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giovedì, Febbraio 22, 2024
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Montepaone: ma ci sono ancora gli autovelox?

Ci scrive ancora un nostro lettore che ci chiede, dopo che aveva letto un pezzo di Sabrina Amoroso, sulla Gazzetta del sud, il 9 settembre, dove il sindaco annunciava: «Dispositivi a norma, a breve torneranno operativi sulla 106. Chiuso il caso dei potenziali ricorsi», se ci sono ancora gli autovelox a Montepaone.

Sono un vostro lettore ed una vittima del comune di Montepaone, che attraverso il vostro giornale vorrei sapere se, dopo aver letto il pezzo di Sabrina Amoroso sulla Gazzetta del sud il 9 settembre dove il sindaco annunciava: «Dispositivi a norma, a breve torneranno operativi sulla 106, chiuso il caso dei potenziali ricorsi», ci sono ancora gli autovelox a Montepaone?

Vi ricordo che in questo articolo c’era scritto: “il sindaco Mario Migliarese rompe il silenzio su una vicenda che aveva gettato il suo comune nella bufera in piena estate. Era legata al sequestro degli autovelox sulla Statale 106, in virtù di un contenzioso che riguardava la società fornitrice del servizio, avviato per fatti contestati nella provincia di Cosenza. Arriva ora la decisione del Tribunale del Riesame che annulla il provvedimento preventivo adottato all’indomani dell’intervento della polizia giudiziaria di Cosenza, che il 26 e il 27 luglio scorsi era intervenuta per effettuare il sequestro preventivo dei dispositivi denominati “T-Expeed” installati sulla Statale 107. L’ipotesi era quella che i dispositivi (prodotti e commercializzati da due distinte società) non fossero stati omologati in tutte le loro componenti. Da qui il provvedimento che aveva interessato tutti gli apparecchi riconducibili alle due società, tra cui figurava anche quello di Montepaone. Una tesi smontata in sede legale dai difensori delle società e accolta ora dal tribunale.”
A balzare agli occhi dei giudici in primis il fatto che gli addebiti e le omissioni fossero attribuite, nell’ambito del procedimento, alla società̀ produttrice dell’apparecchio, ma che poi erano state elevate soltanto a carico del legale rappresentante della società̀ commercializzante gli apparecchi. Entrando nel merito della vicenda, i giudici chiarirono poi i confini tra l’omologazione degli apparecchi e l’approvazione degli stessi. La notizia poi non è stata più ripresa da nessun giornale. Oggi molti cittadini ci chiedono la verità.

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