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Minoranze Siderno: Il partito parla. La Sindaca tace. E la città aspetta.

Comunicato stampa dei gruppi di minoranza in consiglio comunale a Siderno  “Siderno2030” e “La Nostra Missione”: Il partito parla. La Sindaca tace. E la città aspetta. Si convochi con urgenza un Consiglio Comunale ad hoc

Ancora una volta ci troviamo purtroppo a rilevare che a rispondere alle nostre domande non è la Sindaca Mariateresa Fragomeni, ma il Circolo del Partito Democratico.
Una scelta legittima, per carità. Ma politicamente molto significativa.

Perché qui non siamo davanti a una disputa tra circoli o a un botta e risposta da congresso di partito. Qui si parla della guida istituzionale della città di Siderno. E quando vengono poste domande pubbliche su questioni che toccano l’amministrazione, la risposta dovrebbe arrivare da chi amministra, non dalla segreteria politica.

Ci si accusa di “allusioni”, di “ambiguità”, perfino di calunnie. Parole pesanti.
Ma fare domande non è alludere. Chiedere chiarimenti non è insinuare. Sollecitare un intervento pubblico non è delegittimare. È esercitare il ruolo che spetta a una minoranza in un sistema democratico.

Se qualcuno vede ambiguità nelle domande, forse dovrebbe interrogarsi sulla solidità delle proprie risposte, se vive le domande come un attacco forse dovrebbe interrogarsi sul perchè.

Ci viene detto che c’è chi “allude e convive con le ambiguità”.
Bene. Parliamo di ambiguità.

Ambiguo è chi trasforma una richiesta di chiarimento in un attacco politico.
Ambiguo è chi si rifugia dietro un comunicato di partito invece di assumere direttamente la parola.
Ambiguo è chi parla di trasparenza ma sceglie il silenzio istituzionale.

Ci si vanta del fatto che l’ Amministrazione Fragomeni si sarebbe costituita parte civile in 17 processi contro la ‘ndrangheta quando sappiamo bene che la costituzione è obbligatoria in quanto prevista dall’art. 1 dello Statuto Comunale il quale testualmente così recita:

Il Comune di Siderno:

  1. a) ripudia la ‘ndrangheta e tutte le criminalità organizzate;
  2. b) darà corso alla costituzione in giudizio quale parte civile in tutti i processi di mafia e sino al terzo grado di giurisdizione, senza la possibilità di pervenire ad accordi transattivi giudiziali o stragiudiziali, che danneggiano l’immagine della Città, penalizzano lo sviluppo socio economico del territorio e ledono gli interessi della Comunità locale.

Questa ipocrisia condita da arroganza è intollerabile.

Noi non abbiamo mai messo in discussione il lavoro della magistratura né delle forze dell’ordine. Non abbiamo mai espresso giudizi sommari. Abbiamo chiesto un atto politico: un chiarimento pubblico della Sindaca alla città.

Perché la fiducia nelle istituzioni si rafforza con la trasparenza, non con le schermaglie tra comunicati.

E allora poniamo una proposta semplice, concreta, immediata, inevitabile dopo le dichiarazioni contenute nel documento del PD:

si convochi senza indugio un Consiglio Comunale ad hoc.

E lo si faccia con urgenza non tra settimane. Non “quando tutto sarà chiarito”. Non quando sarà più comodo. Adesso.

Ed è per questo motivo che come minoranze abbiamo presentato formale richiesta in tal senso.

Il confronto democratico non si teme. Si pratica.
E il luogo naturale del confronto non è la stampa, ma l’aula consiliare.

Se davvero si vuole sgombrare il campo da ogni ombra e da ogni presunta ambiguità, lo si faccia davanti ai cittadini, in seduta pubblica, con interventi chiari e posizioni ufficiali.

Noi siamo pronti. Senza toni sopra le righe. Senza drammi. Senza scudi di partito.

La città merita parole dirette, non intermediazioni. .La città merita coraggio istituzionale. La città merita un confronto vero.

Il resto, francamente, è solo rumore.

 

Siderno, 26/02/2026

 

 

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