Luigi Pirandello: il Maestro

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Il 28 giugno 1867, a Girgenti, oggi Agrigento, nasceva Luigi Pirandello, che mostrò una sensibilità artistica originale, collocata tra le espressioni più alte della letteratura europea e mondiale. Per sfuggire al caos della vita Eraclito si appellava al logos, Gorgia alla retorica, il Maestro si rifugiò nell’arte. I suoi capolavori illuminano, con un’arte originale e raffinata, questo pazzo e caotico mondo, in cui siamo destinati a vivere portando le nostre mutevoli maschere

 Il 28 giugno 1867, a Girgenti, oggi Agrigento, nasceva Luigi Pirandello, in una terra impregnata ancora di cultura magno-greca, dove un tempo aveva dominato Siracusa, una città- stato, faro di civiltà, che per potenza economica e militare era in grado di competere con la stessa Atene. Con lui nasce una sensibilità artistica originale che va collocata tra le espressioni più alte della letteratura europea e mondiale. Sulla sua opera, si sono versati fiumi d’inchiostro ma, nel suo tempo, anche se ha avuto ampi apprezzamenti, in Italia, non è stato capito dalla critica dominante, Croce compreso. Come nella tragedia greca, il dramma è nell’uomo, così anche Pirandello  lo trova dentro di sé. Ma, mentre, il dramma  greco si scioglie  con l’intervento del soprannaturale, Pirandello sa di trovarsi solo in un mondo caotico, col proprio io in brandelli. Come Socrate, indaga se stesso, ma a differenza dell’Ateniese, dentro di sé non trova il logos, il concetto, cioè l’uno che vale per molti, ma una personalità in frantumi: Uno, nessuno, centomila. Croce notava giustamente che Pirandello non è un filosofo; è vero,  però è pur figlio di quella cultura greca che ha trovato nei pre-socratici i suoi grandi maestri. Il primo è Eraclito che ha teorizzato che la vita è continuo flusso e che nell’universo tutto scorre e nessuna cosa è stabile; il secondo, Gorgia, nato a Lentini, teorico d’un  soggettivismo gnoseologico ed di un nichilismo assoluto. Gorgia ritiene che “ Nulla è e se qualcosa fosse non sarebbe conoscibile e, se anche fosse conoscibile, non sarebbe trasmissibile agli altri”.

Puoi leggere l’articolo completo di Bruno Chinè su Riviera 30 del 25 Luglio 2021