.

La Società è stata costretta a prendere immediati provvedimenti e si riserva di assumere altre decisioni. Il management è riunito per superare la grave emergenza, causata da una protesta che non ha alcuna legittimità.

I dipendenti in sciopero, peraltro, erano perfettamente a conoscenza dell’avvenuto pagamento dello stipendio relativo al mese di settembre – particolare che evidenzia di conseguenza il ritardo di sole due mensilità e non di ritardi biblici come da alcune parti fatto intendere- e quindi l’avere deciso lo stop del lavoro suona come una beffa.

I sospetti vengono, però. Locride Ambiente Spa aveva appena ricevuto una tranche di pagamenti dal comune di Siderno, che quindi aveva superato la procedura del potere sostitutivo dell’ente di fronte ad eventuali impossibilità della società. Questo passaggio, viene naturale sospettare che non sia piaciuto. Forse preferivano i dipendenti in rivolta farsi pagare regolarmente dal comune?

Se cosi fosse dovranno rassegnarsi, perché la legge prevede l’attivazione del potere sostitutivo in casi di eccezionalità grave. Nella fattispecie questa gravità non è oggettivamente riscontrabile. E le stesse dichiarazioni del sindacalista Nazzareno Piperno danno ad intendere che questa sarebbe la procedura gradita a Slai-Cobas.

Piperno, colui che in questa circostanza sembrava un convitato di pietra, si è materializzato, cadendo, durante un’intervista web, in non poche contraddizioni. Mentre, infatti, sosteneva che si trovava li per manifestare (espressione che indica linguisticamente una partecipazione alla protesta) nel prosieguo del suo dire cercava di tenersi defilato, asserendo che si trovava li per dare semplice supporto ai lavoratori. Ma al di là di queste interpretazioni concettuali, le dichiarazioni di Piperno sono lesive della serietà dell’azienda, in quanto completamente false. Assolutamente false e non ascoltabili. Afferma che da cinque mesi i lavoratori non hanno ricevuto la busta paga? Le buste paga sono perfettamente a disposizione dei dipendenti.  Piperno afferma che il sindacato deve seguire le procedure previste dalla legge? Beh, il suo sindacato, ed egli stesso anche in questa occasione non ha rispettato la norma, sostenendo una iniziativa lesiva del diritto di altri lavoratori a cui è stato impedito l’ingresso nella struttura per dare inizio alla propria giornata lavorativa.

VERGOGNA!