Mai così tanti poveri dal 2005, i dati ISTAT

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La pandemia ha lasciato dietro di sé condizioni di estremo disagio. Solo un mese fa in un appuntamento sulla nostra Rivieraweb tv abbiamo raccontato di una signora che è arrivata a rubare l’elemosina in chiesa e di una madre che non aveva i soldi per seppellire il figlio.

Questi due episodi hanno suscitato grande empatia tra i nostri lettori e hanno reso evidente, ancora prima che l’ISTAT publicasse il suo studio, come la situazione economica e sociale nel 2020 fosse peggiorata.

Secondo le statistiche rese note oggi dall’Istituto nazionale il 2020 ha visto crescere di nuovo la povertà assoluta nel Paese. I casi di famiglie in forte difficoltà sarebbero pari al 7,7% del numero di famiglie complessivo, stiamo parlando quindi di 2 milioni di famiglie e di 5,6 milioni circa di persone.

Una famiglia o un individuo è considerato in condizioni di povertà assoluta se non riesce a sostenere delle spese minime mensili che gli consentano di condurre una vita accettabile. Sul sito ISTAT è possibile calcolare qual è la soglia di spesa al di sotto della quale si viene definiti come poveri. Una famiglia composta da 4 persone residente in un comune del Mezzogiorno è in povertà se guadagna meno di 1.440 euro.

I dati del 2020 sono stati i peggiori dal 2005. Negli ultimi anni i dati sono costantemente cresciuti, se 15 anni fa la percentuale di popolazione in povertà assoluta rispetto ai residenti totali. Nel 2017 i dati erano già arrivati, purtroppo alle 8,4%.

L’ANSA riporta come: “Nel 2020, continua l’istituto di statistica, l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (9,4%, da 8,6%), ma la crescita più ampia si registra nel Nord dove la povertà familiare sale al 7,6% dal 5,8% del 2019”.

Il rapporto ISTAT mostra come anche tra gli individui sia stato il Nord a registrare il peggioramento più marcato, con l’incidenza di povertà assoluta che passa dal 6,8% al 9,3% (10,1% nel Nord-ovest, 8,2% nel Nord-est). Sono così oltre 2 milioni e 500mila i poveri assoluti residenti nelle regioni del Nord (45,6% del totale, distribuiti nel 63% al Nord-ovest e nel 37% nel Nord-est) invece al Sud i dati hanno mostrato come 2 milioni e 259 mila le persone povere. In quest’ultima ripartizione l’incidenza di povertà individuale sale all’11,1%.